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Furti di identità, in Sicilia l'11,5% dei casi totali
di Michele Giuliano

Dati Adiconsum: nel 2014 aumentano del 20% le truffe e del 5% il valore complessivamente frodato. L’associazione di consumatori avanza proposte concrete per contrastare il fenomeno

Tags: Furto Identità, Adiconsum, Web, Internet



PALERMO - Negli ultimi 2 anni il numero delle frodi su Internet è cresciuto del 20 per cento, con un valore medio delle singole transazioni che è sceso da 177 a 151 euro per aggirare meglio la soglia di attenzione delle banche e degli stessi utenti. Sono numeri snocciolati da Adiconsum che in qualche modo confermano il pericoloso trend già evidenziato da altri istituiti di ricerca. Tra questi l’Osservatorio Crif che nel suo ultimo report sulle frodi creditizie, che si realizza attraverso i furti d’identità che nella maggior parte dei casi avvengono proprio online, ha sottolineato che la Sicilia per incidenza del fenomeno si trova al terzo posto in Italia con l’11,15 per cento sul totale nazionale.

“L’evoluzione della rete, del suo utilizzo e soprattutto la crescita esponenziale di tantissimi nuovi servizi digitali offerti ai consumatori – ha spiegato Walter Meazza, presidente di Adiconsum – ha amplificato la possibilità di attacchi malevoli al cyberspazio che necessitano, di contro, di maggiori difese sistematiche, sia dalle singole imprese che dal sistema paese”. Nel 2014, il valore delle frodi è aumentato del 5 per cento mentre il numero è salito del 20 per cento, con una riduzione del valore medio delle singole transazioni (da 177 a 151 euro). Un nuovo modus operandi criminale che predilige la parcellizzazione e la moltiplicazione delle transazioni per aggirare le soglie di attenzione sia degli istituti emittenti sia degli stessi utenti.

Sul canale internet si è verificato un aumento delle frodi (+11 per cento in termini di incidenza valore e +30 per cento come valore del frodato). Dal 2011 il numero di transazioni fraudolente è cresciuto di oltre 3 volte e ora incide per oltre la metà sul numero complessivo delle transazioni fraudolente. “La sicurezza informatica non sarà mai totale e sarà sempre presente la lotta con chi vuole rubare dati sensibili – continua ancora Meazza – ma certamente la stretta collaborazione fra consumatori, aziende e istituzioni, può garantire un maggior livello di protezione.

L’associazione di categoria ha avanzato una serie di proposte per riuscire a potenziare lo scudo dei consumatori. Tra queste rendere “strutturali” le iniziative intraprese grazie ai fondi istituzionali, in particolare europei, proseguire l’attività di informazione ai consumatori (call center), nonché azioni di formazione, in collaborazione con istituzioni e aziende, verso operatori delle associazioni di consumatori per migliorare il servizio di assistenza agli utenti (corsi di formazione); creare procedure concordate con le istituzioni di competenza e gli stakeholders per facilitare e velocizzare la risoluzione di problematiche legate al furto di identità a favore del consumatore; contribuire a creare, come è accaduto con la realizzazione dell’App nel progetto Sypcit, prodotti digitali che garantiscano la sicurezza e la facilità d’uso da parte degli utenti, proponendosi nei confronti delle aziende e delle istituzioni non solo come rappresentanti dei consumatori a tutela dei diritti, ma anche come consiglieri e sperimentatori di nuovi prodotti e servizi digitali. E ancora realizzare un osservatorio permanente di monitoraggio del fenomeno del furto di identità coinvolgendo gli altri attori chiave, sviluppando strumenti e metodi concertati atti a delineare linee guida strategiche per l’adozione di misure di prevenzione e di contrasto, nonché di protezione delle vittime di frode.

Articolo pubblicato il 21 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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