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Quotidiano di Sicilia

Intesa Stato-Regione. Opposizione all'attacco
di Raffaella Pessina

M5S: “Facili entusiasmi, sarebbe meglio conoscere i dettagli dell’accordo”. Falcone (Fi) su tabella H: “Ennesimo pasticcio del Governo”

Tags: Marco Falcone, Ars, Intesa Stato-regione, M5s, Rosario Crocetta



PALERMO - Conferenza stampa ieri a Palazzo D’Orleans del presidente della Regione Rosario Crocetta per illustrare una nuova modalità di svolgimento delle gare, “sbloccando in modo concreto gli appalti”, come era scritto in una nota. Ma Crocetta ha parlato soprattutto del referendum costituzionale. “Sono uno di quelli che è stato conquistato dal sì al Referendum e il mio voto vale doppio - ha dichiarato -  Avevo delle perplessità in relazione all’Italicum ma le aperture di Renzi hanno rimosso le riserve che avevo”. È stata poi la volta dell’intesa Stato-Regione. “Non dipenderemo più dalla finanziaria di turno. Quando l’accordo con lo Stato in materia di entrate in attuazione dello Statuto diventerà esecutivo con il decreto del Presidente del Repubblica, sarà una fonte pattizia. è un accordo storico e sul piano della gerarchia delle fonti vale di più di una legge ordinaria e non può essere cambiato da una nuova maggioranza. Per essere modificato ci vorrà l’adesione del presidente della Regione e del presidente del Consiglio”.

“Solo un traditore della Sicilia può fare un accordo peggiorativo - ha aggiunto - Mi sono battuto con il mio Governo per il futuro. Se lo Stato ci ha dato credito è perché siamo diventati credibili e non siamo considerati una Regione ‘canaglia’. Quest’anno abbiamo tagliato 3 miliardi di euro e questa è stata la nostra carta di credito che ci ha accreditato con lo Stato”.

Critici i deputati del Movimento cinquestelle che invece non ritengono sia stato fatto un buon lavoro per la Sicilia. “Sembrerebbe - spiegano i deputati - che siamo dinanzi ad un accordo prima sottoscritto il 20 giugno 2016 con Crocetta, poi inserito in un decreto legge che poi ovviamente è stato convertito in legge dello Stato, affinché, su quasi 24 miliardi di euro sborsati in tre anni, dallo Stato ne venga restituito ai siciliani appena un ottavo. Mentre gli altri resteranno ben custoditi nelle tasche dello Stato”. “Crocetta - sottolineano i deputati M5S - decanta l’accordo con Renzi come una vittoria ma la sua politica è perdente e con lui perde tutta la Sicilia. In realtà ad esultare è Renzi, dato che adesso potrà redigere una manovra finanziaria senza dover tenere conto delle somme che avrebbe dovuto riconoscere alla Sicilia, qualora un governo regionale degno di questo nome le avesse richieste. L’operazione svolta serve infatti solo a pareggiare un bilancio asfittico della Regione, tenuto in deficit dai mancati riconoscimenti in materia tributaria da parte dello Stato, somme enormemente superiori al miliardo e mezzo circa riconosciuti in questo accordo/truffa. Mentre Crocetta esulta, i siciliani piangono. Prima di abbandonarci ai facili entusiasmi e ai vuoti proclami cui Crocetta ci ha abituati - concludono i 14 componenti del gruppo cinquestelle all’Ars - sarebbe bene conoscere i dettagli dell’accordo. Il Governo porti le carte in Parlamento”.

Marco Falcone di Forza Italia invece interviene sui contributi alle associazioni ed enti della ex tabella H. “Ennesimo grave pasticcio del Governo regionale sui contributi della tabella H, riscoperti strumento diabolico di clientele improduttive per il mondo della cultura, dell’arte e del sociale - ha detto Falcone - L’Esecutivo Crocetta però questa volta viene bacchettato dal ragioniere generale, Salvatore Sammartano, per avere superato il budget e interpretato arbitrariamente le regole, dovendo fare una frenetica e disonorevole marcia indietro rispetto alle proprie decisioni, con una riduzione del 48 per cento dei contributi, e dovendo riscrivere le graduatorie. E pensare – ha proseguito Falcone - che nell’assestamento di bilancio era prevista addirittura la duplicazione dei contributi. Una vera e propria magra figura. Presenteremo immediatamente un’interrogazione e una domanda di accesso agli atti, per fare chiarezza su una vicenda che rischia di degenerare nel penale”.

Articolo pubblicato il 29 ottobre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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