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La Sicilia scommette sull'agricoltura biologica
di Roberto Pelos

Pubblicato l’elenco definitivo delle aziende ammesse al bando “Biologico 2015”: circa 5.000 beneficiari di 40 milioni di euro. Entro la fine della nuova programmazione europea la Trinacria supererà i 300 mila ettari di produzione biologica secondo l’assessore Cracolici

Tags: Agricoltura, Antonello Cracolici, Agricoltura Biologica



PALERMO - “Pubblicato l’elenco definitivo delle aziende ammesse al bando ‘biologico 2015’, rivisto dopo l'esame dei ricorsi presentati entro 30 giorni dalla data di prima pubblicazione del 5 ottobre scorso. Adesso tocca ad Agea procedere con le erogazioni”.
Lo ha annunciato in una nota l’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici che ha evidenziato la necessità di promuovere e valorizzare il comparto. Come possiamo leggere sul sito Internet dell’Associazione italiana per l’agricoltura biologica, il termine “indica un metodo di coltivazione e di allevamento che ammette solo l'impiego di sostanze naturali, presenti cioè in natura, escludendo l'utilizzo di sostanze di sintesi chimica (concimi, diserbanti, insetticidi). Agricoltura biologica significa sviluppare un modello di produzione che eviti lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, in particolare del suolo, dell'acqua e dell'aria, utilizzando invece tali risorse all’interno di un modello di sviluppo che possa durare nel tempo”.

Tornando alla nota di Cracolici, “saranno circa 5.000 i beneficiari di 40 milioni di euro di contributi per la conversione e il mantenimento delle coltivazioni biologiche, su una dotazione complessiva di 220 milioni nella nuova programmazione. Si conclude positivamente l’iter di finanziamento della prima misura a forte impatto economico del nuovo PSR. Una risposta tanto attesa dalle aziende siciliane che hanno scommesso su qualità e sostenibilità; – continua Cracolici - la Sicilia è la regione più pulita al mondo nei sistemi di produzione agricola. Entro la fine della nuova programmazione l’isola supererà i 300 mila ettari di produzione biologica. La scommessa rimane quella di valorizzare questo primato in termini di capacità di commercializzazione di prodotto biologico”.
In particolare, l’agrumicoltura biologica siciliana, cresciuta del 10% in un anno, è stata al centro del seminario “Stato dell'arte dell'agrumicoltura biologica siciliana e i fabbisogni di ricerca e sperimentazione”, ospitato nella sede del Crea (Centro di ricerca per agrumicoltura e colture mediterranee) ad Acireale (Ct) come riferisce l’agenzia Ansa.

Il ricercatore Giovanni Dara Guccione ha elaborato gli ultimi dati disponibili, relativi al 2015 e li ha illustrati nel corso dell’incontro. “Rispetto all'anno precedente, la superficie coltivata ad agrumi biologici è passata da 17.411 ettari a 19.124 facendo segnare una variazione del 9,8% - spiega Dara Guccione con l'ausilio di alcune slide -. Un dato che conferma una crescita costante nel tempo, almeno sin dal 2011 quando la superficie coltivata ad agrumi biologici era di 10.778 ettari. In pochi anni, quindi, le superfici agrumicole coltivate a biologico sono in pratica raddoppiate”.

I numeri evidenziano che la Sicilia è indubbiamente la regione d'Italia che produce più agrumi (circa il 60% della produzione nazionale) e al contempo anche la regione italiana con maggiore estensione di superficie a coltivazione biologica di agrumi, seguita dalla Calabria con circa la metà di superfici votate all'agrumicoltura bio.

Le aziende agrumicole biologiche in Sicilia sono ben 1.859, con una concentrazione più elevata nelle province di Siracusa (771), Catania (365 aziende), Messina (227) e Agrigento (140).

Il seminario tenutosi ad Acireale è il settimo degli otto previsti nell'ambito del progetto “Social Farming, agricoltura sociale per la filiera agrumicola siciliana” promosso dal Distretto Agrumi di Sicilia e Alta Scuola Arces.

Articolo pubblicato il 08 febbraio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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