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Quotidiano di Sicilia

Crisi idrica, Sicilia occidentale in ginocchio
di Rosario Battiato

Dopo una riunione all’assessorato regionale dell’Energia si è deciso di ridurre il prelievo dell’acqua da tutti gli invasi. Nell’Isola rete di distribuzione fatiscente: quasi la metà del prezioso liquido si disperde

Tags: Rete Idrica, Sicilia



PALERMO – L’emergenza idrica non si ferma, anzi peggiora. Ormai da qualche settimana le notizie di turnazione nell’erogazione dell’acqua nei comuni dell’ennese, del palermitano, del nisseno e dell’agrigentino, sono all’ordine del giorno. Diverse le motivazioni che stanno alla base dell’ennesima crisi, ma l’origine dei mali va ricercata in una rete ormai vetusta e in attesa di investimenti per limitare le perdite di rete.

Nei giorni scorsi si è tenuta una riunione all’assessorato regionale dell’Energia e dei Servizi di pubblica utilità. Lo ha comunicato Girgenti Acque, la società che gestisce il servizio idrico nella provincia di Agrigento, che si è incontrata al dipartimento dell’Acqua e dei Rifiuti assieme ai tecnici della Regione e alle altre società che gestiscono il servizio nella Sicilia orientale (tra queste Caltacqua, Amap, Siciliacque, Acqua Enna). Oggetto dell’incontro l’aggravarsi della crisi idrica nelle province occidentali a causa delle mancate precipitazioni che hanno creato penuria di risorse in tutti gli invasi.

L’incontro di mercoledì ha fotografato la situazione. “Preso atto dell’insufficienza di risorse disponibili negli invasi (a Palermo, i 4 invasi Poma, Scanzano, Rosamarina e Piana degli Albanesi hanno attualmente una disponibilità di meno di 73 milioni di m3 d’acqua a fronte di una capacità massima superiore a 200 milioni), al fine di non dover assumere provvedimenti più drastici in futuro e garantire una omogenea distribuzione idrica nel tempo – si legge in un comunicato pubblicato sul sito del comune di Palermo –, è stata programmata una riduzione del prelievo d’acqua da tutti gli invasi con una conseguente riduzione dell’acqua che sarà immessa nelle reti”. Conseguenze che saranno abbastanza chiare: “In tutte le città interessate – si legge nella nota del 29 dicembre – si procederà quindi all’introduzione della turnazione o ad un inasprimento della turnazione già in atto”.

Della grave crisi in atto hanno parlato anche il sindaco del capoluogo, Leoluca Orlando, e la presidente di Amap, Maria Prestigiacomo. “Si tratta con tutta evidenza di una situazione eccezionale, dovuta alla concomitanza di tre fattori tutti indipendenti dall’azione dell’Amap e del Comune: la siccità, la riduzione della capacità della diga Rosamarina decisa dal Servizio nazionale dighe per motivi di sicurezza e l’impossibilità di utilizzo dell’invaso di Scillato per i noti problemi causati alle condutture da alcune frane”.

Fattori certi non dipendenti dalla contingenza del momento, ma riconducibili a una mancata pianificazione e all’assenza di investimenti adeguati. Lo confermano i numeri che abbiamo pubblicato nell’inchiesta di metà novembre dedicata allo stato di salute delle infrastrutture idriche. L’ultima rilevazione in relazione all’efficienza nella distribuzione dell’acqua per il consumo umano certifica un dato pari al 54,4% come rapporto tra acqua erogata sul totale dell’acqua immessa nella rete di distribuzione comunale (dati Istat del 2012). L’Isola è ben otto percentuali al di sotto della media nazionale. Sempre l’Istat, in riferimento al 2014, ha registrato un quarto delle famiglie siciliane (24,1%) che hanno denunciato irregolarità nella distribuzione dell’acqua.

Articolo pubblicato il 31 dicembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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