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Palermo - Elezioni, tre liste civiche a sostegno di Leoluca Orlando
di Gaspare Ingargiola

Il sindaco, candidato al quinto mandato a Palazzo delle Aquile, ha fatto il punto su elezioni e alleanze. Il progetto: un insieme di adesioni trasversali che scavalchino i paletti dei partiti

Tags: Palermo, Leoluca Orlando, Elezioni



PALERMO - Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, candidato a un quinto mandato a Palazzo delle Aquile, ha presentato, durante una conferenza stampa all’Hotel Wagner, le prime tre liste e i relativi simboli che lo sosterranno alle amministrative di giugno.
Al suo fianco il braccio destro Fabio Giambrone e il capogruppo in Consiglio comunale, Aurelio Scavone. Confermato il “Movimento 139”, le altre due liste si chiamano “Palermo 2022” e “Mosaico Palermo”. I candidati sono già oltre 120 e dato che “arrivano ancora richieste di candidatura”, come ha rivelato Giambrone, “è probabile che faremo una quarta lista”.

Sommando anche gli alleati politici del Professore, in totale le liste a suo favore saranno sette-otto. È ancora troppo presto per conoscere la loro composizione: “La nostra intenzione è di fare solo liste civiche - ha spiegato Giambrone riferendosi alla dibattuta questione dei simboli - e di distribuire la forza dei candidati in modo omogeneo: l’obiettivo è far superare a tutte abbondantemente il 5 per cento”. Si possono comunque fare i primi nomi.

Alla Sala Verdi del Wagner era presente gran parte degli orlandiani, vecchi (come Pierparolo La Commare, Francesco Bertolino, Tony Sala, Juan Diego Catalano, l’ex assessore all’Ambiente Cesare Lapiana e l’attuale Sergio Marino) e nuovi (come l’ex Udc Giulio Cusumano, da tempo passato tra i banchi del Mov 139 a Sala delle Lapidi). E ancora Marco Frasca Polara (presidente dell’Ottava Circoscrizione eletto nel 2012 con i voti di Italia dei Valori e dei Verdi), l’ex An Nino Lo Presti, Luigi Sanlorenzo (tornato tra gli orlandiani dopo una parentesi nel Pd), l’ex dem Ninni Terminelli, Paolo Caracausi dell’Idv, Santina Pellitteri (moglie dell’attore Lollo Franco) e Federico Nuzzo, dell’associazione giovanile Pyc e membro del comitato promotore della candidatura di Palermo a capitale dei Giovani 2017. Si tirano indietro lo  stesso Scavone e Massimo Pullara, tornato al suo lavoro di giornalista.

Com’è evidente, il progetto di Orlando - e, a specchio, quello di Ferrandelli - è baciato da adesioni trasversali che scavalcano i paletti dei partiti, in un tempo in cui i confini tra un polo politico e l’altro sono sempre più labili. “Qui ci sono storie diverse per un progetto comune che è Palermo - ha detto Scavone -, dagli ex Idv, e per loro è un ritorno a casa, alla sinistra. I partiti non ci interessano, ci interessano le persone”.

Sinistra Comune, socialisti, centristi, liberali, cattolici democratici: tra gli alleati del sindaco uscente manca ancora il Pd. In settimana ci sarà un incontro tra Giambrone e il segretario provinciale Carmelo Miceli ma la base dem è ancora in subbuglio e anche la corrente di Antonello Cracolici tira il freno. Certo la scissione della minoranza a livello nazionale indebolisce la posizione del Pd a livello locale, anche se qualcuno spinge ancora per le primarie.

“Seguo l’attuale dibattito interno al Pd con grande rispetto per la sua storia - ha affermato Orlando - ma siamo a Palermo e dobbiamo pensare a questa città. Gli altri partiti, dai socialisti ai liberali alla sinistra, hanno già fatto una scelta: chiedo sommessamente e sotto voce di sostenere la mia candidatura e di non scaricare le logiche e le dinamiche interne di partito sulla vicenda amministrativa di Palermo. Noi non abbiamo nessuna premura - ha aggiunto -, se qualcuno ha bisogno di tempo per maturare una scelta se lo prenda. Ripeto, ho rispetto enorme per le regole interne dei mondi vitali ma esigo rispetto enorme per il mio partito che è Palermo”.

Durante la sua convention al Politeama Fabrizio Ferrandelli ha lanciato un durissimo attacco sullo stato dei conti di piazza Pretoria ma Scavone ha difeso il lavoro dell’amministrazione ricordando che “cinque anni fa la Corte dei Conti ci diceva che il Comune era in dissesto finanziario e nel giro di due anni abbiamo risistemato i conti e l’Amministrazione ha tagliato dove si doveva”.

“Abbiamo trovato una situazione allo sfascio - ha incalzato Orlando - mentre oggi Palermo è apprezzata a livello internazionale. Anche le scelte che possono risultare sgradevoli come la Ztl hanno contribuito al cambiamento della città”. Poi l’affondo al rivale: “Quello che nel 2012 sembrava un’illusione ora si sta realizzando. Se si interrompe questo percorso piombiamo nuovamente nell’incubo iniziato nel 2001. E mi pare di capire che gli schieramenti di oggi siano quelli del 2001”.

Orlando se l’è presa anche con la stampa nazionale: “Non esiste un’esperienza amministrativa di una grande città che abbia fatto i passi avanti fatti da noi, eppure la stampa lottizzata non se ne accorge. Sui grandi temi Palermo viene rimossa: alcune testate fanno un numero perchè Gigi D’Alessio non è venuto a capodanno e non scrivono nulla se facciamo manifestazioni internazionali. Sarà perché non ho un partito. Per fortuna esiste una stampa internazionale che difende la verità”. Sabato saranno presentate le liste di altri due candidati: Ciro Lomonte dei “Siciliani Liberi” e Ugo Forello del M5S.

Articolo pubblicato il 23 febbraio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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