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Mutui immobiliari, arriva la ripresa. Anche in Sicilia segnali positivi
di Rosario Battiato

Dati Barometro Crif tra i primi 9 mesi 2015/2016: in positivo sia la richiesta che il valore medio dell’importo. Concentrazione maggiore tra le province del nord. A Enna record meridionale per crescita

Tags: Crif, Mutuo



PALERMO – C’è stata una crescita decisa nei primi nove mesi di quest’anno, rispetto allo stesso periodo del 2015, nella richiesta di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane. In termini statistici si è registrato un valore positivo pari a 11,5%, mentre nel solo mese di settembre la crescita è stata pari al 6%. Il valore medio dell’importo ha avuto una crescita più contenuta (+2%)  mentre un calo è arrivato dalle operazioni di surroga che hanno fatto registrare una contrazione compresa tra 10 e 15 punti percentuali. Lo dicono gli ultimi dati del Barometro Crif sulla domanda di mutui che sono stati pubblicati nei giorni scorsi.

L’importo medio richiesto, a livello nazionale, si è attestato su 122.945 euro (120.525 euro nei primi tre trimestri del 2015) mentre “per quanto riguarda invece la distribuzione della domanda di mutui per classe di durata – si legge sulla nota del Barometro –, ancora una volta è quella compresa tra i 16 e i 20 anni ad essere risultata la preferita dalle famiglie italiane, con una quota pari al 23,8% del totale, seguita a ruota dalla fascia tra i 21 e i 25 anni, con il 20,7%”.

Nel complesso è positivo il bilancio di questi primi 9 mesi del 2016. Parola di Simone Capecchi, executive director di Crif, che ha spiegato come il periodo analizzato ha confermato “il recupero della domanda del comparto mutui verso i volumi pre-crisi, anche grazie al contributo delle surroghe, sostenuto dai bassi tassi di interesse applicati e dalle condizioni del mercato immobiliare che continuano a mantenersi appetibili”.
 
A contribuire al miglioramento c’è anche l’offerta da parte degli istituti di credito che, secondo Capecchi, è oggi “più fluida, anche grazie alla riduzione degli indicatori di rischiosità del credito alle famiglie, con il tasso di default a 180 giorni che a marzo 2016 è sceso all’ 1,5%, il livello più basso degli ultimi 4 anni”. Adesso si guarda già all’ultimo trimestre rimasto e in tal senso bisognerà capire se “continuerà il trend positivo o se, al contrario, si assisterà ad un rallentamento della dinamica in corso”.
 
In ogni caso, per sostenere e beneficiare della ripresa del comparto, le aziende di credito, ha proseguito Capecchi, dovranno “continuare a lavorare alla costruzione di un’offerta sempre più innovativa del prodotto mutui, che non può prescindere da una maggiore attenzione alla customer experience e al presidio dei canali digitali, ovviamente senza tralasciare il governo del rischio dell’operazione e l’adempimento degli obblighi normativi”.

La distribuzione dei mutui premia il nord dove si registra la concentrazione più elevata in termini di importi. La provincia in vetta alla classifica è Bolzano con un importo medio di 167.924 e una variazione del 28,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In crescita anche la variazione delle richieste che ha fatto registrare un balzo del 22,3%. Seguono, sempre sul podio, Roma con 146mila euro di importo medio (+7,4%) e quindi Milano con importo medio di 144.341 euro (+14%).
 
Nelle due province è anche cresciuta la variazione percentuale delle richieste con dati pari rispettivamente a 8,6 e 10,1%. A scorrere la classifica delle 110 province d’Italia scopriamo che in termini di variazione è Asti a prendersi i primi posti con una crescita del 47,6% sul fronte degli importi (109.114) e del 38% sulla variazione delle richieste, mentre la prima isolana si trova alla posizione numero 38. Si tratta di Palermo che ha fatto registrare un importo medio di 118.527 euro, in crescita del 13,6% (+12,5% la variazione del numero delle richieste). Una decina di posizioni più indietro si trova Catania (114.276 euro).

In termini di variazioni positive si segnala Enna che, pur piazzandosi alla posizione numero 102 (96.738 euro), ha fatto registrare la più alta variazione del Sud in termini di importo (29,5%) e anche uno dei maggiori risultati nazionali in termini di variazione numero richieste (30,8%).

Articolo pubblicato il 29 ottobre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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