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Proroghe per i precari. Ddl incardinato all'Ars
di Raffaella Pessina

Oltre 100 emendamenti al disegno di legge, 50 solo da Forza Italia. Falcone: (FI): “Epurare il documento dalle solite furberie”

Tags: Ars, Bilancio, Rosario Crocetta



PALERMO - Prosegue la maratona in Aula a Palazzo dei Normanni per l’approvazione dei documenti finanziari. Ieri è andato in scena il Ddl sulle proroghe ai precari con 110 emendamenti presentati, mentre “solo” 21 quelli al Ddl che autorizza la Regione all’esercizio provvisorio. Per entrambi i testi, incardinati ieri in Aula, i termini per presentare correzioni scadevano ieri alle 14.

Il solo gruppo di Forza Italia ha presentato 50 emendamenti. “Avevamo presentato - ha detto il capogruppo di FI Marco Falcone - un emendamento con il quale si vuole sopprimere l’ultima parte del comma 3 articolo 3, che prevede la possibilità per la Regione e per i Comuni, di effettuare nuove assunzioni. Abbiamo presentato in tutto ben 50 emendamenti, epurando la legge salva precari da tutte quelle furberie che non aiutano di certo la Sicilia, ma che null’altro sono se non le solite mani tese agli amici e agli amici degli amici”. Questo articolo era stato criticato dal segretario generale e dal segretarioregionale della Cisl Funzione pubblica, Gigi Caracausi e Paolo Montera. “Il lupo perde il pelo, ma non il vizio e la politica si prepara ad approvare una porcheria”.

E proseguono: “Nel ddl sui precari esitato dalle commissioni parlamentari, – spiegano – è stata aggiunta una appendice che di fatto ‘apre’ a nuove assunzioni con contratti di lavoro flessibile. Contratti che potranno essere sottoscritti dalla Regione, dai Comuni, nella Sanità. Insomma – aggiungono Caracausi e Montera – mentre non si riesce a dare un futuro certo alle migliaia di precari che attendono una stabilizzazione da decenni, governo e Ars non possono pensare di creare nuovo precariato. Uno scandalo: il presidente Ardizzone cancelli quella porcheria legislativa e l’Ars lavori a norme serie e utili per i lavoratori e per la nostra terra”.

Prima dell’inizio dell’esame dell’articolato del Ddl sui precari è intervenuto Totò Cordaro del Pid, che ha spiegato come il primo dicembre l’Ars avesse approvato una mozione che impegnava il Governo al rispetto della nuova legge elettorale che prevedeva la decadenza di Consiglio e Giunta dei Comuni che non avessero approvato il bilancio nei termini. Cordaro ha lamentato che per tali Comuni il Presidente della Regione ha firmato decreti di scioglimento dei soli Consigli comunali. “Siamo in una condizione di assoluta mancanza di rispetto del dettato normativo – ha detto Cordaro, ed ha chiesto la Presidente dell’Ars Ardizzone “di adottare un indirizzo politico e di richiamare il Presidente della Regione e del Governo al rispetto delle indicazioni del Parlamento”.

Crocetta, presente in Aula, ha riferito di aver “chiesto un’interpretazione della legge al Cga che ha sancito che la norma è inapplicabile per i sindaci insediati dopo la legge”. Ardizzone ha comunque aggiunto che le interpretazioni autentiche le fa solo il Parlamento “ma la questione è complessa e ritorneremo quanto prima sull’argomento per fare chiarezza”, ha concluso il Presidente dell’Ars.

Dopo circa due ore si era votato ed esitato solo l’articolo 1
. A margine l’intervento di Giovanni Greco (Mpa) che ha lamentato la scarsa trasparenza da parte degli assessorati poiché  non è riuscito ad ottenere il documento che attesta come siano state reclutate 250 persone della protezione civile, e per le quali si sta votando la proroga. Al momento in cui scriviamo l’Aula è ancora in corso.

Articolo pubblicato il 29 dicembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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