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In Sicilia uno dei più grandi parchi astronomici del mondo
di Redazione

Il polo di Isnello era un sogno di Margherita Hack, è stato fortemente voluto dal Comune e dall’Asi. Quando il progetto sarà completato, il Monte accoglierà un telescopio gigante

Tags: Isnello, Astronomia, Sicilia, Margherita Hack



PALERMO - La comunità scientifica italiana ha gli occhi puntati su Isnello, piccolo antico paese nel cuore del parco delle Madonie che ha deciso di giocare tutte le sue carte sull’astronomia.

Da anni Isnello, 1.500 abitanti, è il punto di riferimento per l’Agenzia spaziale italiana e per gli studiosi delle stelle.
Ora si appresta a inaugurare un polo astronomico di importanza mondiale: il primo dell’Italia meridionale che guarda all’intero Mediterraneo. In contrada Fontana Mitri, appena fuori dal centro abitato, è ormai tutto pronto: squadre di operai, sotto lo sguardo vigile del sindaco Pino Mogavero, danno gli ultimi ritocchi alla struttura e al planetario che saranno inaugurati domenica 11 settembre.
Il polo si chiama Gal Hassin. Riprende l’antico nome del paese, che in siriaco vuol dire fiume freddo. è un territorio ricco di acqua, di chiese e di storia ma presenta anche particolari condizioni che hanno subito attirato l’interesse degli astronomi: l’assenza di fonti luminose notturne consente una visione limpida del cielo.

Ogni anno, hanno stabilito gli studiosi, un terzo delle notti sono “fotometriche”, cioè per almeno sei ore di seguito il cielo è sereno. Da queste caratteristiche, assieme al trascurabile inquinamento luminoso, è nata l’idea di un osservatorio su monte Mufara (quota 1.865 metri), in località Piano Battaglia, la più apprezzata stazione sciistica siciliana. A spingere verso la creazione dell’osservatorio sono stati il sindaco Pino Mogavero e Mario Di Martino, astronomo dell’Inaf, istituto nazionale di astrofisica.

Quando il progetto Gal Hassin andrà a regime, cioè fra un paio di anni, monte Mufara accoglierà un telescopio gigante della classe un metro, uno strumento innovativo che l’Agenzia spaziale utilizzerà per dare la caccia agli asteroidi pericolosamente vicini alla terra e ai “detriti spaziali”.

E mentre il progetto del telescopio va avanti - era il sogno coltivato da Margherita Hack che qui era praticamente di casa - domenica si inaugura intanto il polo che comprende un grande planetario, vero gioiello della tecnologia astronomica con un diametro di 10 metri raggiungibile anche da “remoto”, una terrazza con copertura mobile nella quale sono montati 12 potenti osservatori, un radiotelescopio. E ancora un laboratorio astronomico all’aperto con orologi solari di vario tipo, un mappamondo monumentale, un laboratorio solare. Del centro fanno parte anche sale con exibit interattivi, due aule didattiche, un’esposizione di meteoriti. E uno spazio espositivo che ora ospita quattro mostre, visitabili fino al 18 settembre. Non sarà solo la scienza a usare questa struttura, per la quale sono stati investiti 13 milioni di euro tra fondi Cipe e statali. Il polo ha anche una destinazione didattica e divulgativa.
“Penso - dice Mogavero - agli studenti e agli appassionati che qui potranno seguire sul campo il lavoro degli scienziati”.

La scommessa di fare di questo centro un polo di interesse internazionale parte con l’obiettivo di assegnare all’astronomia il ruolo di volano di sviluppo per un territorio povero che con entusiasmo ha sposato la scienza. E la scienza ha ripagato simbolicamente tanto interesse chiamando “Isnello” un asteroide tra Marte e Giove e “Pinomogavero”, il nome del sindaco, l’asteroide 4627 scoperto nel 1985.

Articolo pubblicato il 09 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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