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Trabia, scuole cittadine in condizioni disastrose
di Riccardo Lupo

Trabia (Pa). Per gli edifici pubblici sicurezza inesistente.
Responsabilità. È dovere di ogni ente locale, proprietario di determinate strutture, mantenere una costante manutenzione e, quando occorre, anche la totale ristrutturazione.
Timori. La situazione peggiore è senza ombra di dubbio quella in cui versa il plesso Capuana, che sente tutti i suoi 35 anni. I 250 alunni vivono ogni giorno una situazione drammatica.

Tags: Trabia, Scuola



TRABIA (PA) - Suonata la campanella, anche quest’anno più di 1200 bambini hanno preso posto tra i banchi delle scuole cittadina. Una realtà suddivisa in due istituzioni distinte e separate: l’Istituto comprensivo Papa Giovanni XXIII, composto da un edificio principale e due succursali a San Nicola L’Arena (frazione di Trabia), e il Circolo didattico Trabia composto da due edifici. 

La Dichiarazione universale dei diritti umani, cosi come la Costituzione italiana, sancisce il diritto alla sicurezza e all’integrità fisica di ogni persona. Nel 2003, un gruppo di esperti nominati dalla Commissione europea (European group for accessibility) ha pubblicato il rapporto “2010-L’Europa accessibile a tutti” il quale sottolinea come un ambiente accessibile e sicuro per tutti sia la chiave per garantire una società basata sulle pari opportunità. Il rapporto dice anche che ancora molti sforzi devono essere fatti nel campo della prevenzione affinché sia garantita la sicurezza in particolari situazioni di emergenza e per particolari fasce della popolazione come anziani, disabili e bambini.

Detto ciò, poi è dovere di ogni ente locale, essendo proprietario di determinate strutture, mantenere una costante manutenzione di tutti gli edifici scolastici e, quando necessità, la totale ristrutturazione attingendo a fondi propri o, in assenza, a finanziamenti regionali.
Il nostro viaggio nelle scuole cittadine parte proprio dal Circolo didattico Trabia, di cui fanno parte il plesso Giuseppe La Masa e il Luigi Capuana. Entrambi gli edifici presentano forti irregolarità circa le normative dettate dalla legge 626/94 (modificata anche successivamente nella 123/07), in particolare mancano le porte antipanico, le uscite di sicurezza, impianti a norma e poi ancora, nella parte esterna, ci sono cornicioni pericolanti.

Ma ad attirare di più l’attenzione è il plesso Capuana, costruito più di 35 anni fa e situato nella parte alta del Paese. Questo edificio, al cui interno vi sono tutti i giorni 250 bambini, presenta una situazione drammatica: rivestimento del tetto interno fatiscente, impianti non a norma, lampade penzolanti e persino un’intera ala chiusa a seguito di un controllo effettuato dai Vigili del fuoco. Come sappiamo, ultimamente, in Italia, le emergenze sono all’ordine del giorno, non ultima il terremoto in Abruzzo e via, via fino ad arrivare a Messina. Poniamo il caso che in una di queste due scuole – Capuana o La Masa - dovesse accadere qualcosa che noi tutti non ci augureremmo mai, da dove dovrebbero scappare i bambini? Si, perché dall’elenco appena fatto mancano anche le uscite di emergenza e le scale antincendio poste all’esterno degli istituti. Insomma, manca proprio tutto. Non parliamo poi della palestra interna alla scuola Capuana – oggi chiusa per disposizioni del Comune - dove la situazione è altrettanto pericolosa: bagni distrutti, porte e finestre sfondate, muri insozzati da scritte volgari, accumulo di rifiuti di ogni genere e porte interne date alle fiamme.

È legittimo chiedersi come si possa essere arrivati a un tale stato di degrado? Perché in tutti questi anni non si è intervenuti? Ma un bambino che entra in una scuola del genere, transennata per tutto il perimetro esterno, che idea si può fare e quale ricordo avrà della sua infanzia? Gli insegnanti che investono molto del loro tempo per educare e istruire i loro bambini, avranno ancora la forza di insistere in una realtà cosi precaria e di così forte degrado?
“Quando sono arrivata a Trabia – afferma il dirigente scolastico Annamaria Varchi - la prima cosa che ho fatto è stata quella di mettere a conoscenza l’amministrazione comunale dicendo che in quello stato non si poteva andare più avanti e chiesi di intervenire con la massima urgenza. La risposta arrivò subito e a oggi è stato preso un impegno serio da parte del sindaco, Salvatore Piazza”.
Per quanto riguarda invece l’Istituto comprensivo Papa Giovanni XXIII, la situazione è meno allarmante anche perché l’edificio principale risale alla fine degli anni Ottanta e quindi di più recente costruzione. Però anche qui non sono rispettate del tutto le norme di legge: mancano le porte antipanico, gli impianti non sono ancora stati certificati (da parte del Comune) e la manutenzione non è mai ottimale.

“A procurare qualche serio allarme – dice il preside, Pasquale Bova - è il plesso di San Nicola L’Arena, dove addirittura l’anno scorso è caduto parte del tetto di alcune aule. Sono intervenuti i Vigili del fuoco e i tecnici del Comune i quali, nel giro di pochi mesi, hanno ripristinato il tutto. Le disfunzioni sono state regolarmente segnalate al Comune, con cui sono stati tenuti rapporti di collaborazione, tuttavia la mancanza di una manutenzione costante e adeguata non ha consentito di risolvere pienamente i problemi evidenziati che, a volte, hanno fatto pensare al peggio. Inoltre il Comune si è impegnato a fare la copertura esterna del tetto, anche se a tutt'oggi i lavori non sono iniziati”.
Da ora in poi speriamo che a suonare sia sempre la campanella di raduno e ingresso nelle aule e non quella di un’emergenza, altrimenti… si salvi chi può.
 


L’amministrazione e le domande indigeste
 
TRABIA (PA) - Sul problema abbiamo chiesto dei chiarimenti al sindaco di Trabia, Salvatore Piazza, il quale però ha preferito risponderci tramite l’assessore Carmelo Virone. L’amministrazione ha risposto, ma – è giusto precisarlo – non a tutte le domande che abbiamo posto.
Sarebbe stato certamente utile rispondere a tutte le domande, anche per dare la possibilità ai cittadini trabiesi e ai nostri lettori di capire se chi ha amministrato in passato possa avere delle responsabilità a riguardo.
Per il momento ci accontentiamo delle risposte che abbiamo ricevuto. Ma pubblichiamo per intero i quesiti inviati alla Giunta, nella speranza che il sindaco possa cambiare idea e fornirci una versione dettagliata della situazione.

Signor sindaco, come si è potuti arrivare a questo stato di degrado per la scuola Capuana. E soprattutto come mai nessun edificio cittadino è a norma con le vigenti leggi in materia di sicurezza?
Cosa farete per scongiurare qualsiasi situazione di emergenza, visto che in atto  non ci sono neppure i requisiti minimi?
Avete in cantiere qualche progetto per tamponare la situazione?
 
“Proprio in questi giorni – è l’unica risposta fattaci avere dalla Giunta, e in particolare dall’assessore Virone - abbiamo ottenuto, da parte dell’assessorato regionale ai Lavori pubblici, un finanziamento di 1.460.669,98 euro. Questi soldi serviranno a rimettere a posto le due scuole del Circolo Didattico Trabia: La Masa e Capuana. Presto saranno resi pubblici i bandi di gara”.

Articolo pubblicato il 02 dicembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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