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Palermo - Punta-Raisi: ecco i finanziamenti
di Gaspare Ingargiola

Dopo mesi di braccio di ferro con l’Enac, Gesap ha trovato i fondi per il piano di sviluppo dello scalo. A convincere i partner, le prospettive di crescita di passeggeri e ricavi commerciali

Tags: Palermo, Enac, Gesap, Aeroporto, Leoluca Orlando



PALERMO - La Gesap ha trovato i soldi per il piano di sviluppo dell’aeroporto “Falcone Borsellino” di Palermo. La procedura di gara aperta alle banche ha avuto esito positivo: saranno Intesa SanPaolo e Unicredit a finanziare in pari quota l’intero importo di 44 milioni di euro richiesto dall’azienda.

“Un segnale di grande credibilità del Piano economico finanziario presentato dalla società - si legge in una nota - e quindi del grande interesse col quale viene vista la positiva progressione che l’aeroporto di Palermo ha mostrato negli ultimi anni, che non è sfuggito ai grandi istituti finanziari”.

I fondi per gli investimenti sullo scalo di Punta Raisi erano stati al centro di un lungo braccio di ferro con il presidente dell’Enac Vito Riggio, che aveva minacciato la revoca della concessione se la società presieduta da Fabio Giambrone non li avesse trovati entro il 26 gennaio (termine poi spostato al 3 febbraio).

A convincere gli istituti bancari le prospettive di crescita da qui al 2030: “Il ‘Falcone Borsellino’ raggiungerà nel 2030 quota 8 milioni passeggeri, superando i 7 milioni previsti nel 2024 - ha stimato la Gesap -. Nel 2016 il consuntivo è stato di 5,3 milioni con crescita dell’8,5% rispetto al 2015. I ricavi passeranno dai 60 milioni del 2016 ai 94 milioni del 2030. Raddoppiano i ricavi commerciali (da 12 milioni del 2016 a 21 milioni del 2030) grazie alla politica commerciale su ‘Rent a car’, nuovi spazi commerciali, potenziamento e miglioramento degli esistenti, maggiore disponibilità di prodotto e migliore risposta alle domande del mercato”. Anche i costi “sono stati ridotti” anche grazie “alla programmazione di gare per affidamenti riguardo servizi quali Prm, Presidio, Croce Rossa, Pulizia, Energia” e gli Ebitda “cresceranno dai 7 milioni del 2016 ai 25 milioni del 2030. Dal 2020 attestazione sopra i 20 milioni”. Se gli investimenti nel triennio 2016-2019 arriveranno a 62 milioni di euro, nel decennio 2020-2030 passeranno a 128 milioni “ipotizzando ribassi d’asta al 20%”. L’utile di esercizio, che ora si attesta a 1.1 milioni, “arriverà a 10 milioni entro il 2030”. Numeri che hanno convinto Intesa e Unicredit.

“Ancora una volta la Gesap ha dimostrato di mantenere gli impegni presi sugli investimenti - hanno detto Fabio Giambrone e Giuseppe Mistretta, presidente e amministratore delegato - confermando quanto avevamo previsto”. Raggiante Leoluca Orlando, che controlla la stragrande maggioranza delle quote in qualità di sindaco di Palermo e sindaco della Città metropolitana: “La positiva conclusone della gara conferma la credibilità e la sostenibilità finanziaria del piano di sviluppo dell’azienda che adesso, grazie alla consistente provvista finanziaria, potrà portare a compimento il proprio piano di infrastrutturazione per essere sempre più un biglietto da visita e una porta di accesso per tutta l’area metropolitana. Una ulteriore conferma del fatto che la Gesap è oggi uno dei motori di sviluppo economico del nostro territorio, non soltanto in chiave turistica”.

Ma sui tempi e i modi della ricerca di nuovi investitori resta alta la tensione con Riggio, che a margine del think tank di Davide Faraone, a Palermo, dapprima ha benedetto l’operazione ma poi è tornato polemicamente sulla procedura di revoca della concessione: “Il contratto prevede che il piano deve essere valutato entro 60 giorni e di giorni ne sono passati quasi 120 con la proroga che avevamo dato. Avevamo l’obbligo di seguire la procedura. La procedura era appena iniziata con la lettera del direttore, quindi c’era tutto il tempo, come si è visto, per proseguire. A noi risultava che stavano cercando i soldi, ma della trattativa non eravamo stati informati, forse perché era privata. Ora, visto che i soldi ci sono, partiamo con un programma, che è in ritardo, visto che le piste erano previste nel precedente contratto di programma. Se sono urgenti è meglio farle subito. Lo stesso vale per la messa in sicurezza antisismica”.

Anche Orlando finisce nel mirino del presidente dell’aviazione civile: “Con lui ci siamo sentiti un anno fa e mi aveva comunicato che la società era in condizioni di andare avanti senza vendere. Io gli ho solo detto di trovare i soldi e dopo un anno li ha trovati. Bravo”.
 
Tempi lunghi e cattiva comunicazione non hanno impedito a Riggio di apprezzare l’accelerazione sugli investimenti, non senza un’ultima stoccata: “Se la società di gestione è riuscita solo ora a ottenere questo mutuo da 44 milioni di euro con le banche significa che fino al giorno prima il piano non aveva nessun fondamento. Oggi con la delibera delle banche significa che c’è una credibilità del piano e dunque gli investimenti possono partire. Sono investimenti essenziali per la sicurezza e obbligatori” e dal momento che il piano della Gesap “è credibile” la revoca della concessione “viene meno. Ho convocato il Cda per prendere atto di questo e andare avanti”. La mancata comunicazione della trattativa con le banche, tuttavia, è stata seccamente smentita dai vertici aeroportuali: “L’Enac sapeva tutto, è stata informata dettagliatamente di ogni passaggio e aggiornamento”.

Articolo pubblicato il 07 febbraio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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