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Miele siciliano, la Regione siciliana ci scommette
di Michele Giuliano

Con il decreto del 9 marzo scorso, via libera al finanziamento da oltre mezzo milione di euro per 217 aziende entrate in graduatoria. La realizzazione dei progetti, che mirano anche a migliorare la produzione, dovrà avvenire entro il 31 maggio

Tags: Apicoltura, Miele, Sicilia, Regione Siciliana



PALERMO - Finanziamenti per gli apicoltori che vogliono sviluppare la propria produzione, migliorandola sia in termini quantitativi che qualitativi. Un aiuto, per il settore del miele siciliano, per renderlo ancora più buono ed economicamente vantaggioso, per un comparto di nicchia che mostra grandi potenzialità e possibilità di sviluppo. È stato pubblicato il decreto numero 528 del 9 marzo scorso e le relative graduatorie, che riguarda le “azioni dirette a migliorare la produzione e la commercializzazione del miele” per l’anno 2016/2017.

Sono stati ammessi ben 217 progetti
, per un totale di 591 mila euro, mentre soltanto 7 non hanno potuto ottenere il finanziamento. Hanno avuto accesso ai contributi “i singoli apicoltori o imprese che siano in regola con gli obblighi di identificazione e registrazione degli apiari e degli alveari, le organizzazioni, associazioni, unioni di produttori, consorzi del settore apistico, enti e centri di ricerca siano essi pubblici o privati” che abbiano, comunque, sede legale sul territorio siciliano.

I progetti possono prevedere lo svolgimento di corsi di aggiornamento, che tratteranno le tematiche dell’allevamento di api, della produzione, della commercializzazione e della qualità dei prodotti dell’alveare. Tali corsi sono rivolti alle associazioni, enti e centri di ricerca, siano essi pubblici o privati, la cui dotazione complessiva di alveari posseduta dai soci sia non inferiore a 5 mila unità.
Saranno finanziati anche seminari tematici organizzati per trattare argomenti di particolare interesse e attualità, utili per la divulgazione dei risultati di ricerca ottenuti negli ultimo due anni e per la trattazione delle principali problematiche relative al settore apistico.
 
Sempre nel campo della comunicazione, è possibile utilizzare i fondi per la realizzazione di siti web per i beneficiari che non ne dispongono, l’aggiornamento e gestione del sito web istituzionale, l’editing e divulgazione di pubblicazioni, testi informativi e divulgativi in formato multimediale. Sarà possibile, ancora, essere supportati da tecnici con esperienza comprovata nel settore apistico, sia in azienda che a sportello. Questi terranno incontri periodici con apicoltori, dimostrazioni pratiche ed interventi in apiario per l'applicazione dei mezzi di lotta, con distribuzione dei farmaci veterinari appropriati a scopo dimostrativo, per rendere gli operatori il più possibile autonomi nella gestione delle malattie più comuni che possono attaccare gli alveari.

I beneficiari potranno decidere, ancora, di acquistare arnie con fondo a rete, o spendere i farmaci veterinari per la sterilizzazione delle attrezzature apistiche. Per coloro i quali praticano il nomadismo, sarà possibile acquistare macchine, attrezzature e materiali vari specifici, in particolare le gru per la movimentazione delle arnie. In ultimo, i fondi possono essere utilizzati per acquistare sciami e api regine.

Le azioni dovranno essere realizzate ed ultimate, compresi i relativi pagamenti, entro il 31 maggio prossimo, prorogati al 30 giugno sempre di quest’anno per alcune delle azioni. Per quanto riguarda i corsi di formazione, i seminari e gli incontri per apicoltori, le associazioni dovranno comunicare almeno 10 giorni prima del loro inizio, il calendario definitivo al Servizio 2° del Dipartimento regionale per l’Agricoltura, la sede di svolgimento, la data e gli orari previsti. Ciò al fine di consentire gli eventuali controlli.

Articolo pubblicato il 23 marzo 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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