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Quotidiano di Sicilia

Finanziaria, è iniziato il conto alla rovescia
di Raffaella Pessina

Oltre mille emendamenti presentati. Domani esame in commissione Bilancio. La manovra è attesa in Aula il prossimo 21 febbraio

Tags: Ars, Finanziaria, Bilancio



PALERMO - Riaprirà solamente il 21 di febbraio l’Aula di Palazzo dei Normanni, in occasione dell’esame della Finanziaria che, se approvata entro questo mese, porrà fine all’esercizio provvisorio. Sono già circa mille gli emendamenti presentati, segno che non ci sono gli accordi sul documento che deve essere approvato, considerando che il testo inviato dal governo regionale a dicembre 2016, è stato stravolto da un maxiemendamento giunto agli uffici dell’Ars successivamente. Oggi è prevista la riunione della commissione legislativa al Bilancio per prendere atto degli emendamenti e domani comincerà l’esame.

Alcuni componenti della commissione avevano chiesto una proroga del termine per gli emendamenti
, ma il presidente Vincenzo Vinciullo (Ncd) si è opposto per evitare un allungamento dei tempi. “Proporrò tempi stretti e di lavorare anche di notte no-stop”, ha assicurato Vinciullo, che ha posto alcuni paletti sulla Finanziaria: “Nel documento - ha detto il presidente della commissione Bilancio - dovranno trovare ampio spazio norme a tutela dei lavoratori della formazione professionale per evitare abusi da parte degli Enti che gestiranno i corsi finanziati dalla Regione. Nello stesso tempo prosegue Vinciullo - bisognerà approvare norme che garantiscano i cosiddetti ex sportellisti, per evitare che la Regione continui a perdere tempo, anziché essere celere, come avrebbe dovuto essere, nei confronti degli stessi lavoratori”. Vinciullo si mostra perplesso su “Alcuni bandi di selezione pubblica di individuazione di personale, da utilizzare nei corsi finanziati dalla Regione, in quanto, sembrano più che altro delle scorciatoie per dare, in maniera prioritaria, ai lavoratori della formazione l’illusione e l’impressione di essere stati chiamati, ma, nello stesso tempo, con una valutazione illogica, insopportabile e anche fuori dal comune”.
 
Vinciullo ha informato di avere presentato già questa degli emendamenti in commissione Bilancio che “tendono a regolare definitivamente l’assorbimento del personale della ex formazione tenendo conto solo ed esclusivamente delle competenze, delle capacità e dell’esperienze possedute e non, come adesso, sembrerebbe, delle sole raccomandazioni”. Sugli ex sportellisti Vinciullo ha detto che inviterà l’assessore regionale al Lavoro ad attivare immediatamente tutte le politiche attive finanziate già dalla commissione Bilancio e poi dall’Aula che tardano inspiegabilmente ad essere messe in atto”.

Sul fronte politico i partiti stanno facendo i conti con l’eventualità di utilizzare le primarie per la scelta del candidato presidente della Regione. Pagano (Lega - Noi con Salvini), per esempio, ipotizza di accorpare le primarie con quelle nazionali. Oggi Salvini ha detto che una data potrebbe essere quella tra l’8 e il 9 aprile. Questo è l’unico sistema per essere coerenti e leali con gli elettori, anche per evitare il ‘trasbordo’ ideologico e politico di voti da destra a sinistra, come già è avvenuto in passato tradendo il voto popolare”. Non si sbilancia il Movimento cinquestelle con il vicepresidente della Camera Luigi di Maio che è stato a Palermo lo scorso fine settimana per partecipare all’iniziativa “iDay 2017”. “Quando ci sarà da scegliere il candidato presidente di Regione lo faranno i nostri iscritti”.
 
“Adesso giocare con i nomi - ha aggiunto - significa cominciare a giocare come fanno gli altri partiti sull’investire sull’uomo, mentre noi stiamo investendo su un programma”. Quello che sembrerebbe essere il candidato più accreditato del Movimento di Beppe Grillo, Giancarlo Cancelleri, invece ha commentato le dichiarazioni del presidente siciliano, Rosario Crocetta, che ha detto che “se 5 anni fa avesse vinto il M5s, oggi la Sicilia sarebbe in default”. Il deputato grillino ha risposto che “Oggi scopriamo che il presidente della Regione è anche un po’ come il Mago Otelma, che prevede il futuro con una sfera di cristallo. La realtà è che la Sicilia è in default proprio perché l’ha governata Crocetta”.
 
Di Crocetta e della sua legislatura ci siamo spesso interessati in merito alle riforme mancate: una delle quali riguarda le società partecipate. Tra queste vi è Riscossione Sicilia, che si occupa del recupero crediti in Sicilia al posto di Equitalia che opera invece nel resto d’Italia. Anche questa volta la partecipata segna un punto a suo sfavore. La Corte dei Conti ha stabilito che Riscossione Sicilia dovrà risarcire il ministero dell’Economia una cifra pari a 25.830 euro, per il danno provocato dalla “condotta negligente” derivante dall’avere tardivamente notificato una cartella esattoriale al Consorzio dell’Area di sviluppo industriale di Palermo, che ha fatto ricorso e lo ha vinto.

Articolo pubblicato il 14 febbraio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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