Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Rapporti di lavoro, in Sicilia -7,7 per cento di assunzioni
di Paola Giordano

È quando emerge dal Report, relativo ai primi otto mesi del 2016, dell’Osservatorio del Precariato Inps. Crollano gli ingaggi a tempo indeterminato: -28,5 per cento (25.000 in meno)

Tags: Lavoro, Sicilia



CATANIA – Lavoro… chi era costui? Difficile rispondere visto il trend negativo relativo ai rapporti di lavoro registrato in Sicilia – ma anche nel resto del Bel Paese - nei primi otto mesi di quest’anno.

I numeri, infatti, parlano chiaro: da gennaio ad agosto 2016, le assunzioni nell’Isola sono diminuite del 7,7 per cento rispetto agli otto mesi dell’anno precedente. Il dato nazionale è, addirittura, ancora più basso: -8,5 per cento, con picchi che superano il 15 per cento in Lazio (-15,2 per cento) e in Basilicata (-15,1 per cento). A rilevarlo è l’ormai tradizionale Report sui rapporti di lavoro realizzato dall’Osservatorio sul Precariato dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

Osservando i dati più nel dettaglio, si nota che, nel lasso di tempo preso in considerazione dal Dossier del noto Istituto previdenziale, in Sicilia sono state registrate 216.103 assunzioni, vale a dire quasi 22.000 in meno rispetto agli otto mesi dell’anno precedente. Il calo più drastico ha riguardato le assunzioni a tempo indeterminato: dalle 90.979 del 2015 si è passati a 65.034, con una riduzione del 28,5 per cento, a fronte di una media nazionale di 4,4 punti percentuali più alta.

A riportare un lieve segno positivo, invece, sono state le assunzioni a termine (+2,9 per cento) e quelle stagionali (+2,8 per cento), mentre hanno registrato un vero e proprio boom gli ingaggi in apprendistato (+82,7 per cento). 

Nero è invece il fronte delle variazioni contrattuali: le trasformazioni nel complesso si sono ridotte del 19,5 per cento. Nello specifico, quelle a tempo indeterminato di rapporti a termine sono diminuite da 9.765 nel 2015 a 7.603 nel 2016, registrando una riduzione del 22.1 per cento; e anche gli apprendisti più “fortunati”, quelli cioè passati ad un contratto a tempo indeterminato, sono calati passando dai 1.802 dello scorso anno ai 1.712 di quello in corso.

I dati relativi al mercato del lavoro nell’Isola, pur essendo negativi, risultano “migliori” rispetto a quelli nazionali dove, complessivamente, le trasformazioni sono diminuite addirittura del 30,1 per cento.

Come evidenziato nella nota introduttiva del Rapporto Inps, «il calo va considerato in relazione al forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato nel 2015, anno in cui dette assunzioni potevano beneficiare dell’abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro» introdotto dalla Legge 190/2014. Il quadro, infatti, non migliora se si guardano i numeri delle assunzioni instaurate usufruendo del beneficio fiscale previsto dalla Legge di Stabilità 2015: gli ingaggi a tempo indeterminato instaurati con la fruizione di tale beneficio fiscale, da gennaio ad agosto 2016, sono stati 25.205. L’87,5 per cento in meno rispetto ai primi otto mesi dell’anno precedente. E non è tutto perché il decremento relativo alle trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine instaurate con l’utilizzo dello sgravio previsto dalla citata legge è ancora più alto: -94.1 per cento.

Confortante è, infine, il segno meno accanto alle cessazioni dei rapporti di lavoro: complessivamente, quelle nell’Isola scendono di 5,5 punti percentuale - a fronte del -7,3 per cento riportato a livello nazionale – passando dalle 188.991 dei primi otto mesi del 2015 alle 178.535 del 2016.

La situazione del mondo del lavoro in Sicilia – e in Italia – è dunque ancora drammatica: in fin dei conti, infatti, ad aver riportato dati positivi - oltre al numero delle cessazioni (che è calato di poco più di 10.000 conclusioni di rapporti lavorativi) - sono state solo tipologie di contratto che non offrono certezze lavorative a lungo termine. Il precariato continua a “regnare” insomma.

Articolo pubblicato il 03 novembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐