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Partite Iva e imprese: le novità per il 2017
di Giuseppe Di Martino

Legge di Bilancio 2017: slittano alcune scadenze per evitare l’accavallamento con il tax day del 16/6. Separazione tasse su redditi da Iva e nuovo regime di cassa per contabilità semplificata

Tags: Imprese, Economia, Fisco



CATANIA - Nei giorni scorsi sono stati resi noti dal ministero dell’Economia e delle Finanze i dati sulle aperture delle Partite Iva riguardanti il mese di dicembre 2016.

In tutto le nuove aperture per il mese analizzato sono state 25mila, di cui circa il 56 per cento sono state aperte da persone fisiche, il 34 per cento da società di capitali e l’8 per cento circa da società di persone.

In prevalenza - focalizzando l’attenzione a livello territoriale - sono state avviate circa il 44,1 per cento di Partite Iva al Nord, il 32,6 per cento nel Sud e nelle Isole e il 23,1 per cento al Centro. Per quanto riguarda il settore produttivo, il commercio fa registrare il maggior numero di avviamenti, seguito dall’agricoltura e dal settore degli alloggi e della ristorazione.

E dal 1° gennaio del 2017 sono molte le novità fiscali per i soggetti titolari di Partite Iva: novità derivanti dalla Legge di Bilancio 2017, dal decreto fiscale collegato e da alcune norme sulla semplificazione.

Tra le principali, è da segnalare lo slittamento di alcune scadenze per evitare l’accavallamento con il tax day del 16 giugno: tale scadenza rimane valida per gli acconti delle tasse sugli immobili (Imu e Tasi), mentre slitta il termine per il pagamento dell’Irpef, che dovrà comunque essere saldata al 30 giugno.

Altre importanti novità riguardano la separazione delle tasse sui redditi dall’Iva e l’introduzione di un nuovo regime di cassa - non più di competenza - per chi opera in contabilità semplificata. In sostanza, cambia il principio di tassazione e di determinazione del reddito, rimanendo invariato il limite utile per accedere al regime di contabilità semplificata, e il reddito prodotto si calcola esclusivamente con riferimento a quanto effettivamente incassato (e non fatturato) dai contribuenti di minore dimensione.

Contestualmente, diminuisce al 25 per cento l’aliquota Inps (era il 27,72 per cento) per i lavoratori autonomi professionisti senza cassa iscritti alla gestione separata, ed è stata introdotta l’Iri, la nuova imposta sul reddito dell’imprenditore.

Per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi, a partire da gennaio del 2017 non c’è più un modello Unico per le imposte dirette e l’Iva, è stata infatti eliminata la denominazione Unico, e con lo scorporamento dei vari modelli questi si chiamano Redditi, con l’aggiunta della sigla in base alle tipologie cui si riferiscono (Es: PF - Persone Fisiche, SC - Società di Capitali e così via).
Rimangono invece confermate le denominazioni dei modelli Iva, 730, 770 e Irap (quest’ultima imposta è stata abolita per gli studi professionali, i liberi professionisti e gli imprenditori senza dipendenti o con un solo dipendente, seguendo così la prevalente impostazione della giurisprudenza in materia).

Tra gli altri incentivi per la semplificazione, sono da segnalare l’introduzione delle comunicazioni Iva trimestrali (cd. mini dichiarazioni Iva, che vanno inviate entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre), e le novità riguardanti gli Studi di Settore, che dal periodo di imposta 2017 diventano indicatori sintetici di affidabilità, con l’eliminazione delle disposizioni per l’utilizzo di questi ai fini dell’accertamento fiscale.

Infine, per quanto riguarda la tanto discussa soppressione di Equitalia, le funzioni di riscossione, a partire dal luglio del 2017, passeranno alla competenza diretta dell’Agenzia delle Entrate.

Articolo pubblicato il 28 febbraio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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