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Igp, la Sicilia con 32 prodotti Food al 4° posto nella classifica nazionale
di Roberto Pelos

Qualivita-Ismea 2016: nell’ultimo anno una nuova registrazione per l’Isola, tre per la Toscana capofila. Il valore italiano della produzione ammonta a 13,8 mld (il 10% del fatturato alimentare)

Tags: Sicilia, Igp, Dop



ROMA – L’Italia detiene il primato sia come numero di prodotti Dop, Igp ed Stg (814 tra Food e Wine) che come nuove registrazioni (+13 nel 2016). È quanto emerge dal Rapporto “Qualivita-Ismea 2016” presentato recentemente. A livello regionale, l’Emilia-Romagna conta il maggior numero di certificazioni Food (45 Dop, Igp, Stg) mentre appannaggio della Toscana è il maggior incremento nel 2016 con tre nuove denominazioni registrate; seguono, con due prodotti, la Lombardia e l’Emilia Romagna, mentre Puglia, Sardegna e Sicilia, un prodotto.

Il valore totale della produzione ammonta a 13,8 mld di euro, pari al 10% del fatturato totale dell’industria alimentare italiana. In termini di export, il settore contribuisce per oltre il 21% all’ammontare complessivo delle esportazioni agroalimentari nazionali. A livello territoriale, per il comparto Food la Sicilia annovera 32 prodotti in una graduatoria che vede il testa l’Emilia Romagna con 45 prodotti Dop e Igp, seguita dal Veneto (38), Lombardia (36), mentre agli ultimi posti si piazzano, con 6 prodotti, Liguria e Val d’Aosta.

Per i prodotti Wine, la Sicilia ne conta 32, mentre in testa troviamo Piemonte e Toscana con 58 denominazioni, seguite da Veneto (52) e Lombardia (42). All’ultimo posto troviamo la Val d’Aosta con un solo prodotto Wine. A livello nazionale il settore Food registra nel 2016 un aumento del +4,7% in rapporto al totale di dicembre 2015 e alla fine dell’anno si contano un totale di 291 prodotti Food (36%) e 523 prodotti Wine (64%). Scendendo nel dettaglio dei prodotti Food, nella nostra terra, 17 sono i prodotti Dop, 13 sono i prodotto Igp, 2 gli Stg con la variazione di un prodotto tra il 2016 e il 2015, mentre per quanto riguarda i prodotti Wine, su un totale di 31 denominazioni, 24 sono Dop e 7 Igp.

Come sottolinea il direttore generale di Ismea, Raffaele Borriello, “al 2016 l’Italia è il Paese al mondo che vanta il maggior numero di certificazioni, con 814 prodotti iscritti nel registro Ue, di cui 291 prodotti alimentari e 523 vini, a cui si sono aggiunti i riconoscimenti di altre tre denominazioni a fine anno. Un sistema che garantisce qualità, sicurezza e trasparenza anche grazie all’azione dei 247 Consorzi di tutela riconosciuti dal Mipaff: 137 per i prodotti agroalimentari certificati e 110 per i vini Dop e Igp”.

“I settori del Bio e quello delle produzioni Dop, in Italia, - sottolinea Mauro Rosati, direttore generale della fondazione “Qualivita” - coinvolgono oggi nel solo comparto agroalimentare, più di 140 mila operatori e e oltre 50 mila organismi di controllo riconosciuti, per un mercato nazionale che vale al consumo circa 15 miliardi di euro. è auspicabile, perciò, che tale sistema si ponga – forte dei propri successi, delle proprie esperienze e della propria “maturità” – come attore di un processo di rinnovamento e di sviluppo della certificazione di qualità. “Innovare qualità” – prosegue – è la sfida che oggi richiede il mondo della certificazione: l’Italia è il Paese che può coglierla, le Dop Igp sono il settore che può fare da riferimento”. Guardiamo infine alla graduatoria riguardante l’impatto economico sistema Dop Igp  nelle province italiane (Food e Wine). Al primo posto si piazza Parma con 15 prodotti Dpe e Igo per un totale di 1.136,8 euro, seguita da Modena (24 prodotti e 657,1 euro), Reggio Emilia (16 prodotti e 560,9 euro), mentre all’ultimo posto si trova Asti con 37 prodotti e 114,9 euro; nessuna provincia siciliana, purtroppo, è presente in graduatoria.

Articolo pubblicato il 15 febbraio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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