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Finanziaria, Ardizzone: "Sfoltire emendamenti"
di Raffaella Pessina

Il presidente Ars bacchetta il governo: “L’Esecutivo non ha aiutato”. Aleggia lo spettro della proroga dell’esercizio provvisorio

Tags: Ars, Finanziaria, Bilancio, Giovanni Ardizzone



PALERMO - Percorso ad ostacoli quello all’Assemblea regionale siciliana per approvare la Finanziaria entro la fine del mese, pena l’estensione di un altro mese di esercizio provvisorio.

Sono circa mille gli emendamenti presentati
, segno di una opposizione decisa a non far passare questa manovra così come è stata concepita e soprattutto alla luce del maxiemendamento modificativo del governo presentato successivamente agli uffici di Palazzo dei Normanni. “Se il governo ritirasse il maxiemendamento ritorneremmo alla Finanziaria base che era quella che bisognava approvare entro il 31 dicembre. Questa potrebbe essere una soluzione”. Lo ha affermato il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se fosse indispensabile un altro mese di esercizio provvisorio - in scadenza il prossimo 28 febbraio - per l’approvazione della manovra che oggi inizierà il suo iter in commissione Bilancio.

Non so se ci sarà un altro mese di esercizio provvisorio - ha aggiunto Ardizzone - certo, se ci vuole una riflessione attenta allo stato attuale non posso escludere nulla”. E non risparmia critiche al Governo Crocetta. “è chiaro che gli emendamenti devono essere sfoltiti, vediamo come si orienterà la seconda commissione - ha osservato - certo, il governo non ha aiutato in questo percorso, aveva annunciato una Finanziaria snella da approvare entro dicembre e poi ha presentato un maxiemendamento. Oggi si discute di emendamenti che mi sembrano un po’ forzati, su cui la presidenza dell’Ars farà il suo percorso”. Il Presidente dell’Ars, infatti, potrebbe dichiarare molti di questi emendamenti inammissibili.

Sul fronte politico si registra la presa di posizione dei Centristi per l’Europa nei confronti del Partito democratico
, per le prossime regionali. “Il partito democratico rimane un interlocutore privilegiato - afferma Adriano Frinchi esponente nazionale - abbiamo appoggiato Crocetta e Renzi, ora dal Pd ci attendiamo un chiarimento”. In Sicilia  fanno parte dei Centristi tutti i deputati Ars (ad eccezione del palermitano Totò Lentini rimasto nell’Udc): il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone e gli assessori alle Politiche sociali, Gianluca Micciché, e alle Infrastrutture, Giovanni Pistorio. “È legittimo - ha affermato Frinchi - che Crocetta riproponga la sua candidatura, ma va costruita un’alleanza e una proposta politica prima, poi si affronta il tema dei candidati, su cui comunque siamo già in ritardo”. I centristi per l’Europa terranno la prima assemblea regionale a Caltanissetta l’ultimo sabato di febbraio: “Sarà l’occasione per definire le posizioni in prospettiva delle elezioni. Aspettiamo di vedere come si evolve la situazione interna al Pd”. E proprio dell’assessore regionale al Lavoro, Gianluca Miccichè, si parla in questi giorni a causa della mozione di censura presentata da Forza Italia nei suoi confronti. In particolare, a qualche giorno dalle dichiarazioni del vice capogruppo di FI all’Ars, Vincenzo Figuccia, si allarga il fronte di chi vuole Micciché fuori dal Governo Crocetta. Favorevoli alla mozione sarebbero, dopo Forza Italia, il Movimento Cinquestelle e Sicilia futura, che fa parte della maggioranza. “Tutte le vertenze finite sul suo tavolo sono rimaste irrisolte”, aveva detto Figuccia, “per questa ragione ho presentato assieme ad altri colleghi una mozione di censura per sanzionare la sua inefficienza. Non sarà difficile far passare la mozione atteso che anche nella maggioranza di Crocetta non sono mancate le prese di distanza dall’assessore regionale al Lavoro”. Il politico è primo firmatario del documento sottoscritto anche dai deputati Sergio Tancredi (Cinquestelle), Nino Dina (Misto) e Marcello Greco (Sicilia futura).

La mozione spiega come Micciché durante il suo mandato, “nulla ha fatto per adottare i provvedimenti necessari a seguito dell’entrata in vigore delle leggi di riforma del mercato del lavoro trascinando la Sicilia all’ultimo posto nell’erogazione di misure di politiche attive del lavoro indispensabili per prevenire e contrastare il fenomeno della disoccupazione, anche giovanile”.

Figuccia parla di “scarso rendimento” che “non ha permesso il potenziamento dei Centri per l’Impiego e il riavvio al lavoro del personale qualificato degli sportelli multifunzionali, nonostante risultino appostate le risorse idonee nella programmazione comunitaria”. Inoltre, “per mancanza di iniziative efficaci, sono stati sospesi i soggetti impegnati in attività socialmente utili, con risorse a carico del Fondo nazionale per l’occupazione. Per non parlare della situazione inaccettabile in cui sono stati trascinati gli ex Pip, i precari degli Enti locali e gli Asu a rischio di fuoriuscita dai bacini di appartenenza e senza misure per la loro stabilizzazione”. “Grave” viene definita anche “la responsabilità dell’assessore Micciché nella mancata attivazione degli ammortizzatori in deroga per i lavoratori di grandi aziende in crisi e nell’assenza di politiche di inclusione socio-lavorativa a favore dei giovani e degli over 40 non ancora inseriti o estromessi dal mondo del lavoro”.
 
Critiche arrivano anche da Totò Cascio di Sicilia futura che aveva già anticipato la propria insoddisfazione sull’operato dell’assessore Miccichè. “Ho letto anche che Micciché attribuisce la responsabilità di tanti fallimenti ad altri assessori con uno scaricabarile patetico”.

Articolo pubblicato il 15 febbraio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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