Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Povertà, numeri record in Sicilia. Il 40% dei bambini è a rischio
di Giuseppe Vincenzo Pulvirenti

Diverse le criticità segnalate da Save the children nel settimo Atlante dell’infanzia a rischio. Incide l’istruzione dei genitori: nell’Isola la metà degli adulti ha solo la licenza media

Tags: Povertà, Sicilia, Bambini, Save The Children



PALERMO - In Sicilia un giovane su 4 tra i 18 e i 24 anni (24,3%) interrompe gli studi precocemente, fermandosi alla licenza media inferiore, a fronte di una media nazionale del 14,7%. Lo dicono i dati diffusi da Save the Children nel settimo Atlante dell’Infanzia a rischio intitolato “Bambini, Supereroi” e pubblicato per la prima volta da Treccani. Inoltre, circa un alunno siciliano di 15 anni su tre non raggiunge le competenze minime in matematica e in lettura e più di un bambino o ragazzo tra i 6 e i 17 anni su due non legge neanche un libro all’anno.

Povertà educativa: niente sport, corsi extrascolastici, musei.

Al Sud, un bambino su cinque non dispone di spazi adeguati a casa per fare i compiti e non può permettersi di praticare sport o frequentare corsi extrascolastici. In Sicilia, circa 3 ragazzini su 4 - tra i 6 e i 17 anni - non hanno mai visitato mostre, musei e monumenti e non sono mai andati a teatro nel 2015, mentre più di 4 su 5 non sono mai andati a concerti.

Per alcuni anche festeggiare il compleanno è impossibile.
Dal report di Save the children emerge come nel Mezzogiorno un bambino su 10 non possieda giochi a casa o da usare all’aria aperta e non possa indossare abiti nuovi, mentre più di 1 su 10 non può permettersi di invitare a casa i suoi amici per giocare e non può festeggiare il suo compleanno.

Povertà relativa, record nell’Isola.

In Sicilia, quasi un minore su due tra 0 e 17 anni (40,7%) risulta inoltre in povertà relativa, ponendo così l’Isola al primo posto della classifica delle regioni italiane con la più alta percentuale di bambini e ragazzi in tale condizione, a fronte di una media nazionale del 20,2%. In generale, gli interventi di welfare messi in campo dal nostro Paese per il 2014 sono riusciti a ridurre il rischio di povertà per i minori di 18 anni di soli 10 punti percentuali (dal 35% al 25%). Un risultato che ci pone tra gli ultimi nel vecchio continente, davanti solo a Romania e Grecia, considerando che mediamente in Europa gli interventi sociali in favore di famiglie e minori riescono a ridurre il rischio di povertà del 15,7%.

Bimbi a rischio sismico.

Tra le altre mappe presenti nell’Atlante vi è anche quella del “Pericolo sismico”, elaborata per Save the Children dall’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), che rivela come in Italia 5,5 milioni di bambini e ragazzi sotto i 15 anni vivono in aree ad alta e medio-alta pericolosità sismica. Si tratta di un territorio che copre circa il 70% delle province italiane che comprende 45 città sopra i 50.000 abitanti che ospitano 900.000 minorenni sotto i 15 anni, tra cui Palermo, Messina, Catania, Modica, Ragusa, Vittoria e Siracusa.
Tra gli interventi realizzati dall’organizzazione internazionale “Save the Children” c’è l’attivazione, dal 2014, in Sicilia di due “punti luce”, cioè centri ad alta densità educativa per dare opportunità formative ai bambini che vivono in aree svantaggiate. In Sicilia si trovano a Catania, nel quartiere San Giovanni Galermo, dove nell’anno in corso sono stati raggiunti circa 400 minori tra 6 e 16 anni e 140 genitori, e a Palermo, nel quartiere Zisa, dove sono stati raggiunti più di 200 minori e oltre 150 genitori.

Natalità, numeri sconfortanti.

L’infanzia in Italia - dice Save the Children - rappresenta un tesoro che va protetto, soprattutto se si considera che i bambini nel nostro Paese sono sempre meno. Il 2015 ha fatto registrare il record negativo di nati registrati all’anagrafe: 485.780 bambini, un livello di guardia mai oltrepassato dall’Unità d’Italia. Il tasso di natalità, pari a 8 nati ogni 1.000 residenti nel 2015, si sta abbassando di anno in anno dal 2008, quando era pari a 9,8 su 1.000.
Anche i minorenni sono sempre meno. Il loro peso specifico sul totale della popolazione è sceso dal 17% del 2009 al 16,5% attuale (poco più di 10 milioni di bambini e ragazzi da 0 a 17 anni).

Casa fredda, umida e buia per molti piccoli italiani.
In Italia, però, quasi un minore su tre è a rischio povertà ed esclusione sociale, mentre i bambini di quattro famiglie povere su dieci soffrono il freddo d’inverno perché i loro genitori non possono permettersi di riscaldare adeguatamente la casa. Più di un minore su quattro, invece, abita in appartamenti umidi, mentre l’abitazione di oltre un bambino su dieci che vive in famiglie a basso reddito non è sufficientemente luminosa.

Assenza di stimoli e opportunità, scuola addio.

L’assenza di opportunità e stimoli ha forti ripercussioni anche sulla riuscita scolastica di bambini e ragazzi. In Italia un alunno di 15 anni su quattro non raggiunge le competenze minime in matematica e uno su cinque in lettura. Nel nostro Paese, la percentuale di giovani tra i 18 e i 24 anni che abbandonano precocemente gli studi, fermandosi alla licenza media, supera la media europea (14,7% contro 11%), nonostante negli ultimi 10 anni il tasso di dispersione scolastica si sia ridotto del 7,4%.
 
Pesano gli studi dei genitori.

Dalla mappa della ‘Scolarizzazione e povertà’ salta all’occhio che in Italia quasi 6 bambini su 10 (58,3%) - tra 0 e 17 anni - i cui genitori hanno un titolo di studio che non supera la licenza media sono a rischio di povertà ed esclusione sociale, contro il 13% dei figli di genitori laureati. Un dato particolarmente significativo considerando che l’Italia presenta una percentuale molto alta (42,3%) di adulti tra 18 e 64 anni con livelli di scolarizzazione bassi, ben al di sopra della media europea del 27,5%. La Sicilia è particolarmente a rischio, dato che la metà degli adulti dell’Isola tra i 25 e 64 anni è ferma alla licenza media inferiore.

L’atlante di Save the children.

Realizzato nell’ambito della campagna “Illuminiamo il futuro”, avviata con l’obiettivo di contribuire a debellare la povertà educativa in Italia entro il 2030, l’atlante, a cura di Giulio Cederna, e con gli scatti di Riccardo Venturi, conta 48 mappe, 43 tavole e 280 pagine di analisi e dati geolocalizzati. Il volume, che sarà disponibile nelle librerie italiane da inizio dicembre, è il racconto di un viaggio, regione per regione, nell’infanzia che resiste a ogni situazione di precarietà.

Articolo pubblicato il 17 novembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus