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Uno su quattro "povero", welfare familiare come strategia anticrisi
di Michele Giuliano

Il rapporto Eurispes delinea il consumatore-tipo italiano: la metà delle famiglie non arriva a fine mese. Il 13,8% torna dai genitori, il 32% si fa aiutare da loro o dai nonni per accudire i figli

Tags: Economia, Povertà, Crisi, Eurispes



PALERMO - Le famiglie non se la passano bene. Quasi la metà non riesce ad arrivare alla fine del mese e chi ci arriva intacca direttamente i propri risparmi. Un quarto delle famiglie ha difficoltà a fronteggiare le spese mediche. Di fronte alla crisi economica, le strategie “anticrisi” adottate vedono il ricorso a quel welfare familiare che continua a reggere in qualche modo intere generazioni: più di uno su dieci torna a casa dai genitori, un terzo si fa aiutare economicamente, un quarto chiede l’aiuto della famiglia e dei nonni per accudire i figli e non dover pagare baby sitter o nidi privati. Una persona su quattro si sente povera. E nella gestione dei consumi, ormai si taglia su quelli considerati superflui come pasti fuori casa, estetista, parrucchiere, profumeria, ma anche sulle spese mediche e sulla baby sitter, sugli animali domestici e sull’uso dell’auto privata. Sarà pure “una ripresa debole ma stabile”, ma la condizione delle famiglie ne esce a pezzi: questa la fotografia scattata dal “Rapporto Italia 2017” dell’Eurispes.

Qual è la condizione economica delle famiglie rispetto allo scorso anno?
Il 14,1 per cento definisce molto peggiorata la situazione economica familiare nell’ultimo anno e il 27,3 per cento indica un lieve peggioramento. Per il 42,3 per cento, invece, la situazione è rimasta sostanzialmente invariata. Ad indicare un parziale (10 per cento) o netto (1,7) miglioramento è circa una persona su dieci.
 
Quelli che più colpiscono sono i dati sulla “tenuta” familiare: il 48,3 per cento delle famiglie non riesce ad arrivare alla fine del mese e il 44,9 per cento per arrivarvi sono costrette a utilizzare i propri risparmi. Solo una famiglia su quattro risparmia. Le rate del mutuo per la casa sono un problema nel 28,5 per cento dei casi, mentre per il 42,1 per cento di chi è in affitto lo è pagare il canone. Il 25,6 per cento delle famiglie ha inoltre difficoltà a far fronte alle spese mediche. E di fronte alle difficoltà di far quadrare i conti, le strategie anti-crisi indicate vedono tutte il ricorso al welfare familiare: il 13,8 per cento è tornato a casa dai genitori, il 32,6 si fa aiutare economicamente da loro, il 23 ricorre ai nonni nella cura dei figli per non essere costretto a pagare nidi privati e baby sitter.

Poveri si sentono eccome, gli italiani. Uno su quattro  afferma di sentirsi “abbastanza” (21,2 per cento) e “molto” (3) povero. A dirsi poveri è soprattutto il single (27,1) o monogenitore (26,8) che vive al Sud (33,6) ed è cassaintegrato (60) o in cerca di nuova occupazione (58,8). Perdita di lavoro e divorzio sono i fatti che più di altri segnano un deciso crollo economico: si sprofonda nella povertà, evidenzia l’Eurispes, a causa della perdita del lavoro (76,7 per cento), a seguito di una separazione o un divorzio (50,6), a causa di una malattia propria o di un familiare (39,4), della dipendenza dal gioco d’azzardo (38,7) o della perdita di un componente della famiglia (38).

Si taglia sui beni considerati superflui ma anche sulle spese mediche. Secondo il 51,5 per cento degli italiani la riduzione del proprio potere di acquisto è stata nulla o poco rilevante (erano il 46,8 per cento lo scorso anno), al contrario il 48,5 per cento ha visto erodere la propria capacità di spesa (nel 2016, il 53,1). Nel corso dell’anno si è comunque risparmiato su pasti fuori casa (70,9 per cento), estetista, parrucchiere, articoli di profumeria (66,2), viaggi e vacanze (68,6).

Articolo pubblicato il 16 febbraio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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