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Quotidiano di Sicilia

Ars, assestamento di bilancio Fi e la "contromanovra"
di Raffaella Pessina

Cassati 28 articoli perché “incostituzionali o da esaminare in altri disegni di legge”. Saltati i finanziamenti a pioggia a enti privati della tabella H

Tags: Ars, Bilancio, Tabella H, Finanziaria



PALERMO - In discussione ieri all’Assemblea regionale il Ddl sull’assestamento di bilancio, e come prevedibile, sono cominciate le discussioni e le polemiche. Tutto è nato perché il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone ha cassato 28 articoli della manovra di assestamento del bilancio.

Le norme sono state stralciate “in quanto presentano profili di incompatibilità costituzionale oppure sono norme di settore e vanno esaminate in altri appositi disegni di legge”. Così si legge in una nota letta dallo stesso Ardizzone in Aula. Sono saltati i finanziamenti a pioggia a enti privati, previsti nella cosiddetta tabella H all’articolo 12. Cassati per intero gli articoli 13 e 15, sulla riclassificazione del personale forestale; 17, sulla comunicazione istituzionale e 22, norme in materia di trasporti. E poi gli articoli dal 32 al 54, dai progetti formativi, ai finanziamenti per il Corfilac, al personale a tempo determinato degli Iacp, fino ai consorzi di bonifica e ai cantieri di servizio. Intervenuti Valeria Sudano del Pd che ha dichiarato come con questi tagli operati da Ardizzone non sia possibile votare la manovra.

Intervenuto anche Giuseppe Milazzo di Forza Italia, contro la manovra, stigmatizzando l’assenza di molti politici perché si sono dedicati a fare campagna referendaria piuttosto che essere presenti in Aula. Molti deputati che sono intervenuti in seguito si sono lamentati dei tagli che sono stati operati nei territori in cui sono stati eletti.

Le polemiche hanno caratterizzato anche i lavori di lunedì scorso quando la maggioranza ha chiesto di sospendere l’esame dell’intera manovra e di approvare urgentemente tre sole norme urgenti: quella sui Comuni, indispensabile per chiudere i bilanci, le norme sui disabili e quelle in favore delle ex Province. Il presidente dell’Ars ha invece messo ai voti il passaggio agli articoli e rinviato la seduta d’Aula all’indomani, invitando i parlamentari ad essere presenti, invito che è stato accolto ieri parzialmente.
 
Le liti sono oramai all’ordine del giorno: questa volta i due contendenti sono stati il presidente e il vice capogruppo di Fi Vincenzo Figuccia che provocatoriamente si era riferito alle norme cassate dalla presidenza dell’Ars: “I sostenitori del sì al referendum cosa diranno adesso a tutti coloro a cui hanno fatto promesse?”. “Ritiri le sue parole o la querelo. Lei come al solito straparla - era stata la replica - conduco una campagna elettorale con stile molto rispettoso, anche di coloro che la pensano diversamente da me. Non ho proposto in alcun modo e in alcuna circostanza né pubblica né privata, provvedimenti ad personam. Queste cose le riservi al passato politico della sua coalizione”.

Il problema è che diventa difficile la governabilità in Aula poiché il partito di maggioranza (il Pd) è diviso al suo interno e una parte ha già dichiarato che così come stanno le cose, voterà no alla manovra. Intanto ieri Forza Italia ha presentato la sua contromanovra di assestamento all’Ars, “in risposta alla scriteriata proposta della maggioranza, nata dopo una notte di ingordigia di deputati che anziché pensare agli interessi dei siciliani hanno cercato di soddisfare esclusivamente gli interessi di bottega”. Lo ha detto Marco Falcone, capogruppo di Fi, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte anche il vice capogruppo Vincenzo Figuccia, i deputati Giuseppe Milazzo, Franco Rinaldi e Alfio Papale. Pronti 200 emendamenti “per fermare il saccheggio”. Forza Italia, ha annunciato Falcone, rimarrà ferma in Aula sulle tre direttrici: comuni, province e obbligo formativo, cercando di sostenere anche i precari dell’Irsap: “Per questo motivo abbiamo presentato circa 200 emendamenti per sopprimere il superfluo e garantire agli enti locali il soccorso finanziario di cui necessitano”.

Articolo pubblicato il 30 novembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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