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Quotidiano di Sicilia

Un siciliano su quattro avverte irregolarità nella fornitura idrica
di Adriano Agatino Zuccaro

Secondo le statistiche dell’Istat, nel Mezzogiorno il 43% del volume di acqua immesso viene disperso. Nell’Isola il quintultimo valore di acqua erogata al giorno, poco superiore di 200 l per abitante

Tags: Acqua, Sicilia



ROMA -  In Italia sono stati immessi giornalmente nelle reti comunali di distribuzione dell’acqua potabile 385 litri per abitante nel 2012, in aumento rispetto ai 373 litri registrati nel 2008. Il consumo pro capite giornaliero di acqua è pari a 241 litri, 12 in meno al giorno per abitante rispetto al 2008. Non tutta l’acqua che viene immessa in rete, pertanto, arriva agli utenti finali: le dispersioni delle reti comunali di distribuzione dell’acqua potabile risultano pari in media al 37,4 per cento, in aumento rispetto al 2008 (32,1 per cento). I dati emergono dal quadro di sintesi delle principali statistiche sulle risorse idriche che l’Istat fornisce in occasione della Giornata mondiale dell’acqua (istituita dall’Onu e celebrata ogni 22 marzo).

I volumi giornalieri pro capite immessi in rete presentano una forte variabilità territoriale. La ripartizione con il volume maggiore di acqua immessa è il Nord-ovest: 399 litri pro capite contro i 392 del Mezzogiorno. A livello regionale si va dai 293 litri giornalieri per abitante delle Marche ai 591 della Valle d’Aosta. Il consumo giornaliero di acqua per uso potabile per abitante a livello di ripartizione territoriale mostra valori che vanno dai 222 litri pro capite al giorno del Mezzogiorno ai 280 del Nord-ovest in cui si registra, peraltro, una forte variabilità territoriale (dai 233 litri per abitante al giorno del Piemonte ai 461 della Valle d’Aosta, regione con il valore più alto). Toscana e Puglia presentano il valore più basso di acqua erogata al giorno, di poco inferiore ai 200 litri giornalieri per abitante. La Sicilia si trova al quint’ultimo posto con valori poco superiori ai 200 litri giornalieri per abitante.

Non tutta l’acqua che viene immessa in rete arriva agli utenti finali, si scriveva in apertura; si disperdono quindi, per ogni residente, 144 litri al giorno oltre quanto effettivamente consumato. Le dispersioni di rete mostrano una forte variabilità territoriale. A livello di ripartizione, si ha una maggiore dispersione nel Mezzogiorno in cui poco meno della metà dei volumi immessi in rete non raggiunge gli utenti finali (43,3 per cento). Di contro, il Nord-ovest è la ripartizione con il livello di dispersione più basso (30,0 per cento). La regione con il più basso livello di dispersione della rete è la Valle d’Aosta (21,9 per cento), mentre quella che registra perdite maggiori è la Sardegna (54,8 per cento).

Nel 2015, l’erogazione dell’acqua nelle abitazioni viene indicata come irregolare dal 9,2% delle famiglie italiane, percentuale in leggero aumento rispetto al 2014 (8,7%). La scarsa fiducia a bere acqua di rubinetto continua a essere un fenomeno abbastanza diffuso, anche nel 2015 tre famiglie su dieci hanno manifestato questa preoccupazione. La problematica è scarsamente percepita dalle famiglie del Nord: nel Nord-est appena il 3,0% dei nuclei familiari ha avvertito irregolarità nella fornitura idrica; mentre è maggiormente segnalato dalle famiglie residenti nelle Isole e nel Sud, con il massimo del disagio rilevato in Calabria (37,7%), Sicilia (24,1%) e Sardegna (21,1%). La mancanza di fiducia a bere acqua di rubinetto continua a essere abbastanza diffusa tra le famiglie italiane anche nel 2015: poco meno di una famiglia su tre ha manifestato questa preoccupazione. La quota più bassa di famiglie che non si fidano a bere acqua di rubinetto si registra al Nord-est, la più alta nelle isole (52,2%). A livello regionale, la sfiducia è molto elevata in Sardegna (60,3%), Calabria (49,4%) e Sicilia (49,4%); mentre è trascurabile nelle province autonome di Bolzano (2,0%), Trento (4,3%) e in Valle d’Aosta (9,0%).

Articolo pubblicato il 24 agosto 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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