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Messina - A due mesi dal G7 di Taormina ecco il punto della situazione
di Massimo Mobilia

L’ordinanza del prefetto Ferrandino ha individuato “l’area ad accesso riservato” e la “zona di massima sicurezza”. L’accesso veicolare e pedonale sarà consentito soltanto alle persone munite di pass

Tags: Taormina, G7, Eligio Giardina, Francesco Ferrandino



TAORMINA (ME) - A poco meno di due mesi dal G7 del 26 e 27 maggio, Taormina si prepara al grande evento tra le numerose polemiche su tempi e costi di realizzazione delle infrastrutture connesse al vertice. Tra servizi di Striscia la Notizia, continui sopralluoghi degli addetti ai lavori e controlli della Dia per evitare infiltrazioni mafiose (l’ultimo al pronto soccorso dell’ospedale San Vincenzo), il prefetto di Messina, Francesca Ferrandino, ha da poco emanato la tanto attesa ordinanza riguardante la delimitazione della aree di massima sicurezza, per blindare i lavori del summit da potenziali proteste o attacchi terroristici.

Sono state create due zone: “l’area ad accesso riservato”, che delimita tutto il territorio di Taormina centro, con divieto di accesso pedonale e carrabile dalla mezzanotte del 22 maggio a tutta la giornata del 27, e la “zona di massima sicurezza” - la famigerata zona rossa che riguarda strettamente il centro storico - anch’essa sottoposta a divieto di accesso pedonale e carrabile dal 22 al 24 maggio, divieto di sosta per qualsiasi mezzo fino a tutto il 27 maggio, e anche divieto di transito veicolare nei due giorni del vertice. L’accesso sia veicolare che pedonale, sarà consentito soltanto alle persone munite di “pass di livello 1 e 2”, oltre ovviamente alle forze di polizia. è presumibile che le eccezioni riguarderanno soltanto i residenti taorminesi e i lavoratori delle attività presenti all’interno delle zone. Non si sa ancora nulla però, su come e quando verranno rilasciate le autorizzazioni per superare i check point.

La palla passa in questo caso nelle mani del sindaco, Eligio Giardina, che dovrà limitare al meglio le difficoltà dei propri cittadini nella settimana del vertice. Tocca a lui ad esempio, individuare le aree idonee al parcheggio dei mezzi in possesso dei residenti nelle vie di massima sicurezza, dove vigerà l’assoluto divieto di sosta per ben cinque giorni. Particolare attenzione inoltre, alle strade che conducono alle due elipiste, di contrada Bongiovanni e di contrada Piano Porto, anch’esse interdette al traffico veicolare tra il 25 e il 27 maggio. Proprio le due piste, che dovranno accogliere gli elicotteri dei Capi di Stato, sono le uniche infrastrutture che stanno iniziando a vedere la luce, tra le opere in lista connesse al G7 ma per la maggior parte già archiviate per mancanza di tempo e fondi.
I 15 milioni di euro (tra uno stanziamento totale di circa 50 milioni) che il Governo aveva messo nelle disponibilità del prefetto Riccardo Carpino - Commissario straordinario per la realizzazione degli interventi - stanno così finalmente servendo a qualcosa. Stando a quanto stabilito tra la Giunta comunale e il pool di lavoro composto da Governo nazionale, Aeronautica militare, Prefettura e Città metropolitana di Messina, la due elipiste stanno costando 2 milioni e 207 mila euro, la sistemazione delle vie che consentiranno il loro raggiungimento circa 200 mila euro, mentre sono previsti lavori di rifacimento di tutte le principali vie di accesso a Taormina e del centro storico, per circa 1 milione e mezzo di euro.

Sulle strade però ancora nessun cantiere
, mentre si continua ad attendere che qualcuno provveda a rendere agibile il Palazzo dei Congressi, ovvero quello che dovrà essere il cuore logistico del vertice e potenziale alternativa al Teatro Antico, per il primo incontro tra i Capi di Stato. Si sa soltanto che tutto è in mano al Genio militare, il quale con l’ausilio di Vigili del Fuoco e tecnici dovrà adeguare tutta l’impiantistica interna e di sicurezza. Sulla conta delle spese non esiste traccia. I militari pare che si occuperanno anche di effettuare, in extremis, anche i lavori per rimettere a nuovo la Villa Comunale, franata in parte ormai da diversi anni e lasciata morire dal Comune per mancanza di fondi. Altro fronte aperto infine, rimane il rifacimento dell’autostrada A18 Messina-Catania, per liberare il tratto di collina franata da oltre un anno in prossimità di Letojanni. In attesa che il bassotto della Petyx e gli occhi indiscreti delle maggiori testate nazionali tornino ad occuparsi della vicenda.

Articolo pubblicato il 30 marzo 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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