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Allarme meningite ma in Italia vaccini sotto livelli guardia
di Redazione

Iss: alti rischi anche ritorno malattie come difterite e polio

Tags: Meningite, Vaccino



FIRENZE - Con l’allarme meningite in Toscana torna prorompente il tema delle vaccinazioni in Italia, pericolosamente calate negli ultimi anni tanto da far temere agli esperti il ritorno di malattie ormai quasi dimenticate come la polio.

Dal 2015 ad oggi in Toscana sono stati registrati 58 casi di contagio da meningococco C, il ceppo più pericoloso. Sette le persone decedute nel 2015 (sei per il ceppo C una per il ceppo B), sei nel 2016 tutte a causa del ceppo C, più il caso della donna di 64 anni deceduta lunedì scorso all’ospedale di Livorno, che era affetta da meningite pneumococcica, patologia che non può essere messa in relazione con i casi di meningite di tipo B o C registrati negli ultimi mesi in Toscana.

E l’altro ieri la notizia di un bimbo di 8 ricoverato al Meyer di Firenze con meningite da meningococco C le cui condizioni per fortuna migliorano di ora in ora.

Eppure fare prevenzione è possibile perchè sono disponibili vaccini per adulti, anziani e bambini. Ci si può vaccinare contro meningite da Haemophilus influenzae di tipo B, per le forme causate dallo pneumococco e dai ceppi A, B, C, Y, W 135 del meningococco.

Di qui la decisione della giunta regionale dell’Emilia Romagna ripari imponendo l’obbligatorietà dei vaccini per accedere ai nidi d’infanzia. Una misura che molti vorrebbero fosse presa a livello nazionale, a partire dal presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi, che da tempo ha lanciato l’allarme sui rischi cui espone il calo delle vaccinazioni e che ha parlato di “dimostrazione di leadership coraggiosa della Regione Emilia Romagna”, auspicando che il Parlamento vari al più presto una norma nazionale in tal senso e ricordando che a causa del calo di copertura vaccinale nella popolazione, “ci attendiamo anche in Italia casi di poliomielite e difterite”.

In Italia il numero dei bambini vaccinati è sceso sotto la percentuale del 95% che l’Oms considera di sicurezza, il livello di guardia. La curva ha cominciato a scendere già da qualche anno e l’andamento è preoccupante. Siamo arrivati fra il 93 e il 94% per le sei vaccinazioni contenute nell’esavalente e poco sopra l’85% per il vaccino Mpr, contro morbillo, rosolia e parotite.

A gettare acqua sul fuoco la Simit (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali) che pur ribdaendo come “la vaccinazione a scopo preventivo resti la soluzione migliore”, avverte che “nonostante i numeri siano in crescita non devono destare preoccupazione: ogni anno in Italia infatti ci sono poco più di 200 casi di meningite meningococcica. La Toscana ha registrato un superamento di queste previsioni, ma resta entro limiti che non destano preoccupazioni tali da far pensare a un fatto epidemico di portata nazionale”.

Articolo pubblicato il 24 novembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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