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Piano Export Sud, le eccellenze siciliane
di Eleonora Fichera

Il programma inserito nel Pac 2014-16 ha aiutato oltre 3.000 imprese del Mezzogiorno a esportare i propri prodotti all’estero. Otto esempi isolani positivi inseriti nel volume il “Mezzogiorno che esporta”. Palermo è la città leader in Sicilia nel settore con quattro aziende. Seguono Ragusa e Caltanissetta

Tags: Export, Sicilia, Economia



PALERMO - Sono più di 3.000 le imprese del Mezzogiorno che nel 2015 sono riuscite a esportare i propri prodotti all’estero grazie al Piano Export Sud, il programma gestito da Ice -Agenzia in collaborazione con Regioni, Enti territoriali e industrie locali. Il Piano, riservato alle Regioni della Convergenza (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia) e inserito nelle misure previste dal Pac 2014-2016, fornisce sostegno alle piccole e medie imprese con lo scopo di promuovere i prodotti italiani all’estero. Il 20% delle realtà coinvolte è riuscito a riposizionarsi nel mercato estero e a incrementare le proprie esportazioni fuori dai confini italiani, dai Paesi dell’Ue fino a Stati Uniti e Giappone. Percorsi formativi, supporto professionale e consulenze hanno permesso alle imprese coinvolte di crescere e internazionalizzarsi, diversificando la produzione e ottenendo miglioramenti concreti, in primis in termini di fatturato.

Nonostante gli ultimi dati presentati dall’Istat sulle esportazioni delle regioni italiane abbiano evidenziato le carenze  del Mezzogiorno (Sicilia -21,2%, Puglia -2,4%, Campania 1,4 %, Calabria 13,1% ), il Piano Export  ha saputo mettere in luce le potenzialità di internazionalizzazione dei prodotti del Meridione.

Tra le 50 imprese che hanno sfruttato al meglio le opportunità del Programma, raccolte nel volume “Il Mezzogiorno che esporta” pubblicato da Ice-Agenzia, otto sono siciliane. Tra queste, il brand “Cannoli di Sicilia”, che esporta il celebre dolce tipico in Europa, Canada, Usa, Australia e Costarica. Trentacinque dipendenti per un fatturato di 1,5 milioni di euro, di cui il 40% nei mercati esteri.
Sul cibo siculo ha puntato anche la Ferrera Srl. L’azienda di Caltanissetta si è però concentrata sulle salse della provincia e sull’ortofrutta fresca. Centoventi piccoli agricoltori e 130 lavoratori che esportano le salse vegetali made in Sicily in 16 paesi europei. La Ferrera Srl, che fattura 30 milioni di euro l’anno (di cui il 30-40% grazie ai mercati esteri) si sta preparando a conquistare anche gli Stati Uniti.

Dalla provincia di Ragusa arriva invece l’olio dei Fratoi Crutera che ha conquistato il Kazakistan.  Ben 1,3 milioni di quintali di olio extravergine prodotto e 700 mila bottiglie vendute in 40 paesi esteri, sono i numeri dell’azienda a conduzione familiare di Chiaramonte Gulfi.

Delle otto realtà sicule prese in analisi, quattro hanno sede a Palermo. Il “poker” d’eccellenza del capoluogo punta tutto sull’abbigliamento. Moda e sostenibilità sono i punti di forza dell’Eco Fashion Group di Federico Price che lavora tessuti pregiati seguendo le antiche tradizioni siciliane con particolare attenzione a riciclo e riutilizzo. Sulla stessa lunghezza d’onda anche la Vuedu Factory e la Modalab Srl che ha esportato il proprio brand “Jadise” in 23 paesi del mondo. Tra le eccellenze palermitane anche Irene Ferrara: le borse del suo Spazio If, richieste nelle boutique esclusive di mezza Europa,  hanno conquistato i giapponesi che a oggi assorbono il 50% della produzione.

Da Modica a Città del Messico: è l’incredibile percorso dei capi d’abbigliamento realizzati dalla  stilista emergente Loredana Roccasalva. Grazie al Piano Export il fatturato dell’impresa è aumentato del 50%. In crescita anche il numero di dipendenti, raddoppiato per garantire le forniture.
 


Gli interventi continueranno anche nel 2017
 
I primi successi del Piano Export hanno messo in luce sui settori vincenti dell’imprenditoria meridionale: agro-alimentare, moda e mobilità. Ad emergere anche arredo, costruzioni, alta tecnologia ed energia.
L’export siciliano, nello specifico, sembra essere proiettato su due strade principali: prodotti tipici alimentari e abbigliamento. Cibo e moda sono i due punti di forza delle imprese sicule che esportano all’estero. Un mix di innovazione e tradizione che ha saputo conquistare i mercati mondiali con idee e strumenti all’avanguardia senza mai snaturare le materie prime, cuore pulsante dell’export dell’Isola.
Sulla scia dei risultati positivi ottenuti, gli interventi del Piano Export, isola felice per le piccole e medie imprese del Mezzogiorno, continueranno anche nel 2017 grazie ai fondi del Pon I&C 2014-2020. Nel Programma sarà coinvolta una quinta regione, la Basilicata.
Anche il prossimo anno, quindi, il Piano Export Sud lavorerà per concretizzare il potenziale d’internazionalizzazione del Mezzogiorno. Piccole e medie imprese, start up, consorzi e reti d’impresa delle Regioni della Convergenza, grazie ai servizi e alle iniziative offerte, potranno esportare il Made in Sud in Europa e nel mondo.
La strategia rimarrà invariata: posizionare i prodotti tipici e le maestranze del Meridione nei mercati in cui questi esercitano maggiore attrazione.

Articolo pubblicato il 23 dicembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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