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Ferrovia Palermo-Catania, in arrivo 350 milioni di euro
di Rosario Battiato

Il ministero delle Infrastrutture risponde a interrogazione M5s: si tratta del secondo stanziamento per i lavori della prima fase. Il sottosegretario Vicari: “Fondi a valere su risorse Fsc 2014-2020. Delibera in corso di formalizzazione”

Tags: Ferrovie, Sicilia, Rfi, Infrastrutture, Azzurra Cancelleri, Simona Vicari



PALERMO – Il percorso del raddoppio ferroviario Palermo-Catania continua a sussultare tra accelerazioni e attesa. Nei mesi scorsi la deputata Azzurra Cancelleri, esponente stellata, aveva ipotizzato addirittura il rischio di un’altra incompiuta, denunciando l’incompletezza del progetto ferroviario in una interrogazione parlamentare.

Il ministero, che ha risposto giovedì tramite Simona Vicari, sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, ha annunciato l’arrivo di una seconda tranche da 350 milioni di euro, che Rete Ferroviaria prevede di destinare “nell’immediato” e in aggiunta agli 803 milioni già disponibili. Si tratta di fondi a valere sulle risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione programmazione 2014-2020 ripartite nella sedute del Cipe del primo dicembre 2016 e “la cui delibera è ancora in corso di formalizzazione”, ha precisato Vicari.

L’interrogazione, presentata lo scorso dicembre da Azzurra Cancelleri, denunciava, in premessa, che “il raddoppio ferroviario della tratta Catania-Palermo rischia di diventare l’ennesima opera incompiuta della Sicilia”. In particolare si faceva riferimento alla “notizia, che l’amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana ha formalizzato alla Regione, di limitare i lavori di riammodernamento ad un solo binario nella tratta Catenanuova-Enna-Fiumetorto equivale a dire che tutto rimarrà come prima: il raddoppio, infatti, si fermerà a Raddusa, in provincia di Enna”.

Simona Vicari ha risposto alle richiesta della parlamentare stellata nel corso dei lavori della nona commissione alla Camera (Trasporti, poste e telecomunicazioni), precisando, oltre al nuovo investimento, che “la realizzazione dei lavori della prima fase, il cui completamento è previsto entro il 2024, permetterà, ha aggiunto, di percorrere la tratta in circa due ore”.

Nella risposta, che riprendiamo dal testo pubblicato sul sito della Commissione, si precisa, infatti, la presenza di due fasi: “la prima – riportiamo – prevede la realizzazione di un’infrastruttura velocizzata ed interoperabile sull’intera relazione, con due binari sulle tratte di adduzione ai poli urbani e sulle tratte Fiumetorto-Lercara e Catenanuova-Bicocca, e con velocizzazione e potenziamento della tratta intermedia Lercara-Catenanuova, in cui sono previste parziali varianti di tracciato; in particolare, è prevista la realizzazione di una nuova stazione a servizio dell’area urbana di Enna, su tratta in variante; la seconda prevede il completamento del secondo binario anche sulla tratta intermedia Lercara-Catenanuova”.

L’opera vale 3,4 miliardi di euro, almeno per i lavori della prima fase, dal momento che la cifra complessiva del nuovo collegamento Palermo-Catania, che è stato inserito nell’aggiornamento 2016 del Contratto di programma 2012-2016, arriva a 6 miliardi di euro, di cui “803 disponibili per la realizzazione degli interventi della tratta Bicocca-Catenanuova-Raddusa e per la progettazione preliminare della tratta Fiumetorto-Raddusa”. Lo stato dell’arte del progetto è stato sottolineato dal sottosegretario: “attualmente si è in attesa della formale condivisione dello scenario di prima fase da parte degli enti istituzionali coinvolti”. L’esecuzione progressiva dei lavori produrrà benefici commerciali già a partire dal 2020.

Il sottosegretario Vicari ha inoltre fatto il punto della situazione anche sulle due tratte al centro del dibattito: “allo stato attuale per la tratta Bicocca-Catenanuova si è chiusa la Conferenza dei Servizi e, a breve, verranno avviate le attività negoziali mentre per la tratta Catenanuova-Raddusa è stato completato il progetto definitivo”.

Articolo pubblicato il 25 febbraio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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