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Catania - Qualità della vita, l'ennesimo flop
di Desirée Miranda

Legambiente: la città è ultima per percentuale di cittadini serviti dalla rete fognaria (poco più del 56%). Ma rispetto al passato su di 3 posizioni. D’Agata: “C’è un’inversione di tendenza”

Tags: Legambiente, Catania, Qualità Della Vita



CATANIA - Anche quest'anno Legambiente ha stilato il suo rapporto sull’Ecosistema Urbano, ovvero il rapporto sulla qualità della vita nelle città italiane e anche quest’anno Catania si trova tra le ultime posizioni della classifica: 97esimo posto su 104.

In generale, Legambiente constata “città ingessate e performance ambientali statiche con pochi e timidi passi avanti. Un sostanziale immobilismo che non si registra solo considerando i dati attuali con quelli dell’anno precedente, ma che si conferma anche valutando un periodo più lungo, i cinque anni della durata del mandato di un sindaco”, si legge.

Aria, acque, rifiuti, mobilità ed energia sono gli indicatori principali considerati per l'analisi, indicatori che “consentono di valutare tanto i fattori di pressione e la qualità delle componenti ambientali, quanto la capacità di risposta e di gestione ambientale”, si legge ancora sul documento.

Catania spicca per la poca mobilità pubblica insieme a Messina, Palermo e Taranto che non raggiungono ancora i 50 viaggi/ab annui.
Ultima tra le ultime, poi, per quanto riguarda la percentuale di popolazione servita da rete fognaria delle acque reflue urbane secondo gli ultimi dati Istat che sono relativi al 2014. “Le 5 città che non raggiungono l’80% sono Caltanissetta, Lucca, Venezia, Pordenone e Catania, con quest’ultima che supera di poco le metà della popolazione servita (56%)”, è il dato fornito da Legambiente.

Le carenze di Catania si rilevano soprattutto per le grandi infrastrutture e i grandi servizi quali la quantità di produzione dei rifiuti (91esimo posto), la raccolta differenziata (96esimo posto), il trasporto pubblico (13esimo posto tra le 16 grandi città per il numero di passeggeri e 11esimo posto per l'offerta proposta) con conseguente uso dei mezzi privati (88esimo posto per il numero di autovetture circolanti per ogni 100 abitanti) e la depurazione dei reflui (ultimo posto).

Carenze però vengono riscontrate anche per la qualità della vita perché poche sono le isole ecologiche (70esimo posto per estensione pro capite), poco il verde urbano fruibile (69esimo posto) e basso anche l'indice di ciclabilità ogni 100 abitanti (73esimo posto) seppure sale al 58esimo per il totale delle piste ciclabili.

 “C'è un'inversione di tendenza che si concretizza non tanto nei tre posti che abbiamo risalito nella classifica generale, quanto in alcune condizioni strutturali che stanno per cambiare radicalmente, in meglio, il volto della città, a cominciare dalla realizzazione della rete fognaria”, afferma l'assessore all'ecologia ed ecosistema urbano della città di Catania, Saro D'agata.

“Dopo un blocco di quindici anni, l'Amministrazione Bianco ha lavorato per reperire le risorse per le fognature che stanno per essere realizzate e abbiamo recuperato fondi anche per lavori che ci consentiranno di contenere le perdite di acqua dalla rete acquedottistica”.

“L'inversione di tendenza, inoltre, l'abbiamo realizzata migliorando la percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti, ma soprattutto abbiamo presentato il bando per la realizzazione della differenziata porta a porta in tutta la città che dovrebbe far levitare considerevolmente le percentuali”, continua.

L'assessore sottolinea inoltre l'aumento delle piste ciclabili “che entro poco tempo quasi triplicheranno la loro lunghezza” nonché novità in merito al trasporto pubblico.

“Entro dicembre apriranno due stazioni della Metro ed entro marzo ancora altre tre” che andrebbero sommate a”una rimodulazione delle linee Amt” e “al considerevole successo del car sharing voluto dall'Amministrazione Bianco, economico e pratico”.
Annunci anche per nuove isole pedonali, per nuove piante in città e per l'aumento delle strisce pedonali rialzate che secondo l'amministrazione contribuiscono "alla bassa mortalità degli incidenti", conclude D'agata.

Articolo pubblicato il 26 novembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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