Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

M5S, quella paura di gestire le Olimpiadi
di Carlo Alberto Tregua

Occasione perduta se controllata bene

Tags: M5s, Virginia Raggi, Olimpiadi 2020, Roma, Beppe Grillo



Dopo il diktat di Beppe Grillo - leader assoluto del Movimento Cinque stelle, proprietario del logo e apportatore, con il suo blog, di milioni di clic - Virginia Raggi, sindaco di Roma, eletta con settecentomila voti di preferenza, non poteva che ribadire il No.
Ovviamente la mozione da lei preparata e portata in Consiglio comunale sarà approvata dalla maggioranza, chiudendo definitivamente la porta alla candidatura di Roma per le Olimpiadi 2024.
La ragione ufficiale della Raggi è che prima vengono le opere e i servizi di cui Roma è fortemente carente per irresponsabilità dei precedenti sindaci e poi un’attività straordinaria per preparare, se l’Italia fosse stata prescelta, le Olimpiadi del 2024.
La questione è lapalissiana, ma nasconde una verità incontrovertibile: i pentastellati romani non se la sono sentita di gestire un’operazione imponente, della durata di otto anni, che comporta l’utilizzazione di un esteso numero di professionalità, politiche, economiche e organizzative che, evidentemente, hanno la consapevolezza  di non potere offrire.

Vi è un’altra verità non dichiarata con chiarezza: che i fondi necessari per creare le infrastrutture per le Olimpiadi del 2024 non sono a carico del bilancio dell’amministrazione capitolina, ma provengono da fonti esterne: Europa, Comitato olimpico, Stato italiano, sponsor privati, diritti televisivi e da tante altre parti.
Cosa avrebbe dovuto metterci la Raggi, la sua squadra e la sua burocrazia? La gestione, il controllo di legalità, un ferreo impegno per impedire corruzione e malversazioni, efficienza organizzativa; insomma, quelle attività necessarie per realizzare un grande progetto che avrebbe dato fiato economico a Roma capitale e agli oltre centomila nuovi addetti occorrenti per la realizzazione dell’evento. Un evento molto più grande dell’Expo milanese, che ha funzionato.
È vero che sindaco e assessori avrebbero potuto ingaggiare professionisti adeguati al bisogno, ma hanno avuto paura della loro incompetenza. Avere rapporti con persone preparate necessita di una preparazione propria, diversamente si è in mani altrui e si perde il controllo della situazione.
 
Si tratta quindi di un’occasione perduta, di rilevante impatto economico e sociale che, se fosse stata gestita bene, avrebbe avuto benèfici effetti su tutto il territorio.
Ma vi è di più: la risonanza e la rinomanza di un evento come le Olimpiadi, avrebbero avuto positive ricadute nel mondo intero, non solo per l’attività turistica, ma anche per la crescita per la notorietà del brand Italia.
Tutti si ricordano delle Olimpiadi del 1960 e tutti i romani godono della tangenziale chiamata Olimpica, senza la quale oggi il traffico impazzirebbe.
Nell’attivare, eventualmente, le opere per le Olimpiadi 2024 si poteva pensare ad altre fondamentali infrastrutture, nonché al rapido completamento della linea C della metropolitana ed anche alla costruzione di una linea D. I tempi contingentati, massimo 2024, avrebbero costretto a completare le opere nei termini previsti e non come accade  per gli appalti che si sa quando cominciano, ma mai quando finiscono.
 
È un peccato che Roma perda circa dieci miliardi di disponibilità finanziarie per costruire opere pubbliche necessarie al suo sviluppo e in modo del tutto gratuito, soltanto per insufficienza e incapacità di un gruppo dirigente che non se l’è sentita di assumere le relative responsabilità.
Questo gruppo dirigente avrebbe avuto un onere addizionale a quello ordinario, ma evidentemente non ha ritenuto di potere utilizzare una parte di quei sessantamila dipendenti, diretti ed indiretti, che non conosce e quindi non sa come gestire.
Paura, paura, paura. Ma con la paura non si risolve niente e, soprattutto, l’M5S ha rinunciato a una grossa opportunità forse irripetibile nei prossimi sessant’anni.
È vero che nel 2020 l’Italia ospiterà quattro partite dei Campionati Europei di calcio, ma questo evento non è paragonabile per dimensioni alle Olimpiadi.
Comunque, facciamo i migliori auguri alla Raggi perché agisca con efficienza per dare ai romani quei servizi che hanno fatto rinunciare alle Olimpiadi.

Articolo pubblicato il 29 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus