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Quotidiano di Sicilia

Corsa contro il tempo per l'assestamento di bilancio
di Raffaella Pessina

Il documento approda oggi in Aula: aumentati i fondi per precari ed enti locali. Falcone (Fi): “Comuni in dissesto e governo dà mance”

Tags: Ars, Marco Falcone, Nello Musumeci, Bilancio



PALERMO - Niente Aula ieri pomeriggio a Palazzo dei Normanni per consentire la corsa contro il tempo in commissione Bilancio per l’esame della manovra di assestamento che come stabilito dalla conferenza dei capigruppo deve approdare oggi in Aula.
Nella manovra sono stati aumentati i fondi per i precari degli enti locali: da 18 milioni previsti, sono diventati 23 milioni e 900 mila euro, di cui 350 mila per i lavoratori precari del libero consorzio comunale di Enna, così come previsto nell’articolo 9.
 
Approvato anche l’articolo 10 con un ulteriore fondo di un milione e trecentomila euro destinato a garantire il personale con contratto a tempo determinato nei comuni in dissesto finanziario. Bocciato l’articolo presentato dal governo nella mini manovra che stanziava un milione di euro per gli eventi del prossimo G7 a Taormina. La soppressione dell’articolo ha provocato la proteste del presidente Rosario Crocetta che aveva inserito la norma nelle variazioni di bilancio.

Sempre oggi, al termine della discussione della mini manovra, saranno incardinati in Aula il Ddl in materia di coltivazione delle acque minerali e la mozione n. 599 in materia di potenziamento delle sedi Rai in Sicilia.

Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars, è intervenuto contro la bontà delle leggi che vengono presentate dal governo: “Le motivazioni che avevano dato luogo all’accelerazione da parte del presidente Ardizzone sull’assestamento di bilancio sono state puntualmente disattese, in effetti la vera emergenza, in questo momento, è quella dei comuni, molti dei quali rischiano il dissesto per i minori trasferimenti ricevuti dalla Regione”. E ha aggiunto che “anche questo assestamento si contraddistingue purtroppo per una serie di norme mancia, con le quali si cercherà di accontentare alcuni recalcitranti deputati di maggioranza. Si tratta di diverse norme della ex tabella H, che sottraggono tra l’altro risorse all’Irsap, che oggi versa in condizioni gravissime, e alla dispersione scolastica. Ancora una volta questa maggioranza si distingue in senso negativo, ma quel che è certo è che in Aula Forza Italia darà battaglia”.

Rinascerà un nuovo gruppo parlamentare Udc all’Ars. Dopo l’improvviso scioglimento due settimane fa, della compagine che contava ben 9 parlamentari, guidata dal trapanese Mimmo Turano, sembra proprio che una nuova forza parlamentare con il simbolo Udc e 5 parlamentari si costituirà ufficialmente la prossima settimana all’Assemblea regionale. Ne faranno parte almeno due dei vecchi esponenti del gruppo Udc, tra questi Totò Lentini che aveva aderito al gruppo misto non prendendo parte al progetto di Gianpiero D’Alia. Gli altri componenti dovrebbero provenire da Mpa e Sicilia democratica.

L’esponente dell’opposizione all’Ars Nello Musumeci  ha presentato un’interrogazione al presidente della Regione e all’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici affinché si chieda la sospensione del pagamento dell’Imu agricola in Sicilia e si rivedano i parametri per l’applicazione dell’imposta. La richiesta fa riferimento al Decreto interministeriale del 28 novembre 2014 che ha rimodulato l’applicazione dell’esenzione Imu sui terreni agricoli, stabilendo che la tassa debba essere pagata da tutti i proprietari di terreni che si trovano al di sotto dei 280 metri d’altitudine.
 
A fronte di questo, alcuni Comuni siciliani, tra cui Ramacca, in provincia di Catania, hanno promosso ricorso al Tar del Lazio. “Nella seduta del 4 novembre 2015 - sottolinea Musumeci - il Tar del Lazio ha dichiarato rilevante e non manifestamente infondata la questione sollevata dai Comuni siciliani. Da qui, la richiesta al governo regionale di farsi parte attiva, per chiedere all’esecutivo nazionale di sospendere il pagamento dell’Imu agricola, nelle more della decisione finale dello stesso Tar del Lazio”.

Articolo pubblicato il 25 novembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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