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Sensibilizzazione sull'artrite psoriasica. In Italia 250 mila persone interessate
di Redazione

Una patologia estremamente complessa, in particolare a causa dell’imprevedibilità delle sue manifestazioni cliniche

Tags: Artrite Psoriasica



in collaborazione con ITALPRESS
 
La luce cambia la prospettiva di ciò che vediamo, così come fare luce sul futuro dei pazienti significa cambiarne le prospettive di salute e di qualità di vita, andando a “illuminare” anche gli aspetti finora meno indagati della patologia e dell’impatto che quest’ultima può avere sulla loro quotidianità e su quella dei loro cari. È con tale intento che Celgene ha presentato a Roma, presso l’Ara Pacis, l’iniziativa di sensibilizzazione “Light on psoriatic arthritis”, durante una conferenza stampa alla presenza e con il patrocinio di Associazione per la difesa degli psoriasici (Adipso), Associazione nazionale malati reumatici onlus (Anmar), Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare (Apmar) e Accademia dei pazienti onlus (Eupati Italia).

Celgene è una azienda biofarmaceutica, leader nelle cure ematologiche e oncologiche, che si presenta anche nell’area terapeutica Immunologica (Inflammation&Immunology) con un complesso programma di studi clinici finalizzati a offrire soluzioni terapeutiche sempre più mirate a rispondere ai bisogni insoddisfatti dei pazienti con patologie reumatiche, con particolare attenzione ai pazienti con artrite psoriasica. "In questa area terapeutica – ha commentato Gianni de Crescenzo, Amministratore Delegato, Celgene Italia - i bisogni insoddisfatti dei pazienti sono ancora molti. Queste sono malattie croniche, evolutive, che per tale motivo necessitano di trattamenti prolungati. Un’azienda come Celgene, che crede tanto nella ricerca, credo abbia la responsabilità di portare alla luce le esigenze dei malati e delle persone che li assistono quotidianamente, al fine di cercare soluzioni sempre nuove, che rispondano alle loro necessità. È proprio studiando queste esigenze che si riescono poi a portare risposte nuove. Ricerca e sviluppo devono avere la sensibilità di capire sempre di più i bisogni dei malati e dei loro parenti, e impegnarsi quotidianamente al fine di prolungare e di migliorare la loro qualità di vita”.

Tra le varie forme di artrite, la psoriasica è una delle più complesse. In Italia colpisce circa 250 mila persone, in egual misura uomini e donne, maggiormente nella fascia d’età tra i 20 e i 40 anni. Si tratta di una patologia complessa anche per la sostanziale imprevedibilità delle manifestazioni cliniche, che concorrono a generare incertezza nel vissuto del paziente, con il risultato che spesso la diagnosi arriva anche dopo alcuni anni dall’esordio dei primi sintomi. L’artrite psoriasica colpisce le articolazioni che, nella fase acuta, si presentano infiammate (calde, rosse, gonfie, dolenti e con limitata funzionalità).

“L’artrite psoriasica – ha precisato Silvia Tonolo di Anmar - ha sia una componente dermatologica sia reumatologica, ma spesso è sottovalutata poiché può non presentare segni evidenti a livello della pelle ma manifestazioni a carico delle articolazioni e dei tendini o viceversa. È dunque una patologia subdola che purtroppo va incontro a tempi di diagnosi lunghi: anni durante i quali il paziente si sente completamente abbandonato e fatica ad informarsi. In questo quadro, il ruolo delle associazioni pazienti è sicuramente quello di colmare il vuoto informativo in una prima fase e, indubbiamente, un ruolo di sostegno e supporto nelle fasi successive”.

A differenza di quanto comunemente si crede, la patologia ha, però, un impatto non solo articolare dato che si manifesta anche con lesioni cutanee psoriasiche (o familiarità per psoriasi), entesite (infiammazione dei siti di inserzione di tendini o legamenti nelle ossa) e dattilite (infiammazione delle dita di mani e piedi, comunemente nota come “dito a salsicciotto”), con conseguente dolore e disabilità significativi. Inoltre, la malattia psoriasica si caratterizza per essere una patologia infiammatoria cronica con dirette conseguenze sulla dimensione psico-fisica e sociale del paziente e, dunque, con un forte impatto sulla qualità di vita.

Articolo pubblicato il 29 marzo 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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