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Catania - Trasporti, la crisi dell'Amt arriva a Palazzo degli Elefanti
di Melania Tanteri

Primi segnali di distensione tra Amministrazione comunale e sindacati, ma l’atmosfera rimane tesa. Il sindaco Enzo Bianco: “Ci assumeremo la diretta conduzione della vicenda”

Tags: Catania, Trasporti, Amt, Giuseppe Girlando, Carlo Lungaro



CATANIA - Segnali di distensione tra amministrazione e sindacati, anche se l’atmosfera rimane infuocata.
Arriva a Palazzo degli Elefanti la crisi dell’Amt, l’azienda metropolitana di trasporto che, da mesi, soffre di mancanza di liquidità tale da aver compromesso lo stesso servizio pubblico, ridotto ai minimi termini.

Dopo numerose richieste da parte dei sindacati, è stato lo stesso sindaco Bianco, nel corso di un incontro al quale erano presenti anche gli assessori alle Partecipate, Giuseppe Girlando, e alla Viabilità, Rosario D’Agata, ad ammettere la necessità di agire per salvare l’azienda e restituire la mobilità ai cittadini, pur evidenziando le oggettive difficoltà.

“La complessità e la delicatezza delle questioni sono tali - ha detto il sindaco - che non possono essere affrontate solo a livello aziendale ma livello di Amministrazione comunale, che si assume adesso la diretta conduzione della vicenda. Entro la fine di settembre, al massimo entro i primi di ottobre - ha aggiunto -  attraverso il confronto con tutti si deve elaborare un piano industriale molto ambizioso”.

L’idea, esposta dall’Amministrazione ai sindacati di categoria, prevede che l’azienda, che è una Spa il cui socio unico è il Comune di Catania, diventi “metropolitana” e che quindi i Comuni dell’area partecipino direttamente, entrando come azionisti. Un modo per dividere gli oneri economici e per aumentare il chilometraggio, che si traduce in maggiori contributi da parte del governo regionale.
“Si devono coinvolgere i 25 comuni della conurbazione intorno al capoluogo - ha continuato il primo cittadino - ai quali ho già discusso il loro ingresso nel capitale azionario dell’Amt. Quindi si dovrà elaborare un piano di trasporto metropolitano”.

Un’apertura gradita ai sindacati, anche quelli autonomi, che però chiedono di capire come l’azienda possa affrontare l’immediato futuro, senza che il Comune di Catania versi quei trenta milioni circa di euro che deve all’Amt. Ossigeno puro che potrebbe permettere, nelle more della redazione del piano industriale, di affrontare la quotidianità e, soprattutto, la riapertura delle scuole a settembre.

“Siamo contenti che, dopo mesi di scioperi e proteste, Palazzo degli Elefanti sia finalmente intervenuto – ha affermato Giovanni Lo Schiavo, rappresentante della Fast – Confsal. Ma occorre comprendere come l’azienda, in attesa dell’ingresso dei Comuni metropolitani e del nuovo piano industriale, possa fornire un servizio agli utenti. Crediamo – ha proseguito – che senza i milioni dovuti all’Amt, questa non possa rimettersi in carreggiata”.

Argomenti, questi, che saranno affrontati nel corso di un tavolo tecnico con le forze sindacali, coordinato dall’assessore Girlando, con l’obiettivo di ottimizzare le risorse umane dell’azienda e di intervenire sull’ordine di servizio numero 38, contestato dai sindacati perché ritenuto vessatorio nei confronti dei lavoratori.

“Chiediamo di abolirlo - ha sottolineato Aldo Moschella, della Cisal - perché non rispetta i diritti”.
“Dobbiamo affrontare le questioni relative al nuovo Contratto di lavoro – ha concluso Bianco - analizzando anche quello che hanno fatto altre aziende che operano in Italia. Affido il coordinamento del Tavolo all'assessore Girlando”.

“Apriamo immediatamente un tavolo di confronto - ha concluso il primo cittadino - in maniera che entro quindici giorni si possa chiudere la vicenda del Contratto. Stabiliamo come termine ultimo la data del 31 agosto. Fatto questo passiamo poi alle fasi successive strategiche. Chiedo di ritrovare, nei limiti del possibile, un clima di serenità per affrontare insieme tutte le problematiche e risolverle”.

Articolo pubblicato il 12 agosto 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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