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Partecipate, rilevate irregolarità gestionali. Avviate 13 istruttorie
di Raffaella Pessina

Il procuratore generale: “Incidono pesantementi i costi delle consulenze e gli incarichi degli amministratori”. Critico anche il settore della sanità: preoccupante fenomeno di “infedeltà professionale”

Tags: Partecipate, Regione Siciliana, Riscossione Sicilia, Antonio Fiumefreddo



PALERMO - La Corte dei Conti non poteva non parlare del fenomeno delle società partecipate della Regione Sicilia. Il Procuratore generale della Corte, Giuseppe Aloisio, a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario ha dichiarato che si tratta di un fenomeno particolarmente grave. “Nel 2016 - ha detto Aloisio - la Procura contabile ha avviato 13 istruttorie sulle irregolarità gestionali riscontrate in società a partecipazione pubblica della Regione e degli Enti locali. è emerso che le risorse pubbliche risultano impiegate per il reclutamento di personale in violazione dei divieti di assunzione e di ogni obbligo di evidenza pubblica”. “Incidono pesantemente - ha aggiunto - i contenziosi instaurati dai terzi nei confronti delle società e i costi per consulenze e incarichi conferiti dagli amministratori di queste società. Un caso emblematico costituisce la Sicilia Immobiliare Spa dove le consulenze hanno superato fino a 12 volte l’importo delle retribuzioni dei dipendenti”.

Importante la parte dedicata alla partecipata Riscossione Sicilia, con il suo amministratore unico, Antonio Fiumefreddo, che ha denunciato una serie di mancati pagamenti che hanno portato praticamente al default la partecipata che ha accumulato un mancato introito di 52 miliardi di euro. “C’è un canale aperto con Riscossione Sicilia che spesso è destinataria di inviti a dedurre per mancata riscossione dovuta ad errori procedurali o per colpa grave o per errori nella raccolta dei tributi regionali. In questo anno ci sono state diverse condanne. Ad innescare il procedimento è l’Agenzia delle Entrate che chiede alla Corte dei conti di verificare se sia stata rispettata la procedura da parte della società partecipata della Regione”. Aloisio ha accennato anche alle criticità nel settore della sanità siciliana. 
 
“Abbiamo avviato 51 istruttorie da non imputare solo al personale medico ma anche alla gestione e all’organizzazione delle aziende sanitarie che dovrebbe fare riflettere. Il danno è di 12 milioni di euro - ha aggiunto - Stiamo indagando e a breve credo che ci saranno sviluppi. Poi abbiamo segnalato un alto grave fenomeno. Un livello notevole di infedeltà professionale di molti dirigenti medici che hanno dirottato pazienti in cliniche private o chirurghi che posizione di aspettativa hanno compiuto interventi chirurgici in un’altra azienda fatturando le prestazioni come libero professionista. Tutto ciò deve spingere le aziende sanitarie a denunciare per tutelare i dirigenti medici che lavorano in modo corretto”.

Articolo pubblicato il 25 febbraio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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