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Crisi industriale, nuove agevolazioni
di Rosario Battiato

Ministero dello Sviluppo economico: le Regioni dovranno presentare le loro proposte entro e non oltre il 3 novembre. Sicilia coinvolta con 55 comuni. Dovranno essere utilizzati gli indicatori stimati dall’Istat

Tags: Industria, Sicilia, Agevolazioni



PALERMO – Le Regioni avranno tempo fino al 3 novembre per presentare le proposte relative alle agevolazioni previste per le aree di crisi industriale non complessa individuate dal decreto ministeriale del 4 agosto del 2016. Ne ha dato comunicazione il ministero dello Sviluppo economico sul proprio sito ufficiale, fornendo condizioni e modalità per l’attuazione degli interventi. Diverse le aree siciliane che potrebbero avere accesso alle agevolazioni. 

Le situazioni di crisi industriale non complessa presentano “un impatto significativo - si legge nella nota del Mise - sullo sviluppo e l’occupazione nei territori interessati”. In tal senso le Regioni possono proporre l’elenco dei sistemi locali del lavoro (sll), che rappresentano “una griglia territoriale i cui confini -dichiara Istat -, indipendentemente dall’articolazione amministrativa del territorio, sono definiti utilizzando i flussi degli spostamenti giornalieri casa/lavoro (pendolarismo) rilevati in occasione dei censimenti generali della popolazione e delle abitazioni”. Si tratta di territori “in cui la recessione economica e la perdita occupazionale - chiarisce il sito di Invitalia - hanno un impatto significativo sullo sviluppo dei territori, ma in forma meno grave e diffusa rispetto ai casi di crisi complessa”. Il riconoscimento dello stato di crisi non complessa spetta al ministero dello Sviluppo economico.

Per tutti i dettagli l’Istat ha messo a disposizione una pagina ad hoc (http://www.istat.it/it/archivio/190967) che contiene i “parametri per l’identificazione dei sistemi locali (sl) candidabili alle agevolazioni previste per le aree di crisi industriale non complessa”. Nella presentazione delle domande, infatti, dovranno essere utilizzati dei precisi indicatori stimati dall’Istituto di statistica: specializzazione produttiva permanente, quindi “made in Italy” e “manifattura pesante”, “non specializzati” e “non manifatturieri”, combinazione del tasso di occupazione e di disoccupazione 2014 e variazione occupazione e disoccupazione rispetto alla media 2008-14 per valori non ottimali, quindi produttività del lavoro 2012 per valori inferiori alla media nazionale.

Le Regioni dovranno inviare le proposte di candidatura entro il 3 novembre. A quel punto il ministero si prenderà un mese per accertare la regolarità formale delle proposte e quindi provvederà a “pubblicare l’elenco nazionale dei territori candidati alle agevolazioni previste per le aree di crisi industriale non complessa e definisce i termini per la presentazione delle domande di agevolazione”.

L’individuazione dei territori delle aree di crisi industriale non complessa è stata affidata al decreto ministeriale del 4 agosto 2016. L’elenco dei territori candidabili coinvolge anche la Sicilia con 55 comuni inseriti nell’elenco del decreto che coinvolgono, in termini di popolazione legata al sll, circa 4 milioni di persone, pari all’80,9% della popolazione totale.

Nell’ambito del rifinanziamento della legge 181/89, che disciplina il rilancio delle aree di crisi industriale, sono già stati avviati aiuti per le aree di crisi industriali del gruppo Merloni, del complesso di Piombino e di Rieti per le aree di crisi industriale complessa. Adesso è il momento di passare alle aree di crisi industriali non complesse.

Articolo pubblicato il 07 ottobre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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