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Quotidiano di Sicilia

Il caso vitalizi, pronta la querela contro Giletti
di Raffaella Pessina

Intanto, l’approvazione della manovra economica è ancora lontana. Marco Falcone, capogruppo Forza Italia all’Ars: “Ci dissociamo”

Tags: Massimo Giletti, Rosario Crocetta, Vitalizio, Giovanni Ardizzone, Ars, Marco Falcone



PALERMO - Ha avuto una coda in Parlamento, ieri pomeriggio in Aula, la polemica sollevata dall’intervento del presidente della Regione, Rosario Crocetta, alla trasmissione L’Arena di Raiuno di domenica scorsa. Il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, è deciso a non lasciar correre le dichiarazioni rilasciate sul contributo di solidarietà che i deputati siciliani non avrebbero versato, affermazioni che sono state confutate dallo stesso Ardizzone.

Alcuni titolari di pensioni a suo tempo, come riferito dal presidente Ars in Aula, avevano fatto ricorso alla Corte Costituzionale per evitare il prelievo una tantum del contributo di solidarietà. La stessa Corte, con sentenza 173 del 2016, aveva ricusato il ricorso e aveva stabilito rigorosi parametri sulla base dei quali considerare legittime misure di tale natura. Ardizzone ha aggiunto che non gli risulta che il Parlamento nazionale abbia deliberato ulteriori proroghe. “Quando lo farà ci adegueremo così come è giusto fare e così come abbiamo sempre fatto”. Il presidente ha anche detto di avere ricevuto richiesta da diversi deputati di aprire un dibattito sulle trasmissioni che si sono tenute a Rai Uno, alla presenza del Presidente della Regione. Il Consiglio di presidenza - ha aggiunto - ha deliberato di dare incarico all’avvocato Enrico Sanseverino del foro di Palermo, per valutare se vi siano profili di lesione di diritti dell’Assemblea regionale e di agire sia in sede civile che penale contro la Rai e contro il conduttore Massimo Giletti. Il Consiglio ha anche approvato la richiesta di aprire il dibattito la cui data verrà stabilita dalla conferenza dei capigruppo.

Ieri pomeriggio è stato portato in Aula anche il Ddl sull’esercizio provvisorio. Il presidente della commissione Bilancio, Vincenzo Vinciullo, in Aula ha tenuto a sottolineare di non aver presentato alcun emendamento. La commissione aveva dato l’ok al documento in mattinata.

Il Ddl prevede la proroga dell’esercizio provvisorio fino al 31 marzo e anche la norma che autorizza per il 2017 la spesa di 36 milioni di euro destinati all'assistenza ai disabili gravissimi, circa 3.600 in Sicilia. Via libera anche al blocco della nomina dei direttori generali nelle aziende sanitarie chiesto con un emendamento dal deputato Santi Formica e approvato a maggioranza dalla commissione. Non sarà comunque facile approvare i documenti finanziari nel prossimo mese di marzo, a causa delle “faide” interne non solo alla maggioranza, ma anche agli stessi partiti che la dovrebbero comporre. Faide che hanno impedito di trovare quella “sintesi” auspicata dal governo e invocata in Aula dall'assessore all’economia, Alessandro Baccei, che ha chiesto un accordo sul testo light che poi non c'è stato. Uno su tutti il commento dei deputati all’Ars di Sicilia Democratica (Giambattista Coltraro, Pippo Currenti e Salvo Giuffrida).
 
“Riteniamo che l’esercizio provvisorio - hanno detto in una nota - non rappresenti né un destino ineluttabile per la Sicilia né la soluzione ai problemi politici, anzi, si sarebbe potuto e dovuto redigere ed approvare quantomeno un bilancio “tecnico” per la parte corrente, con riserva di effettuare le variazioni, entro i termini previsti dalla normativa, addirittura, considerando quelli previsti per la salvaguardia degli equilibri di bilancio, arrivare sino al 31 luglio”.

“Inoltre - proseguono - apporre in spesa un fondo provvisorio, in attesa delle scelte dell’amministrazione, avrebbe garantito il rispetto degli equilibri di bilancio. Serviva solo la volontà del governo di trovarne soddisfacenti e di garanzia. È opportuno dunque, soppesare bene benefici e rischi del perdurare dell’esercizio provvisorio, valutando le alternative più efficaci al fine di non creare ulteriori danni economico-strutturali alla nostra Regione. Sappiamo bene - proseguono - che tale condizione comporta vincoli e limiti, primo fra tutti l’impossibilità di effettuare investimenti, se non nei casi di lavori pubblici di somma urgenza, ciò rappresenta un freno pericoloso e inopportuno per una Regione che soffre  la crisi economica in modo acuto”.

E aggiungono una stoccata a coloro che mirano ad utilizzare la programmazione regionale come strumento per fare campagna elettorale. “Finanziaria e Bilancio non possono essere argomento di campagna elettorale, sono gli strumenti di programmazione su cui si basa l’intera attività della Regione Siciliana, privare i cittadini di tali strumenti vuol dire non garantire nulla agli stessi. Pertanto invitiamo il governo a lavorare su quanto su esposto con impegno, rimandando le comparse televisive a quando si sono ottemperati i doveri fondamentali a cui lo stesso è preposto”.

Articolo pubblicato il 01 marzo 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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