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Tav light Palermo-Messina-Catania, lavori fermi allo 0%
di Redazione

Grandi opere: sul portale opencantieri del ministero delle Infrastrutture risultano quattro interventi in Sicilia su un totale di 32. Ferrovie, strade, metro: a livello nazionale la media complessiva di avanzamento è pari al 53%

Tags: Ferrovie, Sicilia, Rfi, Infrastrutture, Tav



PALERMO – A che punto si trova la realizzazione delle grandi infrastrutture nazionali? A rispondere a questa domanda ci ha pensato direttamente il ministero delle Infrastrutture tramite il portale opencantieri. Attualmente sono monitorati 25 dei 32 interventi prioritari previsti nell’allegato Infrastrutture al Def 2015 e parte di quelli relativi ai “contratti di programma” Anas e Rfi, che valgono 900 interventi su rete stradale, autostradale e sull’infrastruttura ferroviaria. Per la Sicilia sono mappati quattro interventi tra le grandi opere.

La prima opera siciliana monitorata è l’alta capacità Messina Catania Palermo (Bicocca Raddusa) che rientra nel potenziamento del servizio ferroviario isolano. Attualmente tutti gli indicatori in campo (avanzamento lavori, importo varianti, tempo varianti, tempo globale e subappalti) si trovano fermi allo 0%. L’unico indicatore che ha raggiunto il 71% è quello relativo all’avanzamento temporale che indica la quota di tempo lavorato rispetto a quello contrattuale.

Spostandoci sulle strade, rintracciamo la A19 Agrigento-Caltanissetta che offre dei risultati più corposi. L’avanzamento dei lavori (incidenza degli importi dei lavori contabilizzati rispetto al totale degli importi contrattuali e relative varianti approvate) è al 55%, mentre l’avanzamento temporale è al 99%. La presenza di varianti ha innalzato i costi del 25% e i tempi del 47%. Il tempo globale (l’incidenza temporale di tutti i fattori di ritardo rispetto ai tempi contrattuali iniziali) è di fatto raddoppiato, arrivando fino al 51%. L’importo contrattuale complessivo è di 1,1 miliardi di euro. Nel settore delle metropolitane resta ancora tutto a zero per il nodo di Palermo, mentre ci sono valori in crescita per la circumetnea. L’avanzamento dei lavori è al 6% e l’avanzamento temporale al 21%. La mappatura non finisce qui perché sul portale c’è anche la sezione “altri interventi” che ne prevede nell’Isola ben 92 che riguardano anche porti e aeroporti.

Il quadro complessivo degli interventi relativi alle grandi infrastrutture offre l’immagine dell’Italia che si muove. Lo studio del ministero permette di comparare indici di tipologie infrastrutturali differenti perché “hanno la caratteristica di essere scalabili e dunque calcolabili su diversi livelli di aggregazione ‘verticale’ – spiegano dal Mit –, dall’intero programma, al ‘settore’ (strade, ferrovie, metropolitane, Mose), fino al singolo ‘intervento’”. A livello nazionale c’è una media complessiva di avanzamento dei lavori pari al 53% con una crescita del tempo globale che sfiora il 20%. Le varianti hanno inciso sui costi (+4%) e sul tempo impiegato (+15%). Scomponendo i dati per settore, scopriamo che le strade risultano il comparto più avanzato in termini di lavori (54%), mentre le metropolitane sfiorano il 50%. Le ferrovie, invece, sono ancora al 40%.

Il quadro finanziario nazionale per le 32 opere è pari a 70,9 miliardi di euro con una disponibilità totale di 48 miliardi e un fabbisogno per il triennio (incluse le varianti) pari a 3,3 miliardi.

Articolo pubblicato il 20 gennaio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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