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Quotidiano di Sicilia

Imprese giovanili, scommessa dell'agricoltura
di Michele Giuliano

In Sicilia si vuole puntare forte sulle nuove leve con la misura del Psr 2014-2020 sulle attività extra-agricole. Bando riservato a uomini dai 18 ai 40 e donne per investire su turismo rurale, Tlc e trasformazione

Tags: Impresa, Agricoltura



PALERMO - Una nuova opportunità per i giovani siciliani che vogliono tentare la fortuna in agricoltura. Un nuovo modo di vedere l’attività rurale, più moderno ed efficace, che unisca la millenaria tradizione del nostro territorio a nuove prospettive di sfruttamento in chiave extra-agricola.

In aiuto ai giovani dai 18 ai 40 anni viene in tal senso la misura M06 del Piano di Sviluppo Rurale Sicilia 2014-2020, che sostiene l’avvio di nuove imprese agricole e lo sviluppo e la creazione di imprese extra-agricole, in modo da accrescere la competitività del tessuto produttivo agricolo regionale, migliorando le prestazioni e la sostenibilità globali dell’azienda agricola e favorire lo sviluppo del tessuto economico delle zone rurali.

L’abbinamento delle due tipologie di aziende, soprattutto nelle zone in cui c’è ancora una forte dipendenza dal settore agricolo, permetterà di diversificare le attività produttive, creando nuove possibilità di lavoro e nuove prospettive per il futuro per tanti giovani che al momento sono costretti a spostarsi per cercare lavoro. Evitare quindi lo spopolamento, e stimolare lo sviluppo di un modo nuovo di vivere la campagna, di vederla con occhi diversi, nuovi ed economicamente più fruttuosi, è l’obiettivo principale del bando che mette a disposizione un contributo di venti mila euro per nuova azienda, che sarà spendibile in svariati modi e in diverse tipologie di aziende comunque collegate al mondo dell’agricoltura. Diverse, infatti, le possibilità offerte a chi vorrà usufruire dei contributi offerti.

Gli ambiti disponibili sono tanti e vari: dalla produzione di energia da fonte rinnovabile e razionalizzazione dell’uso dell’energia all’attività di turismo rurale e di valorizzazione di beni culturali ed ambientali. Ancora, potranno presentare domanda le aziende che svolgono attività inerenti le Tlc (telecomunicazioni), che si occupano di informatica ed elettronica, l’e-commerce, nonché tutte le attività che si occupano di servizi alle aziende e di trasformazione e commercializzazione di prodotti artigianali e industriali. Un mondo agricolo, quindi, che si allontana dalle immagini bucoliche della vendemmia o della raccolta delle olive, del coltivatore che si spezza la schiena in campagna, spesso in balìa di anni di magra, e che diventa invece azienda moderna ed organizzata, aperta all’esterno attraverso collegamenti tecnologici all’avanguardia, e sistemi di lavorazione standardizzati e controllati.

Il contributo è concesso agli agricoltori o a chiunque al momento stia svolgendo una attività agricola all’interno di una azienda, che voglia diversificare la propria attività. Poche e semplici le condizioni poste per usufruire dell’aiuto proposto dalla misura M06, sottomisura 6.02: avviare la nuova attività esclusivamente nei Comuni siciliani indicati dal bando, individuati come territorio strettamente legato all’attività agricola, indicati come territori C e D, e presentare un piano di impresa della durata di due anni che contenga ed esemplifichi l’idea imprenditoriale.

Il sottoscrittore della richiesta deve avere almeno 18 anni e non più di 40 anni alla data di presentazione della domanda. L’età sarà tra i criteri di selezione, così come sarà favorita l’imprenditoria femminile. L’importo del contributo sarà somministrato alle aziende in due rate. La prima, pari al 60 per cento del totale di venti mila euro, sarà erogata all’atto di assegnazione del finanziamento. La seconda, pari al 40 per cento, a saldo, sarà condizionata dalla corretta attuazione del piano aziendale stilato in fase di presentazione della domanda.

Articolo pubblicato il 16 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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