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Donne e impresa, la Sicilia non decolla
di Giuseppe Di Martino

Confartigianato: l’Italia detiene il primato in Europa per numero di imprenditrici nell’artigianato, ma la nostra Isola si discosta. In Lombardia 66.977 lavoratrici autonome, in Emilia Romagna 37.503, da noi solo 16.529

Tags: Confartigianato, Donna, Lavoro



PALERMO - Secondo il rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato presentato a Udine il 5 e 6 dicembre nel corso della ventunesima Convention “Donne Impresa”, l’Italia ha il primato in Europa per numero di imprenditrici e lavoratrici autonome: 1.758.794 è il numero totale delle donne che svolgono attività indipendenti, ed è un record in Europa, specie se confrontato con il numero di imprenditrici del Regno Unito (1.532.600) e della Germania (1.383.800).

A guidare la crescita del lavoro indipendente femminile sono le imprenditrici artigiane il cui numero è aumentato dell’1,9 per cento negli ultimi 10 anni, e ad oggi sono 357.110 le donne italiane titolari, socie o collaboratrici di imprese.

In questa classifica guidata dalla Lombardia (66.977), seguita dall’Emilia Romagna (37.503), dal Veneto (37.387), dal Piemonte (32.847) e dalla Toscana (31.715), la Sicilia - con 16.529 donne che ricoprono cariche rilevanti nelle imprese artigiane - si piazza al settimo posto tra le regioni d’Italia, con dati nettamente in controtendenza: nell’Isola, nel periodo compreso tra il II° trimestre del 2006 e il II° trimestre del 2016, si è registrato infatti un calo del 12 per cento in riferimento alle donne titolari di imprese individuali artigiane.
L’area geografica che rileva la maggiore presenza di imprenditrici artigiane è il Nord-Ovest (31,4 per cento). Seguono il Nord-Est (25,3 per cento), il Mezzogiorno (22,2 per cento) e il Centro (21,1 per cento).

Dal rapporto emergono anche le difficoltà delle donne ad accedere al mercato del lavoro e gli effetti della crisi economica. Infatti, confrontando gli indicatori del mercato del lavoro delle donne nelle regioni italiane con quelli dei Paesi dell’Unione europea, emerge che è più bassa la partecipazione delle donne al mercato del lavoro nel Mezzogiorno e le regioni del Sud si posizionano agli ultimi posti: in questa classifica la Sicilia (38,5 per cento) è al penultimo posto, davanti solamente alla Campania (38 per cento) che è ultima. Lontanissimo il primato europeo della Svezia (81,2 per cento).

In relazione al tasso di occupazione delle donne, la prima regione italiana in classifica è la Provincia autonoma di Bolzano (undicesimo posto), che registra un tasso di occupazione femminile del 66 per cento. Anche in questo caso i valori minori sono quelli delle regioni del Mezzogiorno: la Sicilia con il 29,1 per cento fa registrare il tasso di occupazione femminile più basso in Italia. Mentre il tasso di disoccupazione femminile è al 24,2 per cento.

Nel complesso, a fronte dell’analisi di lungo periodo che evidenzia un trend positivo che in dieci anni ha portato ad una crescita complessiva dell’1,9 per cento di donne titolari di imprese artigiane in Italia, il Mezzogiorno - nel periodo che va dal II° trimestre 2008 al II° trimestre 2016 - ha registrato una significativa flessione pari al 7,2 per cento, evidenziando come la crisi ha quasi quadruplicato i numeri, considerando la diminuzione dell’1,8 per cento osservata nel periodo pre crisi (periodo dal II° trimestre 2006 al II° trimestre 2008). Nello stesso periodo, il Nord-Ovest ha registrato una crescita pari al 5,7 per cento, il Nord-Est del 5,2 per cento e il Centro del 4,9 per cento.

In particolare in Sicilia, Sardegna e Calabria si sono osservate le flessioni più rilevanti, pari rispettivamente al 12 per cento, all’11,6 per cento ed all’11,5 per cento.

Articolo pubblicato il 20 dicembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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