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Credito d'imposta al Sud, guida per le Pmi
di Rosario Battiato

Un decreto direttoriale del Mise del 4 gennaio scorso specifica le tempistiche per accedere alla risorse del Pon Imprese 2014-2020. Occorre l’autorizzazione dell’Agenzia delle entrate, i progetti devono presentare “immobilizzazioni innovative”

Tags: Credito D'imposta, Sud, Sicilia, Mise, Pmi, Agenzia Delle Entrate



PALERMO – Definite le tempistiche per il credito di imposta nelle regioni meridionali. Lo certifica il decreto direttoriale del Mise del 4 gennaio scorso che precisa le modalità che consentono alle pmi di Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo di accedere all’utilizzo delle risorse del Pon Imprese e Competitività 2014-2020 per l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive.

Le regole restano invariate. Per accedere al Pon bisogna avere l’autorizzazione a fruire del credito d’imposta da parte dell’Agenzia delle Entrate, anche se ci sono delle ulteriori precisazioni da tenere in considerazione.
I progetti non devono essere ultimati al momento della presentazione della comunicazione e devono essere ricondotti agli ambiti applicativi di specializzazione intelligente (per i dettagli si può consultare il documento “la strategia nazionale di specializzazione intelligente” su agenziacoesione.gov.it), nonché caratterizzati dalla presenza di immobilizzazioni innovative (ossia tecnologicamente avanzate). L’importo complessivo deve essere almeno pari a 500 mila euro.

A definire i termini del nuovo credito d’imposta è stata la legge di stabilità 2016 che ne ha temporalmente circoscritto i termini tra il primo gennaio di quest’anno e il 31 dicembre del 2019. “Il Programma operativo nazionale ‘Imprese e competitività’ 2014-2020 Fers – riportiamo dal sito del ministero dello Sviluppo economico – contribuisce all’intervento del credito di imposta rendendo disponibili da un minimo di 136 milioni di euro ad un massimo di 306 milioni di euro”.

L’istruttoria del Ministero comprende due fasi: verifica di sussistenza dei requisiti di ammissibilità  e valutazione delle caratteristiche dei progetti di investimento. A questo punto il Ministero provvede ad accertarsi che il progetto sia stato effettivamente realizzato nei territori che possono usufruire del credito d’imposta. Nel momento in cui l’istruttoria viene conclusa positivamente, allora il ministero procede all’adozione e alla trasmissione, tramite pec, del provvedimento di utilizzo delle risorse con indicazione specifica in relazione all’importo del credito d’imposta. A quel punto l’impresa dovrà sottoscrivere digitalmente il provvedimento e trasmetterlo al Ministero. In seguito alla realizzazione degli investimenti oggetto di autorizzazione, l’impresa beneficiaria deve rendicontare le spese di acquisizione delle immobilizzazioni materiali utilizzando un modulo apposito che si trova sul sito del Mise (sviluppoeconomico.gov.it).

Le risorse sono state assegnate tramite il decreto ministeriale del 29 luglio 2016, in prima applicazione, con cifre “pari a 163 milioni di euro a valere sull’Asse III – ‘Competitività Pmi’ del Pon, di cui 123 milioni destinati alle regioni ‘meno sviluppate’ (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e 40 milioni destinati alle regioni ‘in transizione’ (Abruzzo, Molise e Sardegna)”.

Lo strumento è operativo dal 30 giugno 2016. Le imprese che intendono fruire del credito d’imposta devono presentare una comunicazione in via telematica all’ Agenzia delle Entrate (provvedimento Agenzia Entrate del 24 marzo 2016).

Articolo pubblicato il 14 gennaio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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