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Catania - Bufera sul bando dei rifiuti Dusty: "Solo per imprese del Nord"
di Melania Tanteri

L’avvocatura comunale: “Anac e Urega approvano la gara”

Tags: Catania, Rifiuti, Dusty, Anac, Urega



CATANIA - Il bando approntato dall’Amministrazione comunale per il nuovo appalto per la raccolta dei rifiuti favorirebbe le aziende del nord a scapito di quelle siciliane. È la dura accusa della Dusty, azienda catanese che si occupa di igiene ambientale che ha scritto una lunga lettera al primo cittadino, all’assessore all’Ambiente Rosario D’Agata, al direttore dell’Ecologia, Salvatore Raciti e, in seguito, anche alla presidente del Consiglio comunale, Francesca Raciti, per chiedere la revoca in autotutela della gara.

“È destinato ad escludere dalla procedura selettiva dalla stessa indetta l’intera imprenditoria locale e siciliana – scrivono i rappresentanti Dusty nella missiva - mentre favorisce specificatamente la partecipazione di un numero esiguo di imprese pubbliche e private del nord Italia”.

Secondo quanto contenuto nella lettera, alcuni requisiti inseriti nel bando sarebbero troppo restrittivi, impedendo così alle aziende siciliane - che pare non ne possiedano - di poter partecipare alla gara. In particolare, si chiede a chi partecipa di “avere raggiunto nell’ultimo triennio il risultato del 39% di raccolta differenziata (pari al 60% della percentuale prevista dalla vigente normativa) per almeno 12 mesi consecutivi, su un totale di abitanti (anche su più Comuni), pari alla popolazione residente nel Comune di Catania (315.576 abitanti)”, e l’”iscrizione Emas o prove relative all’impiego di misure equivalenti”.

Richieste “sproporzionate”, che “A guardare al panorama imprenditoriale siciliano - scrivono ancora dalla Dusty - potrebbero concorrere alla gara indetta dal Comune di Catania esclusivamente le imprese che nell’ultimo triennio sono state affidatarie del servizio in riferimento in quelle isolate realtà comunali di piccole dimensioni in cui è stato raggiunto il risultato richiesto. Cosa che in concreto si appalesa impossibile. Ben diversa, invece, è la situazione in cui si trovano le imprese pubbliche del Nord Italia operanti in Comuni in cui raggiungere tali obiettivi è molto più facile e frequente”.

Non così per l’amministrazione comunale che affida all’avvocatura la replica alle accuse da parte degli imprenditori catanesi. “Il bando sull’affidamento della raccolta dei rifiuti a Catania non favorisce le ditte del Nord, ma mira ad alzare finalmente la qualità del servizio” - afferma l’Avvocatura del Comune di Catania. “Il bando è stato stilato, dopo numerose interlocuzioni, in pieno accordo con l’Anac (Agenzia nazionale anticorruzione) e con l’Urega (Ufficio regionale Espletamento di gare per l’appalto), che poi gestirà la gara d’appalto. Entrambi gli organismi hanno condiviso i requisiti del bando catanese senza sollevare alcun rilievo specifico. Le condizioni che vi sono contenute nascono dalle attuali normative. Non si può prescindere dalle norme per consentire ad alcune imprese di partecipare ma bisogna attenersi scrupolosamente ad esse nel rispetto della legalità e della trasparenza. L’amministrazione peraltro ha voluto tutelare i lavoratori locali con la clausola sociale che permetterà l’assorbimento degli stessi nella ditta che si aggiudicherà l’appalto”. Va aggiunto, si legge ancora nella nota dell’avvocatura, che alla stessa ditta Dusty la direzione Ecologia ha fornito nei giorni scorsi tutti gli elementi di chiarimento rispetto ai dubbi sollevati.

“La partecipazione non è affatto limitata – concludono da Palazzo degli Elefanti. Infatti le ditte che volessero partecipare, anche quelle che non possiedono alcuni requisiti specifici, possono superare l’ostacolo attraverso un accordo con eventuali aziende che invece ne sono in possesso. Gli altri elementi inseriti nel bando servono per qualificare l’appalto di un servizio che per la Città di Catania è strategico e rappresenta una vera e propria svolta epocale “.

Articolo pubblicato il 13 gennaio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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