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Quotidiano di Sicilia

Il riscatto del Sud corre sulla Salerno-Reggio
di Lina Bruno

L’infrastruttura è stata ribattezzata “Autostrada del Mediterraneo”. Già finanziato il Piano di manutenzione da oltre 1 mld €. Ponte sullo Stretto convitato di pietra: nessun accenno nei discorsi ufficiali. Ma così la Sicilia è tagliata fuori

Tags: Salerno-reggio Calabria, Graziano Delrio, Economia, Sud



REGGIO CALABRIA - Si chiamerà A2 “Autostrada del Mediterraneo”, come segno di continuità tra il Nord e il Sud del Paese e perché dovrà essere una porta verso quel mare crocevia di tante storie e culture.

La Salerno Reggio Calabria ha rappresentato in questi decenni il “mito negativo”, la rappresentazione dell’incompiuto, adesso deve diventare simbolo del riscatto di un Meridione che ha le potenzialità per essere motore di sviluppo dell’intero Paese.

La presentazione del completamento dei 436 Km della nuova arteria segna la fine di un’epoca che ha attraversato 55 anni, ma il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, il Ministro per le Infrastrutture Graziano del Rio e il presidente di Anas Vittorio Armani, alla cerimonia conclusiva a Villa San Giovanni, hanno voluto  parlare di futuro e della forza di un percorso che sta per cominciare.
La crescita delle aree meridionali viene posta dai vertici istituzionali  come un’esigenza, “il lavoro nel Mezzogiorno è una priorità per il Governo” - ha detto Gentiloni - e  scelte come quella di Taormina, sede per il G7 è certo legata alla bellezza del posto, ma soprattutto rientra in un diverso atteggiamento verso questa parte del Paese che ha bisogno di opportunità e nuove possibilità”.

Intanto l’impegno di Anas sull’autostrada del Mediterraneo continuerà. “Consegniamo un’opera insieme al suo piano di manutenzione- ha detto Armani- volto a conservare e implementare ulteriormente gli standard di comfort e sicurezza e a un piano di investimenti già in corso per trasformarla nella prima smart road europea”. È in fase avanzata la gara da 20 milioni di euro che prevede entro il 2020 la fornitura e la posa in opera di sistemi e postazioni per l’implementazione di infrastrutture tecnologiche avanzate per l’infomobilità e la sicurezza sull’intero itinerario. Il Piano di manutenzione, di oltre un miliardo di euro, già interamente finanziati, prevede la realizzazione di interventi lungo 58 km tra le province di Cosenza e Vibo Valentia, in tratti già caratterizzati da quattro corsie e standard autostradali.

Ma insieme a questi piani prettamente legati alla viabilità Anas vuole farsi promotrice in sinergia con le realtà locali della valorizzare dell’immenso patrimonio di beni culturali e paesaggistici. L’idea è che la moderna infrastruttura, restituita pienamente alla fruizione, non sia solamente un segmento di collegamento tra Campania, Basilicata e Calabria, ma un’occasione per scoprire i luoghi che attraversa. Il percorso di valorizzazione è stato suddiviso in sette vie che saranno richiamate dalla cartellonistica autostradale, in fase di allestimento.

“Un territorio ha bisogno di infrastrutture, ma queste vanno inserite in un contesto che le renda funzionali”, ha ribadito Del Rio, facendo riferimento sia agli “itinerari” che si vogliono promuovere che agli accordi sottoscritti per le piccole arterie di collegamento.
Nei discorsi ufficiali non è stato fatto nessun accenno come ci si aspettava  al Ponte sullo Stretto, un’altra grande opera di cui da decenni si discute tra slanci e frenate. La decisione in merito è tutta politica come ha rimarcato Vittorio Armani e Vincenzo Garofalo deputato Ncd, unico politico siciliano presente a Villa San Giovanni, pensa sia ancora una questione tutt’altro che chiusa specie adesso che si dovranno gestire i grandi flussi della Salerno RC. Il parlamentare considera il Ponte ancora una grande opportunità per la Sicilia e per il Sud, su cui vale la pena fare una battaglia politica.

Articolo pubblicato il 24 dicembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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