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Startup e Fondo di Garanzia: in Sicilia prestiti per 4,8 mln di euro
di Dario Raffaele

Mise: al 31 dicembre 2016 sono state finanziate 1.680 imprese per 357 mln in tutta Italia. Trentanove aziende isolane hanno approfittato del finanziamento, l’8,9% del totale

Tags: Pmi, Startup, Mise, Fondo Di Garanzia



ROMA - La prima operazione di finanziamento bancario verso una startup innovativa facilitata dal Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese (FGPMI) risale al settembre del 2013. Poco più di tre anni dopo, a fine 2016, le operazioni ammontano a 1.680, per un’erogazione complessiva di 357.227.938 euro che ha coinvolto 1.117 startup innovative. Importo e durata media dei prestiti misurano rispettivamente 210.000 euro e 52,2 mesi.

La progressione rispetto al 30 settembre 2016, quando le startup innovative avevano ricevuto prestiti per 305.788.509 €, è notevole: in soli tre mesi sono stati concessi nuovi finanziamenti coperti da garanzia pubblica per oltre 50 milioni di euro (+ 51.439.429 €), equivalenti a un incremento del 16,8%.

Queste e molte altre evidenze empiriche sono presentate nel 10° rapporto sull’accesso al Fondo di Garanzia da parte delle startup innovative e degli incubatori certificati, il secondo a cadenza trimestrale. Il report offre inoltre informazioni di dettaglio sulla tipologia di istituti di credito coinvolti nelle operazioni e sull’accesso al FGPMI degli incubatori certificati.

L’accesso al Fondo di Garanzia per le PMI da parte delle startup innovative presenta evidenti squilibri sul piano della ripartizione territoriale: come è evidente dalla tabella in pagina, l’afflusso finanziario facilitato varia notevolmente da regione a regione. Tale disomogeneità non può essere ricondotta soltanto al numero assoluto di startup innovative presenti in ciascuna regione: anche il rapporto tra le imprese iscritte alla sezione speciale del Registro e quelle, tra esse, che hanno utilizzato lo strumento, mostra significative variazioni a livello territoriale.

Si nota come le prime sei regioni in termini di importo complessivo dei finanziamenti occupino i primi sei posti anche per numero di operazioni avviate. Guardando ai valori medi, colpiscono i casi della Lombardia, che pur a fronte di un elevatissimo numero di operazioni – quasi doppio rispetto alla regione seconda in classifica, l’Emilia-Romagna – figura anche al terzo posto in termini di importo medio del prestito, e dell’Abruzzo, il cui importo medio dei finanziamenti è di gran lunga il più elevato a livello nazionale, pur attestandosi nella parte bassa della classifica (14° posto su 20) nella classifica delle regioni per numero di operazioni.

Di tenore opposto è il caso della Toscana, che, pur attestandosi al 10° posto per numero di operazioni, presenta un finanziamento medio fra i più bassi a livello nazionale, davanti alla sola Valle d’Aosta.

Come detto, le differenze nell’accesso al Fondo non sono spiegate soltanto dal diverso numero di startup innovative localizzate in un’area: in alcune regioni l’agevolazione è stata utilizzata da una quota di imprese molto più elevata rispetto alla media nazionale. In particolare, le startup innovative di Friuli Venezia-Giulia e Trentino-Alto Adige presentano un’incidenza nell’accesso al Fondo di Garanzia sensibilmente più elevata rispetto alla media nazionale: in queste due regioni il rapporto tra startup innovative beneficiarie di finanziamenti con intervento del Fondo e imprese iscritte alla sezione speciale del Registro al 31 dicembre 2016 supera il 30%, un valore di quasi 10 punti percentuali superiori alla terza regione in classifica, il Piemonte.

In Sicilia si sono registrate 39 operazioni in tutto il 2016 per un importo complessivo di 4,8 milioni di risorse mobilitate (128.000 euro per startup). Solo l’8,9% delle imprese innovative dell’Isola hanno avuto accesso al fondo.

L’intervento del FGPMI consiste nella concessione di una garanzia che può coprire fino al’80% del finanziamento, per un importo massimo di 2,5 milioni di euro per ciascuna PMI. Una previsione dello Startup Act italiano (DL 179/2012, art. 30, comma 6) offre a startup innovative e incubatori certificati la possibilità di richiedere l’intervento del Fondo gratuitamente, seguendo una procedura semplificata e a carattere prioritario, che esclude qualsiasi valutazione di merito creditizio ulteriore rispetto a quella già effettuata dall’istituto di credito.

Articolo pubblicato il 27 gennaio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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