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Urega, cosa cambia per le gare d'appalto
di Rosario Battiato

L’Ars ha approvato la riforma degli Uffici regionali, allineando la normativa dell’Isola a quella prevista dal Codice nazionale. Due commissioni: una per la fase istruttoria e una per la valutazione delle offerte. Penalità per chi ritarda

Tags: Urega, Appalti, Regione Siciliana



PALERMO – Due giorni fa l’Ars è riuscita ad approvare il ddl Urega dopo diverse sedute consecutive andate a vuoto per assenza del numero legale. La nuova norma modifica la composizione degli Uffici regionali per l’espletamento delle gare d’appalto così come richiesto dal governo regionale e illustrato in aula da Giovanni Pistorio, assessore alle Infrastrutture.

L’Urega ha una sede centrale a Palermo e diverse sezioni provinciali. Si tratta di strutture intermedie del dipartimento regionale tecnico dell’assessorato alle Infrastrutture e alla Mobilità, determinanti per l’apertura dei cantieri e la spesa dei fondi. Lo scorso dicembre, quando il ddl di riforma era stato approvato in commissione Territorio e ambiente, Rosario Crocetta aveva parlato dello “sblocco dei cantieri attraverso la riforma dell’Urega”. Un messaggio ribadito dall’assessore Pistorio nei giorni scorsi, quando il ddl è stato definitivamente approvato.

“Una legge volta all’accelerazione delle gare d’appalto e che risolve alcune criticità emerse nel funzionamento degli Urega – ha affermato l’assessore Pistorio – con particolare riguardo alla composizione e all’attività delle commissioni”.

I punti cardine della riforma prevedono “l’allineamento al vigente codice nazionale degli appalti nella individuazione di una commissione che si occuperà della fase istruttoria e di un’altra che valuterà l’offerta tecnico-economica – si legge in una nota dell’assessorato delle Infrastrutture –, l’ampliamento dei soggetti titolati ad assumere l’incarico di commissario di gara, tra i quali i dirigenti tecnici degli uffici del Genio civile e della Protezione civile, i compensi omnicomprensivi per i componenti delle commissioni, non più dunque legati alle effettive giornate di lavoro”. Non cambia, invece, la soglia delle gare da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente vantaggiosa che resta a un milione di euro.

Una ragione dettata dal rischio di un nuovo stop da parte della Corte costituzionale, visto che lo scorso 14 dicembre era stata depositata la sentenza che di fatto bloccava la legge sugli appalti in materia di normativa sulle soglie di anomalia delle offerte e sul relativo procedimento di verifica in seguito alle disposizioni impugnate dalla presidenza del Consiglio. “Abbiamo ritenuto di non modificarla – ha aggiunto Pistorio – per evitare un’eventuale impugnativa da parte del Governo centrale”.

Per Crocetta “con la legge approvata si moltiplica il numero delle commissioni di gara e si attribuisce all’Urega, non un ruolo di gestione degli appalti, ma quello di controllo degli stessi”. Lo ha scritto in una nota il presidente della Regione, precisando, inoltre, che “sono previsti incentivi per le commissioni che operano velocemente e  penalizzazioni per quelle che agiscono in ritardo”.
Finisce l’era precedente con un numero ristretto di persone deputate a gestire tutti gli appalti della Regione e degli enti locali. “Con la nuova legge – ha aggiunto il presidente – si aumenta la trasparenza, l’efficienza degli appalti e si potrà velocizzare tutto il sistema di aggiudicazione relativo al Patto per la Sicilia”.

“Prossimo passo è lo sblocco del Poc (Piano operativo complementare) che il governo chiederà di trattare urgentemente perché contiene “le risorse necessarie per intervenire in quei comuni che hanno subito alluvioni in questi giorni – ha concluso Crocetta –, per il reddito di  inclusione per i poveri, per i disoccupati e per il  servizio civile per i giovani”.

Articolo pubblicato il 26 gennaio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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