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Messina - Allarme erosione delle coste
di Lina Bruno

L’ultima mareggiata ha cancellato 6 metri di spiaggia a Galati, insufficienti gli interventi disposti. Chiesto confronto a Palazzo Zanca per capire quando si potranno usare le risorse stanziate

Tags: Messina, Erosione, Mare, Galati



MESSINA - Nell’ultima mareggiata sono andati via altri sei metri di spiaggia ma in più questa volta l’acqua è entrata dentro case ed esercizi commerciali. Galati, villaggio della zona sud, rischia di sparire insieme alla sua costa sempre più fragile e incapace di arginare la forza del mare. Gli uffici del Comune hanno predisposto delle dune di sabbia ma non può che essere un altro intervento provvisorio che ha fatto sorridere gli abitanti della zona. Durante il tavolo tecnico che si è tenuto al Comune si è anche chiesto di predisporre dei massi e questo magari attingendo ai 250mila euro che l’Assessorato regionale al Territorio e ambiente aveva stanziato nel sesto quartiere per un intervento realizzato poi con soli fondi comunali.

“Si potrebbe stornare quella cifra, dice Carlo Dainotta, consigliere della prima circoscrizione e presidente del Comitato Rinascita di Galati, per rafforzare la barriera protettiva che non può essere rappresentata solo dalla sabbia che va via in pochi mesi”.

Per il momento non si può fare molto altro in attesa che si possano utilizzare i 4 milioni e mezzo di euro inseriti nel Patto per la Sicilia e che riguardano interventi di sistema da realizzarsi da Santa Margherita a Galati. Mancherebbero però i progetti, anche quello che il Genio civile aveva stralciato nel 2004 dall’opera complessiva consegnandolo al Comune e che riguardava gli interventi da Ponte Santo Stefano e Galati Marina.

Il Consiglio della prima Circoscrizione ha inviato un documento a Palazzo Zanca in cui viene chiesto un altro confronto per capire a che punto sia l’iter per utilizzare le risorse stanziate e come si intenda procedere visto che si è già perso del tempo prezioso. Ritardi che risultano ancora più paradossali se si pensa che ci sarebbe anche la disponibilità, per tutta la progettazione, fino alla fase esecutiva, di circa un altro milione di euro. I problemi in questa parte di costa vengono da lontano e si intrecciano con la realizzazione, conclusa nel 2006, del lungomare di Santa Margherita e con gli interventi sulla statale 114.

I lavori interessarono un Km e 200 metri di litorale con il posizionamento di una barriera sottomarina, di protezione per quel tratto, ma devastante per altre porzioni di costa più a nord. Una conseguenza che pare già venisse annunciata in una relazione redatta a conclusione degli interventi. In questi anni si è fatto ben poco a parte qualche ripascimento vanificato dopo le successive mareggiate.
“Da allora abbiamo fatto numerosi solleciti - sottolinea Carlo Dainotta- ma ci troviamo in situazioni di continua emergenza. In questi anni ci si è trovati con le abitazioni invase dall’acqua ed un intero condominio con 52 famiglie, quello delle case Raciti, ha rischiato lo sgombero. Il problema di queste abitazioni è stato risolto ma adesso si ripropone per chi abita un pò più a nord”.

Sempre più spesso, di fronte al fenomeno delle erosioni, si parla della necessità di individuarne le cause e della successiva sottrazione di quegli elementi rigidi che l’hanno causata insieme ad un sistema di monitoraggio e di ripascimenti programmati. Un primo intervento dovrebbe essere quello di modificare i muri di sostegno di strade e lungomari.

Ogni opera sui litorali quindi rompe un equilibrio ma allora quali conseguenze ci si deve aspettare dalla realizzazione del nuovo Porto di Tremestieri visto che qualche sconvolgimento gli attuali approdi l’anno portato?

Gli esperti di Dhi che hanno effettuato alcuni studi che potranno essere utilizzati per tutti i futuri progetti sull’erosione costiera, commissionati dal Comune utilizzando fondi della Protezione civile, danno in merito ampie rassicurazioni. Ci sarà un dragaggio di 770mila metri cubi di sabbia che verranno utilizzati per il ripascimento di tre chilometri di costa a nord. è prevista anche la regimazione di quattro torrenti oltre a due trappole per le sabbie, una a sud e una a nord, che consentiranno il dragaggio anticipato dei sedimenti accumulati.

Articolo pubblicato il 02 febbraio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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