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Mercato digitale: l'Italia cresce, la Sicilia no
di Rosario Battiato

Dati Assinform: nel 2016 crescita dell’1,8% a livello nazionale, ma l’Isola resta indietro rispetto a Nord e Centro. Nella nostra regione e in Calabria si registra il minor tasso di diffusione della banda larga

Tags: Innovazione, Telecomunicazione, Informatica



PALERMO – Numeri positivi per il comparto Ict italiano, anche se resta da colmare il divario con l’Ue. Nel 2016 la crescita è stata di 1,8% e per quest’anno è prevista una conferma della tendenza con un +2,3%. Nel suo complesso il mercato digitale (informatica, telecomunicazioni e contenuti) ha raggiunto i 66 miliardi di euro, proseguendo nel solco della tendenza positiva cominciata nel 2015, dopo il trend in discesa che si era verificato fino all’anno prima. Le ultime rilevazioni sono arrivate da Assinform, l’Associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende del settore, condotte in collaborazione con NetConsulting Cube.

A fornire una panoramica del mercato nazionale ci ha pensato Agostino Santoni, presidente di Assinform, che ha spiegato come “i progressi rilevati avvengono in uno scenario economico ancora incerto, ma che vede la ripresa degli investimenti in beni strumentali associata a un profondo cambiamento della domanda Ict, a vantaggio delle componenti più legate all’innovazione diffusa”. A crescere maggiormente sono le componenti più innovative che vanno “dal Cloud all’IoT, dai servizi mobili alle applicazioni che integrano le filiere”. In positivo, infatti, sono soprattutto “contenuti e pubblicità digitale (+7,2%), servizi ICT (+2,5%, spinti dal Cloud) e ancora di più il software e le soluzioni (+4,8%, grazie anche all’IoT)”.

Altri numeri interessanti testimoniano l’interesse delle imprese a investire nel digitale. A livello nazionale, la “percentuale degli occupati nelle professioni Ict (presso le aziende ICt e le aziende utilizzatrici di tutti i settori) sul totale degli occupati è rimasta costante - si legge nella nota di Assinform -, attorno al 3,2%, ma è cresciuta di 6 punti percentuali nel segmento delle funzioni direttive e tecniche a più alta qualificazione, sfiorando il 30% già nel 2015. Le startup innovative a fine 2016 sono risultate 6.745, in crescita del 31% (+112% sul 2014)”.

Un po’ meno coinvolta la Sicilia. Secondo gli ultimi dati Istat, soltanto il 12,4% delle imprese isolane con almeno 10 addetti sceglie di svolgere le funzioni Ict con addetti interni mentre il 61,9% ricorre a personale esterno. Sul fronte delle startup innovative, secondo la “Relazione annuale al Parlamento sullo stato di attuazione e sull’impatto della policy a sostegno delle startup e delle Pmi innovative” del ministero dello Sviluppo economico, la Sicilia, seppur con una tendenza in crescita, deve accontentarsi di ospitarne il 4,6% del totale nazionale sul proprio suolo.

Altri segnali in crescita arrivano anche dalla banda larga fissa (15,4 milioni di utenti a settembre 2016, +4,0%). Tuttavia gli ultimi dati regionali disponibili hanno registrato valori diversificati.

Le statistiche degli scostamenti regionali dalla media italiana delle famiglie che dispongono di un accesso a banda larga hanno visto in Sicilia valori negativi pari al -7,1 per il 2015 e -8,5 per il 2016  (valori per 100 famiglie con le stesse caratteristiche). L’Istat ha fatto riferimento a “differenze tra le regioni” con “vantaggio del Centro e del Nord Italia”, precisando che “le regioni con il minor tasso di diffusione della banda larga tra le famiglie sono Calabria e Sicilia”.

Andando più in dettaglio con i dati diffusi da Assinform, scopriamo che il mercato dei dispositivi ha dato segno di tenuta, grazie alle “componenti infrastrutturali e agli smartphone (16,7 milioni di unità, + 8%)”, mentre la “componente Pc è calata in unità del 4,4%”, restando comunque relativamente stabile in valore per effetto dell’acquisto di modelli sempre più potenti. In calo i tablet (-7,1% a 2.463.000 pezzi).

Crescita anche per il comparto software e soluzioni Ict con 6.258,8 milioni di euro (+4,8%). Progressione sostanziosa per il software applicativo (4.498,3 milioni di euro, +6,5%) e frenata per il software di sistema (-0,3% a 545,5 milioni di euro). Bene anche i servizi Ict con segno positivo del 2,5%.

Articolo pubblicato il 15 marzo 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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