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Crocetta contro tutti lancia #RiparteSicilia
di Raffaella Pessina

Ma con un piede ancora nel Pd, “di cui resto esponente nazionale”. Il Presidente non molla e rilancia la sua ricandidatura

Tags: Rosario Crocetta, Ripartesicilia



PALERMO - È cominciata la giostra della campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento siciliano, che questa volta eleggerà “solo70” deputati al posto degli attuali 90. Il primo ad aprire le danze è proprio il presidente uscente, Rosario Crocetta, che ha presentato un “Super Megafono”. Si tratta di una rete di movimenti, messa in moto per rilanciare la sua ricandidatura alla guida della Regione, ma non solo, per posizionare anche le liste alle Comunali per Palermo e al Senato, oltre che per Palazzo dei Normanni.

La rete di movimenti si chiama  #RiparteSicilia, ha i colori della Trinacria e nove stelle che indicano le nove province. “Il nostro obiettivo - spiega Crocetta - non è quello di mettere in difficoltà il partito di cui sono e resto un esponente nazionale, bensì di rafforzarlo. Questa rete di movimenti e di circoli che confluisce sotto questo nome e questo logo rappresenta un valore aggiunto per il centrosinistra. Un centrosinistra più forte  - ha aggiunto  - assicurerà più coesione all’Ars dove avremo almeno 15 deputati e di conseguenza più forza al governo che conto di guidare per i prossimi cinque anni”. Crocetta ribadisce che vuole proseguire “il percorso di risanamento, sviluppo e legalità intrapreso in questi anni. Mi ricandido alla presidenza e presenteremo una lista al Senato, valutando insieme al Pd la nostra presenza alle Comunali. Il 17 febbraio, nel corso dell’evento in cui lanceremo l’iniziativa, tutto sarà ancora più chiaro”.

Queste sono le previsioni del presidente: un soggetto “fortissimo, in grado di intercettare vasti consensi e che alle Regionali prenderà almeno quindici deputati e determinerà maggiore stabilità all’Ars e sostanziale sostegno al nuovo governo”. Il presidente della Regione ha deciso di giocare d’anticipo, visto che anche all’interno del proprio partito molti si sono mostrati contrari alla sua candidatura. Già pronta anche la sede di Palermo, la cui inaugurazione avverrà a metà mese e che andrà a porsi in contrapposizione alla Leopolda sicula inaugurata dal renziano Davide Faraone.

“Siamo pronti per le liste per l’Ars e il Senato e valuteremo il da farsi alle Comunali, non vogliamo fare azione di disturbo al Pd, ragioneremo insieme sullo scenario delle comunali. Ma intanto,mentre gli altri discutono, io vado avanti”. Infine Crocetta si ripromette di riformare il sistema  decisionista della politica: “Abbiamo bisogno di avere un grande movimento autonomista democratico, che non è il solito partitino quindi nessuno scontro con il Pd né con nessun altro. Stiamo pensando a una fase di ricostruzione della politica, in una Sicilia che ha bisogno di dare spazio ai cittadini dove non si decide a Milano come avviene in qualche movimento o a Roma. Noi vogliamo decidere in Sicilia”.

Critico il movimento indipendentista siciliano “Siciliani Liberi”: “La svolta ‘sicilianista’ di Crocetta e del suo movimento “Riparti Sicilia” non solo non è credibile ma appartiene al linguaggio orwelliano - ha detto l’esponente del movimento Massimo Costa - si dice una cosa e s’intende esattamente il contrario. Si dice “autonomista” e s’intende “colonialista”. La Sicilia di Crocetta - prosegue Costa - è così autonoma che non può nemmeno fare lo sconto al bollo auto, è così autonoma che può regalare ‘autonomamente’ il 29 % dell’Irpef dei siciliani a Roma senza alcuna contropartita, così autonoma che concede la trivellazione nei nostri mari alle potenti multinazionali e il contributo al risanamento della finanza pubblica erariale più alto d’Italia, così autonoma da farsi nominare direttamente da Roma l’assessore all’Economia, vero Presidente della Regione. Semplicemente ridicolo”. Hanno trovato un punto d’accordo invece Forza Italia e Cantiere Popolare. Almeno per le amministrative siciliane. Ad annunciarlo sono il  commissario regionale di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Miccichè, e il leader di Cantiere popolare, Saverio Romano. Nei prossimi giorni  sarà insediata una commissione congiunta chiamata ad elaborare il  testo che i due partiti presenteranno insieme alle elezioni, “da Palermo al più piccolo dei comuni”. In una nota i due leader spiegano che “Visto il sistema elettorale maggioritario, inviteremo i nostri amici aderenti alle nostre forze politiche a  formare una sola lista con candidature condivise. Auspichiamo che il  lavoro sin qui fatto non vada disperso anche attraverso il senso di  responsabilità dei nostri tradizionali alleati così come dei nuovi  possibili compagni di viaggio. Solo una candidatura largamente condivisa e responsabile può battere i populisti anche a Palermo”.  

Articolo pubblicato il 04 febbraio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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