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Formazione, grana accreditamenti. Pronto un esposto dagli enti
di Michele Giuliano

All’incirca l’80 per cento degli enti raggruppati in “Forma Sicilia” vuole denunciare Sviluppo Italia. Compito affidato alla società partecipata della Regione: a rischio l’avvio delle attività

Tags: Formazione, Lavoro, Sviluppo Italia



PALERMO - Per la formazione professionale in Sicilia sembra esserci sempre un problema all’orizzonte. Se, da una parte, il gioco del “presenta e ritira i bandi” per la presentazione dei progetti ha provocato già un ampio ritardo nell’avvio delle attività, sul fronte accreditamento degli enti continuano ad esserci grosse difficoltà. Anche in questo caso ritardi, procedure farraginose, documenti da presentare e ripresentare, tutti ostacoli all’avvio delle attività progettuali.

A prescindere dal bando per la presentazione dei progetti, non sarà infatti possibile avviare nessuna attività se non saranno completati gli iter che regolarizzano la posizione degli enti nei confronti dell’amministrazione regionale, che richiede agli stessi una lunga serie di documenti che dimostrino la propria capacità a svolgere le attività richieste nei vari avvisi pubblici, dal punto di vista logistico, economico e di gestione del personale.

Altri mesi di attesa aspettano quindi  migliaia di lavoratori che sono fermi da oltre un anno, senza aver nel frattempo ricevuto pagamenti degli emolumenti arretrati, e che rischiano di rimanere fermi ben oltre il mese di ottobre 2016, indicato dall’assessore regionale al ramo con proclami sulla stampa come il momento della agognata, nuova partenza.

Il 2016, se non arriverà una inversione di rotta che acceleri i tempi e permetta di espletare le procedure burocratiche in tempi ridotti, sembra probabilmente destinato a chiudersi senza che le attività progettuali e, a seguire, corsuali, riprendano. Gli enti  coinvolti non vogliono, però, questa volta, rimanere con le mani in mano. L’associazione “Forma Sicilia”, che raggruppa circa l’80 per cento degli enti di formazione professionale della regione, ha deciso di rivolgersi alla magistratura per trovare conforto e certezza che tutto stia procedendo secondo i termini di legge.

Nell’occhio del ciclone i vertici di Sviluppo Italia Sicilia, che dovrebbe occuparsi dell’accreditamento degli enti ed è quindi responsabile dei numerosi ritardi registrati. “Siamo pronti a presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Palermo per interruzione di pubblico servizio e per danno procurato agli enti di formazione professionale”, dicono ufficialmente i responsabili di Forma Sicilia. L’associazione datoriale più importante del comparto, che raccoglie la buona maggioranza degli enti della regione, e di conseguenza la quasi totalità dei lavoratori del settore, ha deciso insomma di dire la propria contro  la dirigenza di Sviluppo Italia Sicilia, una partecipata che, dallo scorso novembre, si dovrebbe occupare di gestire le procedure di accreditamento degli enti di formazione in Sicilia.

Un’azienda che però non naviga in buone acque, anzi si trova in una situazione ben peggiore di molti degli enti che dovrebbe certificare come idonei allo svolgimento delle attività finanziate dalla Regione Siciliana e dalla Comunità Europea. I debiti accumulati negli anni e la mala gestione hanno portato alla nomina dei commissari del governo regionale che hanno preso in mano la situazione, cercando di colmare il danno. Senza grossi risultati, in realtà, viste le pessime condizioni in cui versa l’organizzazione. Gli stessi dipendenti della società regionale hanno ricevuto la comunicazione di avvio della procedura di licenziamento collettivo ex legge 223/91, circa 70 dipendenti che hanno accumulato mesi e mesi di stupendi non riconosciuti in una società che è sull’orlo del fallimento.

Articolo pubblicato il 13 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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