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Guide turistiche, nuovo stop e in Sicilia è tutto da rifare
di Michele Giuliano

Il Tar Lazio ha impugnato i decreti del Ministero che miravano a salvaguardare le guide già abilitate. La Regione dovrà rivedere le recenti delibere varate sulla base dei decreti ministeriali

Tags: Guida Turistica, Turismo, Sicilia, Lavoro



PALERMO - Mesi di decreti, bandi, decisioni per mettere finalmente ordine in un settore, quello delle guide turistiche, che ormai da anni vive nell’abusivismo e nel caos dovuto al vuoto legislativo, in Sicilia bisogna ricominciare da capo.
Dei giorni scorsi la pubblicazione della sentenza del Tar del Lazio, che ha accolto il ricorso con cui alcune guide si opponevano al decreto del Ministro dei beni, delle attività culturali e del turismo dell’11 dicembre 2015, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 26 febbraio 2016.

Tale decreto andava ad individuare i requisiti necessari per l’abilitazione allo svolgimento della professione di guida turistica e introduceva dei limiti relativi all’ambito di appartenenza nel procedimento di rilascio dell’abilitazione, da conseguire a seguito dei nuovi esami. I decreti ministeriali, quindi, che salvaguardavano le guide già abilitate e il riconoscimento della specificità della formazione delle guide, legata almeno ai siti speciali, sono stati completamente vanificati dal Tar del Lazio che, nei giorni scorsi, ha già sospeso in via cautelare l'applicazione dell'art. 8 del decreto ministeriale, a seguito di altri ricorsi precedentemente presentati.
“L’Italia – scrive Federagit Confesercenti, che si era mossa contro i ricorsi presentati - è un Paese particolare per la presenza di beni artistici e culturali che forse non ha eguali in Europa e si è dovuta adeguare ad una norma Europea creando anche una lista di siti particolari italiani che non potrebbero essere illustrati da una guida seppur preparata di Stoccarda o Parigi.

A seguito di tale decisione tutte le guide abilitate possono esercitare in ogni luogo d’Italia e d’Europa. La sentenza ha dirette ripercussioni sul territorio siciliano, per cui il Governo Regionale aveva da poco completato la “messa a nuovo” del settore, indicendo nuovi bandi per l’abilitazione alla professione di guida turistica, la nomina delle commissioni di valutazione e il calendario dei colloqui. Una decisione necessaria, dopo parecchi anni di attesa per la messa in ordine di un campo per il nostro territorio strategico, ma nel quale l’abusivismo l’ha fatta da padrone per anni.

“La situazione normativa della nostra professione è radicalmente cambiata in questi ultimi giorni. Con la sentenza del 24 febbraio, infatti, il Tar del Lazio ha annullato il Decreto Mibact sui “requisiti di abilitazione specifica siti”, ripristinando la piena validità della Legge 97/2013 e restituendo immediata applicabilità all’istituzione della “guida nazionale”, professionista abilitato ad operare senza limitazioni territoriali”: commenta Paola Migliosi, presidente di Confguide-Confcommercio. “Contestualmente alla decadenza del DM 565 dell’11.12.2015, decadono le conseguenti delibere approvate dalle varie Regioni. Non si potranno, pertanto, bandire o svolgere esami né per estensioni di abilitazioni da provinciali a regionali, né per abilitazioni specifiche, almeno finché il Ministero non rivedrà da capo la normativa (comma 3 dell’art. 3 della legge 97/2013).”

Un nuovo stop, quindi, che penalizza tutti, sia chi è già dentro e non vede il proprio lavoro tutelato, sia chi è fuori e vorrebbe, nella legalità, svolgere il lavoro per il quale si è preparato. “Confguide non è per la “deregulation” – aggiunge Migliosi - ma per poche regole, certe, aggiornate e serie, rivendicando il nostro atteggiamento responsabile, corretto e lungimirante chiediamo un incontro urgente al Governo per riprendere il dialogo e ridisegnare completamente la normativa sulle guide turistiche e rivedere radicalmente l’impostazione del decreto siti”.

Articolo pubblicato il 08 marzo 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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