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"Le critiche non mi tolgono il sonno"
di Carlo Alberto Tregua

Il vaffa... del Papa ai cardinali

Tags: Papa Francesco



Quattro cardinali (Walter Brandmüller, Raymond Burke, Carlo Caffara e Joachim Meisner), hanno chiesto chiarimenti su alcuni punti della Amoris laetitia. In effetti, sono critiche pesanti, cui il Papa non ha dato alcun seguito, con la conseguenza che i Quattro hanno reso pubblica tale lettera.
I cardinali accusano il Papa di “protestantizzazione”, quasi una forma di svendita della dottrina cattolica. I chiarimenti richiesti riguardano la Comunione ai divorziati, il perdono a chi ha abortito (donne e medici), l’uso del profilattico come protezione della salute e altri temi.
È l’eterna questione che affligge la Chiesa cattolica fra ortodossia e progressismo, fra mantenimento di canoni poggiati su interpretazioni della natura umana ormai superati e la necessità, invece, di adeguarsi costantemente alle evoluzioni sane della stessa.

Con la chiusura della porta di San Pietro si è completato il Giubileo della misericordia, cioè la voglia di perdonare chi insulta, insomma offrire sempre l’altra guancia. Dice Bergoglio: “La Chiesa non è una squadra di calcio che cerca tifosi”, ma deve invece avvicinarsi alle persone, comprenderne i bisogni e le necessità, venire loro incontro sempre nell’ambito delle regole morali portate anche dai quattro Vangeli ortodossi (Marco, Matteo, Giovanni e Luca).
A proposito di quest’ultimo, ricordiamo che era greco e non ebreo, medico e aveva una grande vocazione letteraria perché sapeva scrivere molto bene. Peraltro, ha riportato parabole attingendo al Vangelo di Marco, che è il più vecchio dei quattro e che ha conosciuto Gesù.
Papa Francesco, recatosi al Tribunale apostolico della Rota romana ha detto che bisogna compenetrarsi nelle vicende tristi e sofferte della gente, aiutare i poveri e avvicinarsi a quelli che sono lontani dalla comunità ecclesiale.
Questo ci ricorda la parabola della pecorella smarrita e del pastore che abbandona tutto il gregge per andarla a recuperare.
Continua il Papa, asserendo che chi non comprende come non tutto sia bianco o nero, ma che vi possono essere colori intermedi, non capisce la storia e l’umanità.
 
In ogni caso, la voce pacata di Francesco ha espresso un concetto molto forte: “Le critiche non mi tolgono il sonno”, con ciò dimostrando la sua natura e la preparazione di gesuita, che tutti ascolta ma poi decide da solo, dalle decisioni ferme e difficilmente attaccabili.
La Chiesa cattolica, con i suoi 1,2 miliardi di fedeli, è una comunità fra le più ampie del mondo. La religione islamica ha all’incirca gli stessi aderenti, ma non ha un capo della dimensione planetaria come quella di Bergoglio.
Le religioni sono un’esigenza dell’umanità. Non importa se chiamano Dio con tanti nomi, non importa se, come quella cattolica, ritengono possibile la Trinità, importa sottolineare che la persona umana ha una tremenda paura della morte, perché la considera la fine di tutto.
Se, invece, leggesse molto e cercasse di capire questi fenomeni grandi, probabilmente si arriverebbe alla conclusione che la morte non è altro che una transizione dalla vita terrena a quella spirituale. Con ciò, verrebbe meno, in tutta o in parte, la paura e con essa la necessità di seguire liturgie e dettati di gerarchie, che spesso pensano a sé stesse e non a coloro che dovrebbero servire.

Il contrario della verità non è la menzogna, ma la certezza, perché spesso essa contrasta con la verità tanto che si arriva quasi all’assurdo quando, in materia giudiziaria si afferma che spesso la verità processuale non corrisponde alla verità vera: arcaismi.
Chi ha avuto cura di leggere i 73 libri della Bibbia (46 del Vecchio testamento e 27 del Nuovo testamento), capisce che è una sorta di Wikipedia dell’antichità, perché dentro c’è di tutto, ognuno interpreta come vuole un qualunque fatto e molti sostengono che quelle verità (ripetiamo, non certezze) costituiscono parola di Dio. Crederci!
Bergoglio è duttile e prossimo alla gente e non si trincera dietro i dogmi di chi non vuol cambiare, perché sta bene come si trova. Sono i cittadini per bene che hanno voglia di innovarsi, riformando le regole che convengono a pochi ma penalizzano molti.

Articolo pubblicato il 24 novembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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