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La burocrazia tra l'agricoltura e i giovani
di Chiara Borz├Č

Tempi lunghi per la pubblicazione dei bandi del Psr, prima, e l’erogazione del denaro, poi, non aiutano i nuovi imprenditori. Durante un recente convegno della Cia di Catania è emerso che esistono circa 300 pratiche in sofferenza avanzate da imprenditori under 35 risalenti al Psr 2017-13

Tags: Agricoltura, Sicilia, Psr 2014-2020, Antonello Cracolici



CATANIA - Accedere alle misure del Psr per veder finanziato il proprio progetto imprenditoriale è il sogno di ogni agricoltore siciliano. Un sogno, appunto, perché a causa dei tempi lunghi che caratterizzano la pubblicazione dei bandi e l’erogazione del denaro poi, il rapporto tra Piano di sviluppo rurale e giovani imprenditori agricoli siciliani è sempre meno intenso.

L’incomprensione, però, è in un certo senso reciproca. Durante un recente appuntamento dedicato proprio a Psr e giovani agricoltori, organizzato a Catania dalla Cia, è emersa l’esistenza di circa 300 pratiche in sofferenza avanzate da altrettante imprese agricole under 35, risalenti al Psr 2007/2013, che si sono trascinate da proroga in proroga perchè non sono mai stati chiusi i piani d’investimento presentati. Alla base dei ritardi stanno sia le difficoltà finanziarie delle imprese agricole siciliane gestite da under, ma anche il fatto di non aver mai dimostrato l’effettiva spesa fatta per la propria azienda.

Sulla questione serve sciogliere diversi nodi, unificare la babele di voci che attribuiscono tutte le colpe alla politica, mentre la politica le attribuisce alle imprese. Serve sicuramente snellire la burocrazia perché il rischio è quello di andare ad intaccare la nuova fiducia che gli under 35 siciliani hanno riposto nuovamente nelle attività del primo settore. Secondo i dati Svimez, infatti, oltre il 30 per cento delle nuove iscrizioni al registro delle imprese agricole proviene da giovani siciliani. Un numero sopra la media nazionale, ferma al 20 per cento.

“Noi ce la stiamo mettendo tutta – ha sottolineato l’assessore regionale Antonello Cracolici durante l’incontro catanese organizzato dalla Cia – il nuovo pacchetto giovani uscirà ad aprile, la misura 4.1 è già stata pubblicata e la finanzieremo per ulteriori 160 milioni di euro. Pubblicheremo il bando sull’agriturismo, dedicando circa 30 milioni alle misure specifiche sui giovani”.

Il plus che la pubblicazione del misura 4.1 porterà all’imprenditoria agricola giovane consiste nella possibilità di ottenere finanziamenti al 70 per cento di fondo perduto per i giovani agricoltori, già insediati, fino ai 40 anni di età. Ed inoltre, rispetto la questione burocratica, l’assessore ha spiegato nei mesi scorsi l’introduzione di criteri di semplificazione delle procedure. Nello specifico, la documentazione relativa alla cantierabilità e alle autorizzazioni dovrà essere presentata solo dalle aziende che saranno ammesse a finanziamento, snellendo e risparmiando sui costi sostenuti per l’analisi d’istanze che non possono essere finanziate. 

L’incontro catanese organizzato dalla Cia è stato estremamente partecipato dagli addetti ai lavori, tra cui è spiccata la presenza della sezione “green” della confederazione etnea, rappresentata dal presidente provinciale Nicolò Lo Piccolo.

“L’agricoltura non è solo coltivare la terra ma costruire un territorio nel suo complesso – ha specificato Lo Piccolo nelle dichiarazioni diffuse a margine della conferenza – Noi giovani vogliamo innovare la tradizione, riprendendo i valori di una volta, ma creare nuovi prodotti e avvicinarci sempre di più al consumatore finale”.

“In agricoltura i giovani vogliono essere protagonisti e cambiare il volto di un settore che ha bisogno di un ricambio generazionale – ha rincarato Giuseppe Di Silvestro, presidente Cia Sicilia Orientale – Loro sono portatori sani di innovazione, idee ed entusiasmo. La politica ha il dovere di sostenere un settore che più di altri consente di creare reddito, sviluppo economico e sociale. Ci vogliono degli interventi giusti. Le opportunità da cogliere con il Psr e il bando che riguarda i giovani imprenditori sono solo esempi”.

Articolo pubblicato il 28 marzo 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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