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Catania - Terme della Rotonda restaurate, un pezzo di storia torna alla luce
di Melania Tanteri

Il complesso sorge a pochi metri dal teatro greco, dall’Odeon e dal Monastero dei Benedettini. Il monumento è un tassello importante per il rilancio culturale della città

Tags: Catania, Terme Della Rotonda



CATANIA - Senza i palazzi a nasconderne la vista, il monumento ha riacquistato tutto il suo splendore. La cupola, tornata a dominare il complesso, si erge sulla collina, alle spalle del teatro greco e dell’Odeon e arricchendo il quartiere, tra i più significativi dal punto di vista archeologico di tutto il Paese, data la quantità di siti presenti a pochissima distanza l’uno dall’altro, di un nuovo, importantissimo, luogo si storia e cultura.

Le terme della Rotonda tornano a nuova vita con il percorso monumentale inaugurato la scorsa settimana, che comprende la parte nord, fino a poco tempo fa “nascosta” dagli edifici che sorgevano a monte, in via dei Gesuiti. Il complesso termale di epoca romana, nel medioevo  fu sede di una delle più importanti chiese catanesi, dedicata a Santa Maria e ricavata in quello che fu un calidarium o un ninfeo delle terme.

Durante la seconda guerra mondiale è stato danneggiato dai bombardamenti per poi essere chiuso al culto, Solo nel dopoguerra, il grande edificio termale è stato interessato da scavi archeologici che lo hanno ripostato alla luce. Un recupero, però, che può dirsi completo solo oggi, con il nuovo intervento, realizzato nel 2015 su fondi comunitari Po-Fers 2007-2013, grazie al quale sono state espropriate e demolite le abitazioni che occupavano la parte settentrionale dell’isolato, parzialmente distrutte dai bombardamenti del 1943.

Grazie al successivo scavo archeologico, è stato possibile riportare alla luce una vasta porzione del grande complesso antico comprendente un castellum aquae, una corte marginata da esedre e quello che fu il monumentale ingresso originario. Il monumento così ingrandito e restaurato è stato restituito alla città, nel corso di una cerimonia che ha visto tra gli interventi quello di Giancarlo Magnano San Lio, direttore del Disum dell’Università degli Studi di Catania, di Maria Costanza Lentini, direttore del Polo regionale di Catania dei siti culturali, di Massimo Frasca, direttore della Scuola di Specializzazione di Beni Archeologici dell’ateneo catanese, e di Giovanni Buda, che ha presentato il nuovo percorso.

Una vera e propria festa per la cultura cittadina durante la quale, a fare da speciali ciceroni, sono stati gli studenti del liceo “Lombardo Radice” di Catania.

Le nuove Terme, la nuova prospettiva della grande cupola, ora visibile anche dall’alto, rappresentano un tassello importante per il rilancio di Catania a livello turistico: la città etnea, ricca di reperti storici romani e medievali, ha infatti la caratteristica di vederli concentrati per la stragrande maggioranza proprio ai piedi della collina di piazza Dante. Il complesso restaurato sorge a pochi metri non solo dal teatro greco e dall’Odeon , dal Monastero dei Benedettini, dall’edificio termale di età romana situato di fronte e dalla magnifica via Crociferi, patrimonio dell’Umanità per l’Unesco e trionfo del barocco siciliano.

Articolo pubblicato il 18 ottobre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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