Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia è su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Gigino, che sindaco sei? Libertà di manifestare
di Carlo Alberto Tregua

Gestione della Cosa pubblica

Tags: Luigi De Magistris



L’azione di Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, chiamato confidenzialmente Gigino, di benedire i centri sociali per la loro azione contro un esponente politico, non importa di che partito, è quanto meno demagogica.
Forse è anche illegale ed eticamente scorretta perché egli si è unito a tutti coloro che hanno violato palesemente alcuni articoli della Costituzione. In particolare l’art. 21: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. E l’art. 49: Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.
Bene ha fatto il ministro dell’Interno, Marco Minniti, a ordinare attraverso il prefetto di Napoli, Carmela Pagano, la tutela della manifestazione svoltasi nella Mostra d’Oltremare, in osservanza della legge.
È incomprensibile come un ex magistrato che si presuppone conosca bene le leggi, abbia operato contro le stesse leggi e contro la Costituzione.

Al di là delle sue indebite ingerenze in una questione di ordine pubblico, egli avrebbe dovuto invece sostenere che nessun facinoroso possa incendiare cassonetti, lanciare fumogeni, rompere vetrine di onesti commercianti, fracassare auto di cittadini e così via. Mantenere la legalità è compito preciso di ogni primo cittadino e non certamente fiancheggiare coloro che infrangono la legalità.
Gigino ha tentato di fare marcia indietro di fronte alla sollevazione di tutto il mondo politico, da destra a sinistra, ma l’enorme gaffe ormai era stata fatta e nessuno fra i propri concittadini gli può perdonare questo errore demagogico.
Ma poi, guardando l’altra faccia della medaglia, De Magistris non si è reso conto che il suo comportamento ha favorito fortemente Matteo Salvini, che sta cercando di raccattare voti al Sud sperando di pescare fra gli scontenti anti-partito e anti-sistema, che aumentano sempre di più.
È vero che c’è un vento mondiale che soffia contro l’establishment, ma è anche vero che questo vento è stato alimentato dall’insufficienza e dall’incapacità dello stesso establishment perché non ha agito con equità e giustizia nell’amministrare i cittadini.
 
Donald Trump in Usa, i britannici che votano contro l’Europa, l’aumento del consenso per Marine Le Pen, il quasi successo a Presidente della Repubblica austriaca dello xenofobo Norbert Hofer, la crescita tumultuosa del Movimento 5 Stelle in Italia: tutti fatti che indicano la direzione, cioè che la gente non ne può più dei privilegi e dei campioni dei privilegi, cioè di tutti coloro che occupano vertici istituzionali e burocratici e agiscono per i propri interessi privati e non per l’interesse generale.
Ora c’è la gara a chi è più demagogico, più populista: tutti si affannano a parlare alla pancia dei cittadini per averne un consenso elettorale non ragionato ma istintivo, basato sulla sofferenza e sulla iniquità.
Tutti costoro non sanno cosa sia lo Stato, cosa siano le Istituzioni e non conoscono il senso di responsabilità che dovrebbero avere nel gestire la Cosa pubblica.
Questo effetto ha causa nella sempre maggiore ignoranza che si diffonde a macchia d’olio e nella pari diminuzione della cultura, che dovrebbe far capire quello che è accaduto negli ultimi 4.000 anni di evoluzione della specie umana. 

Che in una Comunità vi siano estremisti, antagonisti, Black Block, falsi ambientalisti che dicono No a tutto, è pacifico: è giusto che vi siano, anzi è salutare come sono normali le malattie che aggrediscono il corpo umano. Proprio per questa ragione esso è dotato di quell’esercito di sentinelle che si trovano nel sistema immunitario.
Ma il corpo politico del nostro Paese ha un sistema immunitario debole, vi è inesistenza di sentinelle, con la conseguenza che esso è continuamente aggredito da virus, germi e batteri che trovano facilità nel progredire, non essendo abbattuti, appunto, dalle sentinelle. Ma se ci si mette anche un sindaco a non fare la sentinella, si spiega il marasma che ha colpito il nostro Paese.
Di fronte a questo, occorre che i cittadini, soprattutto quelli dotati d’intelligenza, conoscenza e capacità, si comincino a occupare della Cosa pubblica perché si torni ad uno Stato equilibrato in cui si bilancino diritti e doveri. Ma sono questi ultimi che in primo luogo vanno osservati.

Articolo pubblicato il 14 marzo 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus