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Quotidiano di Sicilia

Ars, elezioni ex Province: si vota il 26 febbraio
di Raffaella Pessina

Data stabilita dal governo regionale: “L’elezione sarà di secondo grado”. Musumeci: “Si torni all’Ars a votare la controriforma”

Tags: Ex Province, Ars, Nello Musumeci



PALERMO - Aula impantanata a causa della riforma delle Province. Ieri  Il governo regionale ha fissato per il 26 febbraio la data delle elezioni come previsto dalla legge regionale vigente.

Crocetta ha escluso qualsiasi possibilità di rinvio delle elezioni. “Eventuali proposizioni di modifiche legislative - dice Crocetta - non possono interferire sulle decisioni dell'esecutivo, che deve rispettare leggi. Si rappresenta che la legge nazionale – prosegue -  pur prevedendo la possibilità di elezioni dirette di primo grado, esclude tale possibilità in fase di prima applicazione per cui chi oggi propone la modifica della data, di fatto nega questa possibilità. La legge Delrio parla chiaro, in fase di prima applicazione l’elezione è di secondo grado”.

“Se dall’Aula dovesse arrivare una indicazione in questo senso – ha detto l'assessore regionale alle autonomie locali Luisa Lantieri – il governo ne prenderà atto. Se questa dovesse essere l’indicazione arriverà dal Parlamento e non dalla giunta”. Invece i parlamentari, che si sono riuniti martedì scorso in Aula, alla sola presenza dell'assessore Lantieri (gli altri rappresentanti del Governo erano tutti assenti) e a gran voce hanno richiesto il rinvio delle elezioni per motivi evidenti, vista la probabile decadenza dei presidenti dei consorzi dopo qualche mese, per la scadenza del mandato di circa 140 sindaci siciliani, tra cui quello del capoluogo di regione. Se il sindaco divenuto presidente di consorzio non venisse rieletto alla carica di primo cittadino, si dovrebbe tornare ad elezioni dopo pochissimo tempo, con grande spreco di denaro pubblico.

Ieri mattina il Presidente dell'Ars Ardizzone aveva convocato in prima commissione legislativa (Affari istituzionali) una riunione con i presidenti dei gruppi parlamentari e del Governo per trovare la quadra. Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all'Ars, ribadisce la necessità di tornare ad elezione diretta. “Sull’elezione dei sindaci metropolitani e dei presidenti dei liberi consorzi in Sicilia il Pd si chiarisca le idee ed esca dall'equivoco, comprendendo che dopo la sonora bocciatura della riforma costituzionale è essenziale restituire la parola ai cittadini”. Ed aggiunge: “Siamo sempre stati e rimaniamo convinti sostenitori dell'elezione diretta, ma a condizione che il voto avvenga entro giugno - prosegue Falcone - non accetteremo che l'attuale dibattito sia solo un escamotage per rinviare le elezioni di secondo livello e mantenere gli enti sovra comunali nelle mani di Crocetta e del Pd”.
 
Indifferente il Movimento Cinquestelle che comunque non sarebbe contrario a votare subito, ma ha già annunciato che non presenterà liste per i consigli metropolitani e dei Liberi Consorzi. Il Centrosinistra resta diviso fra il rinvio delle elezioni di secondo livello ed il rinvio della sola elezione nella Città metropolitana di Palermo che si trova nella posizione di avere un sindaco Metropolitano il cui mandato scadrà 90 giorni dopo l’elezione. Insomma nessuna posizione unitaria fra i partiti e la riunione si è conclusa nella mattinata senza soluzione. Il mancato accordo ha provocato il rinvio dell'Aula che doveva cominciare alle 16.

Il leader del centrodestra Nello Musumeci ha detto che “La riforma delle Province voluta dal centrosinistra in Sicilia è stata un fallimento. Restituiamo la guida delle Province ai presidenti eletti dal popolo”. Musumeci lancia un appello: “Da tre anni le Province sono condannate alla paralisi, dalla viabilità alla edilizia scolastica superiore, fino ai servizi per studenti disabili, mentre persino lo stipendio per i dipendenti è diventato quasi una chimera. Si torni all’Ars a votare la controriforma, ossia la elezione diretta del presidente con il coinvolgimento del popolo. Sul fronte politico i partiti hanno cominciato a pensare in concreto alle elezioni regionali. Nel Pd Davide Faraone punta alla poltrona più alta. Per perseguire questo obiettivo lunedì prossimo alle 17.30 verrà inaugurata a Palermo la Leopolda siciliana, in via Libertà, “un open space – spiega Faraone -  per accogliere le migliori energie della Sicilia”.
 
Questo anno lo ha definito il tempo “dell'innovazione per lasciarci alle spalle la conservazione, l'anno della condivisione per anteporre all'arroganza del singolare l'apertura del plurale, l'anno insomma dei cambiamenti che possono e devono venire dal basso”. Oltre alla sede di via Libertà Faraone ha pensato ad una community on line, e in primavera si terrà una giornata di lavoro a porte chiuse con cento innovatori nel campo dell'economia, della cultura, della politica, dell'arte e del sociale.

Articolo pubblicato il 12 gennaio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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